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Schede piante >> ALOE VERA (Aloe)

Data ultima revisione 02-12-2009

FAMIGLIA: Liliaceae.

HABITAT: bacino del Mediterraneo, India orientale, Antille, costa orientale dell’Africa, Medio oriente.

PARTE USATA: il succo condensato.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in derivati antracenici espressi come barbaloina anidra min. 19% e max. 21% (Farmacopea Italiana X). L’estratto secco è la forma preferibile, e il suo dosaggio giornaliero va da 2 a 3 mg/kg/die, preferibilmente in un’unica somministrazione serale. La posologia giornaliera dell’estratto fluido va da 0,5 a 0,7 gocce/kg/die, preferibilmente in un’unica somministrazione serale.

COMPOSIZIONE CHIMICA: contiene dal 15 al 40% di glucosidi idrossiantracenici, in particolare aloina, idrossi aloine e aloinoside. Contiene inoltre aminoacidi, lipidi, fitosteroli e polisaccaridi.

PROPRIETÀ  TERAPEUTICHE: Azione lassativa: è nota per la sua azione lassativa.di tipo stimolante la peristalsi intestinale. Gli eterosidi antrachinonici e i diantroni sono poco assorbiti e idrolizzati a livello dell'intestino tenue, anche se la loro relativa lipofilia ne permette un riassorbimento parziale, che può spiegarne gli effetti sistemici indesiderati.
A livello del colon gli eterosidi antrachinonici sono idrolizzati dalle beta glucosidasi e dalle reduttasi della flora batterica intestinale, e si formano così gli antrachinoni liberi responsabili dell'azione terapeutica. Ciò spiega il periodo di latenza che intercorre tra l'assunzione della droga e il manifestarsi dell'azione lassativa, che può essere anche di 12 ore.
Gli eterosidi antracenici possono pertanto essere considerati come dei profarmaci, nei quali la componente glucidica serve per il loro trasporto e per ridurne l'assorbimento.
L'azione di queste sostanze è massima a livello del colon sinistro e del sigma. Qui essi inibiscono l'attività ATP asica Na-K dipendente degli enterociti provocando una riduzione del riassorbimento dell'acqua, del sodio e del cloro e un aumento della secrezione del potassio da parte della mucosa del grosso intestino, anche se questo meccanismo non sembra essere molto importante per l'azione lassativa. Paiono inoltre capaci di ridurre la sintesi delle prostaglandine, in particolare quelle della classe E, che sono implicate nel trasporto dell'acqua e degli elettroliti. 
Possono interferire col trasporto del calcio dall'esterno all'interno delle cellule della mucosa del colon, che influenza notevolmente la contrattilità della muscolatura liscia di questo organo.
Molto importante per l'azione lassativa è l'inibizione dei canali del cloro, che viene ulteriormente esaltata in presenza di glucosio, con importanti modificazioni dei potenziali di membrana degli enterociti.
Le sostanze antrachinoniche sensibilizzano le fibrocellule muscolari liscie dell'intestino crasso all'azione procinetica della serotonina e dell'istamina, e sono capaci di aumentare l'effetto dell'acetilcolina sull'intestino a dosi medio-basse e di ridurlo a dosaggi elevati. Tale azione potrebbe essere legata agli ioni calcio.
È anche in gioco uno stimolo diretto dei plessi mioenterico e sottomucoso, con conseguente aumento della peristalsi.
Uno studio clinico controllato ha arruolato 58 pazienti affetti da sindrome del colon irritabile, che ricevevano per os il gel di aloe vera o un placebo per 3 mesi. Si valutava l’intensità dei sintomi tramite un apposito questionario. Al termine dello studio il 35% dei pazienti del gruppo verum e il 27% di quelli del gruppo placebo mostravano un miglioramento sintomatologico statisticamente significativo, con un certo calo della frequenza delle scariche di diarrea quano esse erano presenti. Lo studio indica che il gel di aloe vera ha una modesta efficacia in pazienti con sindrome del colon irritabile (22).

Azione sulla cute. Studi in vitro e nell’animale: oltre alle suddette proprietà lassative l'Aloe possiede proprietà curative interessanti a livello cutaneo, soprattutto sotto forma di gel. Infatti si è dimostrato utile nelle bruciature, negli eritemi solari, nella rimarginazione delle ferite, nell'acne, nella porpora di Bateman e nelle lesioni da punture da insetti. Questa attività dermoprotettiva potrebbe essere dovuta alla notevole ricchezza in acqua del gel di Aloe, che esercita quindi azione idratante, isolante ed emolliente, ma potrebbe essere legata anche alla stimolazione del complemento provocata dai polisaccaridi di cui questa droga è assai ricca.
Altre ricerche indicano che l'Aloe contiene fattori immunoprotettivi multipli e che gli oligosaccaridi del gel di aloe possono prevenire la soppressione dell'ipersensibilità ritardata indotta dai raggi ultravioletti grazie alla riduzione delle citochine immunosoppressive derivate dai cheratinociti.
Un altro studio ha dimostrato che l'estratto secco di aloe vera per os o del gel di aloe vera per uso topico aumenta il contenuto di glicosaminoglicani e di proteoglicani nel tessuto di granulazione conseguente a ferite cutanee.
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto del succo di aloe vera sullo stato antiossidante dei tessuti di ratti esposti a raggi gamma alla dose di 7 Gy. Il succo di aloe vera veniva somministrato giornalmente alla dose di 0,25 ml/kg/die per 5 giorni prima dell’irradiazione e per 10 giorni dopo l’irradiazione. Si è visto che il succo di aloe riduceva l’aumento di malondialdeide nel fegato, nei polmoni e nei reni, con una protezione contro il calo di attività di superossido desmutasi e catalasi negli stessi organi. Il succo di aloe ostacolava anche il calo della glutatione perossidasi e l’aumento della glicemia, ma non aveva effetti sull’iperinsulinemia indotta dall’irradiazione (18).
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto protettivo del gel di aloe versus una crema con sulfadiazina piridina argento o versus placebo sulle ferite di questi animali, misurando i livelli di acqua, NO e di endotelina nelle ferite stesse. Si è notato che il contenuto di acqua nelle ferite dei ratti trattati col gel di aloe era minore rispetto a quelli che ricevevano la crema verum ma superiore rispetto a quelli trattati col placebo. Il contenuto di NO nelle ferite raggiungeva il livello massimo in tutti i gruppi dopo 12 ore, ed era minore nei ratti trattati col gel di aloe, e così pure il livello di endotelina. Lo studio indica che il gel di aloe è migliore di una crema con sulfadiazina piridina argento nel ridurre i livelli di NO e di endotelina nelle ferite, ostacolando la reazione infiammatoria e favorendo quindi una loro più rapida cicatrizzazione (24).

Azione sulla cute. Studi clinici.
Positiva pare anche l'azione sulla psoriasi: infatti in uno studio clinico sono stati trattati 60 pazienti con crema allo 0,5%, messa tre volte al giorno per trenta giorni senza medicazione occlusiva. L'83% dei pazienti trattati mostrava significativi miglioramenti rispetto a quelli curati col placebo, senza comparsa di evidenti effetti collaterali (11).
Uno studio clinico effettuato su 194 donne operate per neoplasie mammarie e sottoposte a radioterapia ha dimostrato che la dermatite da raggi migliora in modo statisticamente significativo dopo applicazione topica di gel di Aloe (9).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del gel di Aloe vera sulla dermatite da raggi. Sono state arruolate 225 pazienti con carcinoma mammario operato, che venivano sottoposte a radioterapia. Esse ricevevano per via topica il gel di aloe o una crema acquosa di aloe o un placebo, da applicare 3 volte al giorno per 2 settimane fino al termine della radioterapia. Il controllo delle condizioni della cute e la sintomatologia soggettiva erano condotti ogni 7 giorni. Si è visto che la crema acquosa era significativamente migliore del gel nel ridurre l’eritema, l’edema, la desquamazione cutane e il dolore conseguenti a radioterapia. Nei soggetti fumatori le preparazioni a base di aloe erano meno efficaci che in quelli non fumatori. L’effetto delle preparazioni a base di aloe era comunque piuttosto modesto e solo lievemente migliore del placebo alla valutazione statistica. Non sono stati osservati rilevanti effetti collaterali (17).
Uno studio clinico controllato ha indagato se il gel di aloe possa ridurre la mucosite associata alla radioterapia in pazienti con carcinomi della testa e del collo. Sono stati arruolati 58 pazienti in terapia radiante affetti da mucosite, cui veniva somministrato per os il gel di aloe o un placebo per 30 giorni. Al termine della sperimentazione non vi erano differenze statisticamente significative per quanto riguarda i sintomi soggettivi e oggettivi dei pazienti. Anche l’incidenza di infezioni ricorrenti e la qualità di vita era sovrapponibile in entrambi i gruppi. Lo studio conclude dicendo che il gel di aloe dato per via orale non ha determinato miglioramenti significativi in pazienti con mucosite conseguente a terapia radiante (19).
Il lichen ruber planus è una malattia infiammatoria cronica che provoca dolore specialmente nelle forme erosive e atrofiche. Questo studio clinico controllato ha valutato l’effetto del gel di aloe sul lichen ruber planus. Sono stati arruolati 54 pazienti con questa malattia, che ricevevano per os il gel di aloe o un placebo per 2 mesi. Le lesioni della malattia erano localizzate soprattutto al labbro inferiore ed erano assai dolorose. Al termine dello studio 22 pazienti su 27 trattati col gel di aloe avevano una buona risposta, mentre solo 1 paziente trattato col placebo rispondeva in modo soddisfacente (p<0,001). Inoltre 2 pazienti trattati col gel di aloe avevano una remissione completa al termine del trattamento. Il dolore urente era scomparso in 9 pazienti su 27 trattati col gel di aloe (p<0,005) e in nessun paziente trattato col placebo. Non sono stati osservati effetti collaterali significativi in nessuno dei due gruppi trattati. Lo studio indica che il gel di aloe è significativamente superiore al placebo nel trattamento del lichen ruber planus (25).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’azione antiflogistica di un gel di aloe vera nell’eritema indotto dai raggi UV. Sono stati arruolati 40 pazienti, ai quali veniva provocato un eritema da UVB, dopodiché di effettuava una medicazione occlusiva per 2 giorni con il gel di aloe o con un placebo o con una miscela allo 0.25% di prednicarbato o all’1% di idrocortisone. L’entità dell’eritema si valutava fotograficamente dopo 24 e 48 ore rispetto al preterapia. Si è notato che il gel di aloe riduceva significativamente l’eritema dopo 48 ore, cn un’efficacia almeno pari a quella dell’idrocortisone all’1%. Lo studio indica che il gel di aloe vera è simile come efficacia all’idrocortisone all’1% nel ridurre l’eritema da UVB (26).
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto del gel di aloe sulle ferite cutanee. Si valutava in particolare il tempo di chiusura delle ferite, l’effetto antibatterico e la tossicità locale indotti dal gel di aloe. Si è visto che questo gel accelerava la chiusura delle ferite cutanee e ostacolava la proliferazione batterica nei siti di lesione, senza causare effetti tossici locali di alcun tipo. Lo studio conferma che il gel di aloe può essere utile nel trattamento delle ferite cutanee (27).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di una crema a base di aloe vera sulle piccole ustioni, paragonandolo a quello dell’argento sulfadiazina. Sono stati arruolati 30 pazienti con piccole ustioni in differenti parti del corpo, sulle quali dovevano applicare la crema di aloe o la crema di argento-sulfadiazina per 15 giorni. Si è visto che la riepitelizzazione delle lesioni era significativamente più rapida (p<0,0001) nei pazienti trattati con la crema all’aloe, avvenendo in 16 giorni contro i 19 necessari per l’argento sulfadiazina. Lo studio conferma l’efficacia di una crema al gel di aloe vera nella riepitelizzazione delle piccole ustioni nell’uomo (29).
Uno studio clinico controllato ha paragonato l’effetto del gel di aloe vera a quello del triamcinolone acetonide allo 0,1% nella psoriasi. Sono stati arruolati 80 pazienti, che dovevano applicare quotidianamente la crema in questione o una crema placebo, valutando col Psoriasis Area Severity Index (PASI) e col Dermatology Life Quality Index (DLQI). Si è visto che al termine del trattamento il punteggio del test PASI si riduceva nel gruppo steroide da 11,6 a 3,9 e in quello aloe da 10,9 a 4,3. La differenza di questo valore tra i 2 gruppi non era statisticamente significativa. Il punteggio del test DLQI si riduceva da 8,6 a 2,5 nel gruppo steroide e da 8,1 a 2,3 in quello aloe. La differenza di questo valore tra i 2 gruppi non era statisticamente significativa. Lo studio indica che il gel di aloe è simile allo steroide qui usato nel migliorare le condizioni cliniche dei pazienti psoriasici (30).

Uno studio clinico in aperto ha valutato l'effetto del gel di aloe sulla scabbia. Sono stati arruolati 30 pazienti affetti da questa malattia, che dovevano applicare sulla cute il gel di aloe o una lozione al benzoato, misurando l'intensit del prurito nei due gruppi pre e post terapia. Si visto che al termine del trattamento il prurito era ancora presente in 3 pazienti del gruppo benzoato e in 2 di quello aloe. In tutii i pazienti le lesioni della scabbia scomparivano quasi completamente. Non sono stati osservati evidenti effetti collaterali. Lo studio indica che il gel di aloe altrettanto efficace del benzoato nel trattamento della scabbia (31). Uno studio clinico controllato ha valutato l'effetto di una crema a base di gel di aloe nel ridurre il dolore postoperatorio e nel favorire la guarigione della cicatrice post emorroidectomia. Sono stati arruolati 49 pazienti operati di emorroidectomia, che dovevano applicare localmente la crema all'aloe o una crema placebo 3 volte al giorno per 1 mese dopo l'intervento chirurgico. Si valutava il dolore tramite una scala analogica visuale dopo 2 e dopo 4 settimane di trattamento e si monitorava l'uso di farmaci analgesici. Si visto che i pazienti del gruppo verum avevano significativamente meno dolore sia spontaneo sia dopo la defecazione (p<0,001). La guarigione della ferita chirurgica era significativamente pi rapida (p<0,001) nel gruppo aloe rispetto a quello placebo. Il consumo di farmaci analgesici era significativamente minore (p<0,001) nel gruppo verum. La tollerabilit della crema all'aloe stata molto buona. Lo studio indica che una crema a base di gel di aloe riduce il dolore postoperatorio e facilita la guarigione della ferita chirurgica in pazienti emorroidectomizzati (33). Uno studio nel ratto ha valutato l'effetto del gel di aloe vera, dei pulsed mode ultrasound (US) e della fonoforesi dell'aloe vera gel nella tendinite indotta nella zampa del ratto dalla collagenasi. Si valutavano l'edema, la resistenza del tendine alla tensione, il numero di cellule infiammatorie e l'istologia tessutale dopo 7 e 14 giorni dall'induzione della tendinite. Il gel di aloe veniva applicato alla concentrazione del 2% per 2 minuti senza fonoforesi oppure veniva fatto penetrare tramite fonoforesi della durata di 2 minuti. Si visto il gel di aloe da solo non riduceva il processo infiammatorio, mentre il gel di aloe fatto penetrare con la fonoforesi riduceva l'edema, il numero di cellule infiammatorie e favoriva il riarragiamento delle fibre collageniche, promuovendo cos il recupero della resistenza del tendine alla tensione. Lo studio indica che il gel di aloe fatto penetrare con la fonoforesi pu essere utile nel trattamento della tendinite senza causare effetti collaterali significativi (34).

Azione sulla cute. Metanalisi.
Una metanalisi clinica (Settembre 2005) ha valutato la letteratura clinica concernente l’azione dermoprotettiva del gel di aloe vera per quanto riguarda i danni cutanei da radiazioni. Sono stati identificati 5 studi clinici controllati di accettabile livello qualitativo. L’esame di questi ultimi non consente di affermare che il gel di aloe vera è attivo nel trattamento della dermatite da raggi in pazienti neoplastici, per cui sarebbero necessari ulteriori studi rigorosi per poter trarre conclusioni adeguate al riguardo (21).
Una metanalisi clinica (Maggio 2007) ha valutato il ruolo del gel di aloe per via topica nel trattamento delle ferite cutanee. Sono stati reperiti 4 studi clinici controllati di buona qualità, per un totale di 371 pazienti. I risultati indicano che il tempo medio di guarigione dei pazienti trattati col gel di aloe era di 8,79 giorni, significativamente (p<0,006) più breve di quello dei soggetti trattati col placebo. Va peraltro detto che i prodotti usati in questi studi erano diversi tra di loro e anche i criteri di misurazione dei risultati non erano omogenei. Sarebbe dunque necessario eseguire uno studio clinico di adeguata numerosità per poter affermare l’utilità del gel di aloe nelle ferite (23).
Una metanalisi ha valutato l’effetto del gel di aloe a livello dermatologico sia in vitro sia in vivo. Sono stati inseriti 40 studi. Essi evidenziano che la somministrazione per os nel ratto del gel di aloe è efficace nel favorire la cicatrizzazione delle ferite, nel ridurre il numero e le dimensioni dei papillomi e nel diminuire l’incidenza delle neoplasie maligne della cute. L’uso topico di gel di aloe non previene le lesioni causate dalle radiazioni e non possiede azione protettiva contro i danni cutanei da esposizione solare. Essa invece può essere utile per lenire l’herpes, la psoriasi, il papilloma virus, la dermatite seborroica, la stomatite aftosa, la xerosi, il lichen ruber planus, le lesioni da freddo e da calore e per favorire la cicatrizzazione delle ferite. Il gel di aloe per via topica può anche avere una moderata azione antimicrobica e può essere usato nella terapia fotodinamica di alcune forme di tumori. La metanalisi indica che il gel di aloe sia per via interna sia per via topica possiede proprietà interessanti, ma che allo stato attuale i dati, specialmente clinici, non sono sufficientemente estesi per validarne con certezza le proprietà (28).

Indicazioni principali: trattamento della stipsi funzionale nell’adulto. Utile anche nelle dermopatie a impronta degenerativo-flogistica.
Azione prevalente: lassativa come estratto secco, dermoprotettiva come gel.

EFFETTI  COLLATERALI: può provocare diarrea con dolori addominali, e ciò può a sua volta causare ipopotassiemia. L'abuso di questa e di altre droghe ricche di antrachinoni può causare assuefazione con conseguente minore efficacia farmacologica.
Può provocare dermatite acuta in soggetti ipersensibili, reversibile con la sospensione del trattamento, quando usato per via topica.
INTERAZIONE COI FARMACI: Può avere interazioni medicamentose con gli antiaritmici di tipo chinidinico, coi digitalici, coi diuretici che provocano perdita di potassio, con la vincamina e il fenoxedil.
La sua azione immunomodulante viene inibita dal pretrattamento del paziente con steroidi, per cui essi vanno sospesi almeno 7-10 giorni prima della somministrazione della droga.
È descritto il caso di una donna di 35 anni, che ha avuto una massiccia emorragia intraoperatoria per interazione tra il sevoflurano e l’aloe vera. Il sevoflurano è un inibitore selettivo della Cox2, con conseguente inibizione della formazione di trombossano A2 e intensa azione antiaggregante piastrinica. L’Aloe vera riduce la sintesi delle prostaglandine, con riduzione dell’aggregazione piastrinica. Lo studio indica che l’aloe può aumentare l’azione antiaggregante e ipocoagulante del sevoflurano.
CONTROINDICAZIONI: È controindicata in gravidanza, nel bambino al disotto dei 12 anni di età, nell’allattamento, nella diverticolosi intestinale, nel mega-dolico colon, in pazienti con occlusione o subocclusione intestinale in pazienti affetti da emorroidi e/o da fistole perianali e nelle pazienti portatrici di patologie infiammatorie a carico degli organi del piccolo bacino.
Queste droghe non dovrebbero essere somministrate continuativamente per un periodo superiore a otto-dieci giorni.
TOSSICOLOGIA: È descritto che gli antrachinoni facilitano l’insorgenza della melanosi del colon, che si manifesta dopo 4-12 mesi dall’inizio del trattamento e scompare dopo 4-12 mesi dalla sospensione dello stesso.

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