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L’esperto risponde » LIQUIRIZIA (Glycyrrhiza glabra)
Qual è il titolo più consigliabile per l’estratto secco di Liquirizia?
Titolo in glicirrizina al 19%.
Qual è il dosaggio giornaliero?
La dose massima deve essre di 600 mg al giorno, da assumere al mattino al risveglio e a metà pomeriggio.
Quanto può durare la cura?
Fino a 3 mesi consecutivi, dopodiché è opportuno fare un intervallo di 3 settimane prima di ricominciare, se necessario, la cura.
Può dare dei disturbi?
È controindicata in modo assoluto nel paziente iperteso, in particolare in soggetti con sospetto di iperaldosteronismo o di feocromocitoma. Può provocare riduzione del potassio nel sangue, ritenzione idrosalina e riduzione della forza muscolare, per cui è controindicata in pazienti con bassi livelli di potassio. Non va data in soggetti con problemi muscolari di qualsiasi origine. Va usata con cautela in soggetti con problemi renali.
Si può dare ai bambini?
No.
Si può assumere in gravidanza e durante l’allattamento?
No.
Si può assumere insieme ad altri farmaci?
Non va mai associata a trattamenti con steroidi, salvo ridurre consistentemente il dosaggio di questi ultimi, poiché ne potenzia l’azione. I contraccettivi orali ne potenziano l’effetto di aumento della pressione e viceversa. Può potenziare l’effetto di ibuprofene, warfarin, salicilati, digitalici e acido deossicolico. Sembra essere incompatibile con gli estratti di china e coi composti di calcio.
La Liquirizia ostacola l’azione dello spironolattone, degli ormoni tiroidei e dell’acetaminofen.
Quali meccanismi spiegano l’azione antiallergica dell’estratto secco di Liquirizia?
Importante è la riduzione del rilascio di istamina, sostanza essenziale nel provocare i
fenomeni allergici, dai basofili e dai mastociti, che sono cellule che ne contengono forti quantità.
Inoltre riduce l’effetto di restringimento dei bronchi provocato da alcune sostanze chiamate
bradichinine e leucotrieni.
È vero che l’estratto secco di Liquirizia può provocare un netto aumento della pressione arteriosa?
Sì, perché aumenta i livelli nel sangue di cortisolo e soprattutto di aldosterone, che è l’ormone
più importante per il controllo della pressione arteriosa.
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