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piante >> HAMAMELIS VIRGINIANA (Amamelide)
Data ultima revisione 17-11-2004
FAMIGLIA: Amamelidaceae.
HABITAT: comune nelle foreste dell’America
Settentrionale, dal Canada alla Virginia.
PARTE USATA:le foglie.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: la forma preferibile
è l’estratto secco nebulizzato titolato in tannini totali (min.14%)
(Farmacopea Francese X). Il suo dosaggio giornaliero va da 9 a 15
mg./kg, da suddividere in due o tre somministrazioni possibilmente
lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: le foglie contengono
in media lo 0,05% di olio essenziale, dei glucosidi di flavonoli e
una forte quantità di tannini, fino al 15%. I principali tannini
presenti sono: acido gallico, poligalloilglucosio, amamelitannina,
flavani monomeri liberi ed esterificati quali il gallato di epicatecolo
e cinque proantocianidoli, in particolare delfinidina e cianidina.
I proantocianidoli si ritrovano tal quali oppure sotto forma di copolimeri
procianidoli-prodelfinidoli.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE
Azione fleboprotettiva: gli effetti biologici dei tannini sono legati
alla loro capacità di formare dei complessi con le macromolecole,
in particolare con le proteine. Questi complessi possono essere reversibili
o irreversibili, e l’affinità dei tannini per le proteine è
più marcata se queste sono ricche di prolina e hanno una conformazione
flessibile.
Per via interna essi hanno azione antidiarroica, mentre per via esterna
impermeabilizzano gli strati più superficiali della cute e
delle mucose, favorendo la rigenerazione dei tessuti lesionati.
Hanno inoltre un’azione vasocostrittiva sui vasi superficiali della
cute.
Studi recenti indicano che i tannini inibiscono la perossidazione
dei lipidi, per cui hanno azione antiradicali liberi in particolare
contro la formazione dello ione superossido, dei radicali idrossilici,
dell’ossigeno singoletto e del perossido di idrogeno. La loro efficacia
antiossidante è nettamente superiore a quella della vitamina
C, e inoltre essi proteggono l’acido ialuronico dalla depolimerizzazione
ad opera della ialuronidasi e dei radicali liberi stessi e le cellule
endoteliali dai danni indotti da queste molecole così reattive.
Azione sulla cute: si è anche notato che il fitocomplesso
di questa droga aumenta di tre volte la sopravvivenza dei fibroblasti
in presenza di radicali liberi dell’ossigeno. I più attivi
risultano essere l’acido gallico, l’acido ellagico e gli ellagitannini
in genere.
Uno studio in vitro ha dimostrato che le proantocianidine presenti
nel fitocomplesso dell’hamamelis aumentano notevolmente la
proliferazione dei cheratinociti umani, senza influenzare la loro
differenziazione. In caso di irritazione cutanea le suddette proantocianidine
applicate topicamente riducono nettamente l’eritema la perdita
di liquidi percutanea, riducendo quindi i processi irritativi e
flogistici della cute.
Studi clinici: è stato fatto uno studio clinico su 15 volontari
sani per valutare l’azione antisettica di un preparato contenente
distillato di Hamamelis (90%) e urea (5%). La valutazione era fatta
ricorrendo al test di occlusione e all’expanded flora test,
integrati da studi in vitro usando il test di diffusione su piastre
di agar agar. Entrambi i test effettuati hanno dimostrato un’evidente
azione antibatterica, mentre i test in vitro su agar mostravano
una netta inibizione dei ceppi di Staphylococcus aureus e di Candida
albicans. Si è anche paragonato l’effetto del preparato
in oggetto con quello della clorexidina digluconato e della fucsina,
e si è visto che era nettamente minore rispetto a quello
di queste due sostanze.
Azione antiossidante: sono inoltre degli inibitori enzimatici con
blocco della 5-lipo-ossigenasi, inibizione dell’enzima di conversione
dell’angiotensina, della ialuronidasi, dell’istidina decarbossilasi
e dell’elastasi. Le sostanze più attive sulla 5-lipoossigenasi
sembrano essere gli amamelitannini e le proantocianidine galloilate,
mentre le proantocianidine tipo B inibiscono soprattutto gli altri
enzimi. Queste sostanze non paiono avere effetto inibitorio sulla
acetil CoA acetiltransferasi.
Inibiscono inoltre l’autoossidazione dell’acido ascorbico e facilitano
la riduzione di ioni metallici, ad esempio Cu2+ a Cu+, Fe3+ a Fe
2+ e Cr6+ a Cr3+. Ciò spiegherebbe le loro azioni sul circolo
venoso e linfatico quali aumento della resistenza capillare, diminuzione
della permeabilità capillare, aumento del tono veno-linfatico
e stabilizzazione del collageno. Questa pianta viene quindi utilizzata
nella terapia dell’insufficienza venosa degli arti inferiori e delle
emorroidi.
Studi clinici: è stato fatto uno studio clinico controllato
su 72 pazienti affetti da eczema atopico di media entità.
Essi dovevano applicare sulla cute una crema contenente il 5,35%
di estratto di hamamelis o una crema contenente lo 0,5% di idrocortisone.
Gli effetti dei due trattamenti erano paragonati tramite il tes
di Wilcoxon. È stato dimostrato che entrambi i trattamenti
riducevano il prurito, l’eritema e l’edema, ma l’efficacia
della crema al cortisone era notevolmente maggiore e statisticamente
significativa. Sono state osservati sei pazienti con reazioni cutanee
al trattamento, due nel gruppo cortisone e 4 nel gruppo hamamelis.
Lo studio conclude affermando che una crema all’hamamelis
è solo lievemente migliore di una crema base nel trattamento
dell’eczema atopico (6).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di una
crema contenente il 10% di distillato di amamelide chiamata Eucerin
versus placebo in 30 volontari sani sottoposti all’eritema
sperimentale da UVB. La crema all’amameliode e quella placebo
venivano applicate con una medicazione occlusiva per 2 giorni dopo
l’irradiazione. La valutazione era fatta tramite la cromametria
e il giudizio visivo dopo 7, 24 e 48 ore dall’irradiazione.
Nei soggetti del gruppo verum vi era una riduzione dell’eritema
del 20% dopo 7 ore e del 27% dopo 48 ore, mentre nel gruppo placebo
la riduzione dell’eritema dopo 48 ore era compresa tra l’11
e il 15%. In nessuno dei due gruppi sono stati registrati effetti
collaterali degni di nota (10).
EFFETTI COLLATERALI: nessuno degno di
nota. In rari casi può provocare reazioni allergiche da contatto
a livello cutaneo.
CONTROINDICAZIONI: somministrare con prudenza
a pazienti affetti da stipsi per l’effetto astringente dei tannini.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: : non note.
TOSSICOLOGIA: dati non disponibili.
BIBLIOGRAFIA:
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5)Hartisch C. et al. Dual inhibitory activity of tannins from Hamamelis
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13)Choi H.R. et al. Peroxynitrite scavenging activity of herb extracts.
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