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Schede piante >> VITEX AGNUS CASTUS (Agnocasto)
Data ultima revisione 08-06-2009
FAMIGLIA:
Vitaceae
HABITAT: originaria del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, è attualmente coltivata in molti paesi del mondo a clima temperato.
PARTE USATA: le foglie.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: estratto secco nebulizzato e titolato in diterpeni totali min. 2% (Farmacopea Francese X), la cui posologia giornaliera è di circa 1 mg./kg., da suddividere in due somministrazioni al dì preferibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è una droga contenente diterpeni di tipo labdanico, i principali dei quali sono il rotundifuran, il vitexilactone e il 6 beta,7 beta-diacetoxy-13-idrossi-labda-8,14-diene. Contiene anche una certa quantità di olio essenziale e flavonoidi.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE
Azione sui disturbi neurovegetativi della menopausa: Uno studio in vitro ha valutato l’effetto di un estratto di agnocasto sulla secrezione di prolattina in cellule ipofisarie di ratto, in condizioni basali e sotto stimolo. Si è notato che l’estratto in questione, così come il Lisuride, inibiva la secrezione di prolattina sia basale sia stimolata dal TRH. Tale effetto sembrava dovuto ad un’azione dopamino agonista, poichè tale effetto veniva abolito dall’aggiunta di un bloccante specifico dei recettori dopaminergici.
Uno studio in vitro ha valutato l’effetto di un estratto di agnocasto chiamato Ze 440 sui recettori dopaminergici. Si è visto che questo estratto si legava con notevole affinità ai recettori D2 per la dopamina e a quelli di sottotipo micro e kappa per gli opioidi, con IC 50 rispettivamente di 20 e 70 mg/ml. Non si osservavano legami con i recettori H1 dell’istamina, delle benzodiazepine e della serotonina. La frazione lipofila dell’estratto, particolarmente ricca di diterpeni labdanici, si legava soprattutto ai recettori D2 per la dopamina e a quelli per gli opioidi, mentre la frazione idrofila dell’estratto si legava solo ai recettori delta per gli opioidi. Lo studio conclude affermando che l’azione di questo estratto è dovuta soprattutto alla sua capacità di legarsi ai recettori D2 per la dopamina a livello centrale, ma anche il legame con i recettori per gli opioidi endogeni potrebbe avere un ruolo (14).
Uno studio nel ratto ha valutato l’azione estrogenico di un estratto idroalcoolico di agnocasto, che veniva somministrato per os alle dosi di 0,6 o di 1,2 g/kg, valutandone l’effetto sul secreto vaginale e sul peso dell’utero in ratti sia normali sia ovariectomizzati. Si è visto che questo estratto aumentava significativamente il peso dell’utero nei ratti ovariectomizzati e che aumentava i livelli plasmatici di estrogeni e progestinici riducendo invece quelli di LH e di prolattina (16).
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto di un estratto di agnocasto a diverse dosi sull’osso paragonato a quello del testosterone o dell’estradiolo in ratti maschi orchectomizzati. I vari trattamenti venivano somministrati per 3 mesi valutando le caratteristiche biomeccaniche della metafisi tibiale e il suo aspetto istologico. Si è notato che i ratti trattati con il dosaggio più elevato di estratto di agnocasto avevano delle caratteristiche biomeccaniche ossee che erano pari all’87% di quelle degli animali che ricevevano l’estradiolo e che erano significativamente superiori a quelle dei ratti di controllo e di quelli trattati col testosterone. Istologicamente l’osso dei ratti che ricevevano la dose più alta di estratto di agnocasto aveva, rispetto a quello degli animali trattati con l’estradiolo, l’88,4% dell’area ossea trabecolare, l’80,7% del numero di trabecole e il 66,9% del numero di nodi trabecolari. Lo studio indica che un estratto di agnocasto può avere un’azione osteoprotettiva nel ratto maschio orchiectomizzato preservando sia l’osso trabecolare sia quello corticale (20).
Azione sui disturbi neurovegetativi della menopausa. Studi clinici.
Uno studio clinico in aperto ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di un estratto metanolico di agnocasto in 1634 pazieni affetti da sindrome premestruale. Le pazienti dovevano compilare un apposito questionario pre terapia e al termine della stessa, per determinare gli effetti dell’estratto in questione sui principali sintomi di questa sindrome, e cioè depressione, ansia, dolori addominali e iperidratazione. La durata dello studio si è protratta per 3 cicli mestruali. Al termine del trattamento il 93% delle pazienti mostrava un miglioramento dei sintomi statisticamente significativo, con un netto miglioramento anche della mastodinia. Il 98% delle pazienti non ha avuto effetti collaterali degni di nota, mentre il 2% di esse ha accusato moderati disturbi gastrointestinali (2).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di un estratto secco di agnocasto detto Ze 440 (Zeller) su pazienti affette da sindrome premestruale. Sono state arruolate 178 donne, con età media di 36 anni, con lunghezza media del ciclo di 28 giorni e con durata media dello stesso di 4,5 giorni, che assumevano una compressa contenente 20 mg. dell’estratto o un placebo per 3 cicli mestruali consecutivi. La valutazione era fatta monitorando l’intensità di una serie di sintomi quali irritabilità, alterazioni del comportamento, cefalea, tensione mammaria e ritenzione idrica e secondariamente le modificazioni nell’impressione clinica globale e il tasso di risposta (50% di riduzione dei sintomi). Al termine della sperimentazione l’intensità dei sintomi monitorati era significativamente (p<0,001) inferiore nelle donne del gruppo verum, così come il miglioramento dell’impressione clinica globale e del tasso di risposta. In particolare il 52% delle donne del gruppo verum e solo il 24% di quelle del gruppo placebo mostrava un miglioramento significativo del tasso di risposta. Sette donne (3 nel gruppo placebo e 4 in quello verum) mostravano moderati disturbi gastrointestinali (3).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto di un estratto di agnocasto sulla sindrome premestruale. Sono state arruolate 100 donne affette da sindrome premestruale, che assumevano per 3 cicli consecutivi l’estratto alla dose di 60 gocce al giorno o un placebo. La valutazione era fatta monitorando l’intensità della mastalgia pre e post terapia tramite una scala visuale analogica. Al termine del trattamento le donne del gruppo verum mostravano una riduzione della mastalgia statisticamente significativa (p<0,05) rispetto a quelle del gruppo placebo. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota (4).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’efficacia di un estratto secco di agnocasto chiamato Strotan in 52 donne affette da difetti della fase luteinica dovuti a iperprolattinemia latente. Esse assumevano una capsula al giorno contenente 20 mg. dell’estratto in questione o un placebo per 3 mesi. La valutazione era fatta controllando i livelli plasmatici di prolattina, la durata della fase luteinica del ciclo e i livelli plasmatici di progesterone. Tale valutazione era condatta ai tempi 0, 5 giorni, 8 giorni, 20 giorni e 90 giorni. L’iperprolattinemia latente veniva valutata controllando l’aumento della prolattina plasmatica 15 e 30 minuti dopo l’iniezione endovenosa di 200 microg. di TRH. Al termine della sperimentazione le donne del gruppo verum mostravano una significativa riduzione dei livelli plasmatici di prolattina, con una normalizzazione della fase luteinica del ciclo e dei livelli plasmatici di progesterone. Esse avevano anche un significativo aumento dei livelli di 17 beta estradiolo nella fase luteinica. Due donne del gruppo verum sono rimaste incinte durante la sperimentazione. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota (5).
Uno studio clinico prospettico multicentrico ha valutato l’effetto dell’estratto di agnocasto Ze 440 (Zeller) in donne con sindrome premestruale. Sono state arruolate 50 pazienti, che assumevano per os una capsula contenente 20 mg dell’estratto in questione o un placebo per 3 cicli mestruali. 13 pazienti assumevano in contemporanea un contraccettivo orale. La valutazione era fatta tramite il Moos’ menstrual distress questionnaire (MMDQ), mentre i parametri secondari erano la Visual analogic scale (VAS) e la Global impression scale (GIS). L’età media delle partecipanti era di 31,2 anni, la lunghezza del ciclo di 28,4 giorni e il peso corporeo di 58,9 kg. Al termine dello studio le donne del gruppo placebo avevano dei miglioramenti statisticamente significativi rispetto a quelle del gruppo placebo. In particolare esse mostravano una riduzione del punteggio dell’MMDQ del 42,5%, pur senza ottenere la scomparsa della sintomatologia. 20 donne su 43 avevano una risposta positiva al trattamento, con una riduzione del punteggio dell’MMDQ di almeno il 50% rispetto al basale. All’inizio dello studio il punteggio del VAS era elevato nella fase luteale tardiva e basso in quella follicolare. Al termine del trattamento tale punteggio calava del 47,2% nella fase luteinica e restava immodificato in quella follicolinica. Dopo 3 mesi dalla fine della sperimentazione vi era ancora una riduzione dl punteggio del VAS del 21,7% rispetto al basale nelle donne del gruppo verum. 38 pazienti indicavano il trattamento come decisamente efficace, mentre 12 lo ritenevano poco efficace. Non sono state registrate alterazioni significative nei livelli di prolattina delle pazienti coinvolte. La risposta delle donne in terapia contraccettiva non differiva da quella delle donne che non assumevano ormoni. Una sola paziente è uscita dallo studio a causa di forte cefalea e astenia. Lo studio conclude affermando che l’estratto Ze 440 è efficace e ben tollerato in donne con sindrome premestruale, agendo principalmente sull’intensità dei sintomi e assai meno sulla loro durata (9).
Uno studio clinico controllato ha esaminato l’effetto di un estratto di agnocasto detto BNO1095 in donne affetta da sindrome premestruale con intensità dei disturbi da moderata a severa. Sono state arruolate 121 donne, che ricevevano per 3 mesi l’estratto in questione alla dose di 40 mg/die o un placebo. La valutazione dei risultati era effettuata ricorrendo a un diario sintomatologico giornaliero e al punteggio del test PMTS pre e post terapia. Al termine dello studio le pazienti del gruppo verum mostravano una significativa riduzione del punteggio del test PMTS da 22,8 a 10,2 (p<0,001). Una risposta positiva si registrava nel 67,8% delle partecipanti. Anche il risultato del diario sintomatologico evidenziava una significativa riduzione dell’intensità dei sintomi (p<0,001). Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota in nessuno dei due gruppi studiati. Lo studio indica che l’estratto di agnocasto BNO1095 è efficace e ben tollerato nel trattamento della sindrome premestruale (15).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un fitoterapico contenente estratti secchi di iperico e di agnocasto sui disturbi neurovegetativi della menopausa. Sono state arruolate 100 donne che dovevano assumere due capsule al giorno di questo preparato o un placebo per 4 mesi, misurando l’intensità e la frequenza delle vampate di calore tramite la scala di Green e le condizioni psichiche tramite i test Hamilton Depression Inventory scores, e Utian Quality of Life Scale scorse pre e post terapia. Si è visto che vi era un moderato ma significativo miglioramento del punteggio della scala di Green e di quello dell’Hamilton Depression inventory scorse ma non del test che misurava la qualità della vita. Lo studio indica che il preparato in questione è risultato moderatamente superiore al placebo nel ridurre i disturbi neurovegetativi della menopausa (17).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’estratto di agnocasto BNO1095 in donne cinesi affette da sindrome premestruale da moderata a severa. Sono state arruolate 217 donne, che dovevano assumere per os l’estratto in questione alla dose di 40 mg/die o un placebo per tre cicli mestruali consecutivi. L’efficacia del trattamento era valutata usando la versione cinese del PMS diary (PMSD) e il PMTS. Al termine del trattamento il punteggio medio del PMSD si riduceva da 29,3 a 6,41 nel gruppo verum e da 28,14 a 12,64 in quello placebo, con una differenza statisticamente significativa (p<0,0001). Anche la differenza tra il punteggio del PMSD preterapia e quello del PMSD post terapia era fortemente significativa nel gruppo verum (p<0,0001). Anche il punteggio del PMTS si comportava in modo simile a quello del PMSD, anche se i valori di significatività erano minori (p<0,01), con riduzione da 26,17 a 9,92 nel gruppo verum e da 27,10 a 14,59 in quello placebo. L’effetto placebo in questo studio era molto forte e si avvicinava al 50%. Non sono stati registrati eventi avversi significativi in nessuno dei due gruppi esaminati. Lo studio indica che l’estratto di agnocasto BNO1095 è efficace e ben tollerato in pazienti cinesi affette da sindrome premestruale da moderata a severa (19).
Indicazioni principali: sindrome premestruale, disturbi neurovegetativi della menopausa.
Azione principale: ipoprolattinemizzante.
EFFETTI COLLATERALI: rari disturbi epigastrici a tipo epigastralgie.
CONTROINDICAZIONI: sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento. Uno studio ha valutato i dati oggi esistenti sulla possibilità di usare l’estratto di agnocasto in gravidanza e durante l’allattamento. Gli studi sono pochi e indicano che questo estratto può avere azione estrogenico e/o progestinica, uterostimolante ed emmenagoga. Non ci sono dati attendibili per quanto riguarda l’allattamento. Lo studio indica che l’uso dell’estratto di agnocasto non andrebbe fatto, soprattutto per motivi prudenziali, in gravidanza e durante l’allattamento (18).
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: non disponibili.
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