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Schede piante >> ARNICA MONTANA (Arnica)
Data ultima revisione 31-01-2007
FAMIGLIA: Asteraceae.
HABITAT: tutte le zone montagnose d’Europa.
PARTE USATA: i fiori e il rizoma raccolti in autunno.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: la forma più consigliabile è la tintura madre, la cui posologia giornaliera va da 0,5 a 0,8 gocce/kg, suddivise in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. Nella maggior parte dei casi è comunque preferibile riservare questa droga al solo uso per via topica, per la possibile incidenza di effetti collaterali.
COMPOSIZIONE CHIMICA: contiene dallo 0,2 allo 0,5% di lattoni sesquiterpenici, in particolare elenalina, diidroelenalina e i loro esteri acetati, isobutirrati, tigliati e isovalerati, che le conferiscono il caratteristico sapore amaro. È presente una modesta quantità di olio essenziale (circa 0,5%), mentre il colore dei fiori dipende dalla presenza di carotenoidi. Abbiamo poi dei triterpeni, dei fitosteroli, degli acidi grassi, degli alcani, dei polisaccaridi, degli acidi fenolici e delle cumarine. Contiene anche una quantità di flavonoidi che va dallo 0,2 allo 0,3%.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE
Azione antiflogistica:
tradizionalmente viene usata per le sue proprietà antiflogistiche, analgesiche e antiecchimotiche. Queste azioni sarebbero dovute essenzialmente ai lattoni sesquiterpenici, i quali hanno dimostrato la capacità di inibire la migrazione dei polimorfonucleati e la rottura delle membrane lisosomiali, con conseguente riduzione della liberazione di sostanze citotossiche e flogogene da parte di queste cellule.
In studi su animali l'Arnica è stata in grado di opporsi all'edema indotto dalla carragenina nella zampa del ratto, con un'efficacia simile a quella dell'indometacina.
Inoltre i lattoni sesquiterpenici si sono mostrati capaci di legarsi ai siti tiolici e aminici di alcuni enzimi, in particolare glicogeno sintetasi, DNA polimerasi e timidilato sintetasi, che vengono alchilati in modo irreversibile.
Importanti per l’azione antiflogistica di questa droga sono anche i polisaccaridi in essa contenuti, che sono un arabino 3,6-galattano acido e un fucogalattosilano neutro.
I polisaccaridi di questa droga stimolano la chemioluminescenza dei leucociti alla dose di 100 microgrammi/ml e il carbon clearance test in vivo. Inoltre incrementano la produzione del TNF (tumor necrosis factor) da parte dei macrofagi e paiono anche capaci di inibire il complemento, in particolare il suo fattore C3.
Uno studio in vitro ha dimostrato che i derivati della 11 alfa,13-diidroelenalina, in particolare quelli di tipo metacrilato o tiglinato, sono attivi nel ridurre la trascrizione dei fattori nucleari NF-kappaB e NF-AT. Essi come noto sono responsabili della trascrizione di alcuni geni che codificano la sintesi di alcuni mediatori infiammatori e influenzano anche la sintesi dell’interleuchina 1 e del TNF-alfa.
Uno studio nel ratto ha dimostrato che l’arnica alla diluizione 6cH riduceva del 30% l’edema da carragenina nella zampa del ratto in caso di trattamento cronico, mentre la stessa data 30 minuti prima della carragenina non aveva effetti apprezzabili. L’arnica 6cH riduceva anche la flogosi da nistatina se data nei 3 giorni prima dell’agente flogogeno, mentre non vi erano effetti se il trattamento era fatto 6 ore dopo la somministrazione della nistatina. In un modello basato sull’aumento della permeabilità vascolare causato dall’istamina, l’arnica 6cH bloccava l’effetto dell’istamina (12).
Studi clinici:
Uno studio clinico in doppio cieco ha valutato l’effetto dell’Arnica in diluizione omeopatica CH5 sugli ematomi postchirurgici conseguenti a chirurgia venosa. Sono stati arruolati 130 pazienti operati di safenectomia, che ricevevano per os un placebo o l’arnica CH5 per via sublinguale la sera prima dell’intervento e subito dopo di esso. La valutazione dei risultati era fatta 6 giorni dopo l’operazione. Non ci sono state differenze significative nel gruppo verum rispetto a quello placebo.
Uno studio clinico controllato ha arruolato 37 pazienti, affetti da sindrome del tunnnel carpale in fase dolorosa, ai quali veniva somministrato un prodotto topico a base di arnica e delle tavolette omeopatiche di arnica o un placebo per os e per via topica per 2 settimane, a partire dal giorno dell’intervento chirurgico per l’eliminazione della sindrome del tunnel carpale. La valutazione era fatta misurando la circonferenza della mano e l’intensità del dolore. Al termine del trattamento la circonferenza della mano non differiva nei due gruppi, mentre il dolore era significativamente inferiore nel gruppo verum rispetto a quello placebo (6).
Uno studio clinico controllato ha arruolato 19 pazienti affetti da telengectasie faciali trattate col laser. Essi ricevevano un crema all’arnica o un placebo nelle due settimane precedenti e nelle 2 successive all’applicazione laser. La valutazione era fatta tramite un questionario sintomatologico e su documentazione fotografica delle lesioni pre e post terapia. Non sono state dimostrate differenze significative tra i pazienti del gruppo placebo e quelli del gruppo Arnica (8).
Uno studio clinico controllato ha arruolato 64 pazienti operati per sindrome del tunnel carpale, ai quali veniva somministrata Arnica omeopatica o un placebo per 7 giorni, per valutare il suo effetto sul dolore postoperatorio. La valutazione era fatta tramite il questionario Mc Gill pain questionnaire pre terapia e al termine della stessa. Si è visto che non c’erano diffferenze significative tra i pazienti del gruppo arnica e quelli del gruppo placebo. Sono stati riportati 2 casi di disagio epigastrico nei pazienti del gruppo arnica e in 3 di quelli del gruppo placebo. Lo studio suggerisce che l’arnica omeopatica sia inefficace contro il dolore postoperatorio (7).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di una combinazione di arnica montana e di idrossietil salicilato quando applicata topicamente per il trattamento della piccola traumatologia sportiva. Si è notato che la combinazione in oggetto era più efficace del placebo e dei suoi componenti presi singolarmente nell’alleviare la sintomatologia dei pazienti coinvolti nello studio (11).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’arnica omeopatica C6 in 227 pazienti operati di protesi del ginocchio e di ricostruzione dei legamenti crociati. Prima dell’intervento chirurgico i pazienti dovevano ingerire 5 granuli di arnica montana alla diluizione 30x, che venivano continuati nei giorni successivi all’intervento. Si misurava la circonferenza del ginocchio dopo 1 e dopo 2 giorni dall’intervento. Al termine dello studio i pazienti del gruppo arnica mostravano una significativa riduzione della circonferenza del ginocchio sia dopo 1 sia dopo 2 giorni (p<0,019), indicando che il trattamento con questo tipo di arnica può essere utile in pazienti operati al ginocchio (13).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’Arnica omeopatica 30c nei disturbi post tonsillectomia. Sono stati arruolati 190 pazienti, tutti di età superiore ai 18 anni, che dovevano assumere 12 tavolette di arnica c30 nel primo giorno dopo l’intervento di tonsillectomia e poi 4 tavolette al giorno nei 7 giorni successivi o un placebo. Si valutavano l’intensità del dolore, il consumo di analgesici, l’uso di antibiotici, il giorno in cui il paziente si considerava guarito e quello in cui ritornava al lavoro. Si è notato che i pazienti del gruppo verum avevano un significativo calo dell’intensità del dolore (p<0,05), senza evidenti modifiche negli altri parametri studiati. Lo studio indica che l’arnica c30 è moderatamente migliore del placebo nell’alleviare i disturbi susseguenti alla tonsillectomia nell’adulto (14).
Indicazioni principali: piccola traumatologia.
Azione prevalente: antidolorifica.
Altre azioni: anti-infiammatoria, antiecchimotica.
EFFETTI COLLATERALI: per via interna può provocare cefalea, dolori addominali migranti a tipo colica addominale, turbe vasomotorie con palpitazioni cardiache e tachipnea. Inoltre può dare reazioni allergiche da fotosensibilizzazione, con arrossamento, prurito e bruciore delle parti cutanee esposte alla luce.
Pertanto essa viene usata quasi esclusivamente per via topica, evitandone però l'applicazione in vicinanza degli occhi, della bocca e in pazienti allergopatici.
CONTROINDICAZIONI: Non va usata in gravidanza, durante l'allattamento e nel bambino al di sotto dei 12 anni di età. Può infatti avere azione vasodilatatoria a livello dei vasi sanguigni uterini e stimolare le contrazioni della muscolatura uterina, potendo in tal modo favorire un aborto..
Un impiego prolungato su cute danneggiata può provocare dermatiti edematose con formazione di vescicole e/o di eczemi.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.
TOSSICOLOGIA: Studi in vitro hanno mostrato che i lattoni sesquiterpenici, e in particolare l'elenalina, possono causare aberrazioni cromosomiche.
BIBLIOGRAFIA:
1)Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Puhlmann J. et al. Immunologically active polisaccharides from Arnica montana herbs and tissue cultures. Planta Med. 55, 99, 1989.
3)Hormann H.P. et al. Acute allergic contact dermatitis to arnica tincture. Dermatoen Beruf. Umwelt 42, 246-249, 1994.
4)Puhlmann J. et al. Immunologically active polysaccharides of Arnica montana cell cultures. Phytochemistry 30, 1141-1145, 1991.
5)Grimme H. et al. Phytotherapy in chronic dermatoses and wounds: what is the evidence? Forsch. Komplementarmed. 6 Suppl 2, 5-8, 1999.
6)Ramelet A.A. et al. Homeopathic Arnica in postoperative haematomas: a double-blind study. Dermatology201,347-348,2000.
7)Jeffrey S.L. et al. Use of Arnica to relieve pain after carpal-tunnel release surgery. Altern. Ther. Health Med. 8, 66-68, 2002.
8)Klaas C.A. et al. Studies on the anti-inflammatory activity of phytopharmaceuticals prepared from arnica flowers1. Planta Med. 68, 385-391, 2002.
8)Alonso D. et al. Effects of topical arnica gel on post-laser treatment bruises. Dermatol Surg 28(8):686-688, 2002
9)Stevinson C. et al. Homeopathic arnica for prevention of pain and bruising: randomized placebo-controlled trial in hand surgery. J R Soc Med 96(2):60-5, 2003.
10)Jaggi R. et al. Dual inhibition of 5-lipoxygenase/cyclooxygenase by a reconstituted homeopathic remedy; possible explanation for clinical efficacy and favourable gastrointestinal tolerability. Inflamm Res. 53(4):150-7, 2004.
11)Kucera M. Et al. Synergetic analgesic effect of the combination of arnica and hydroxyethyl salicylate in ethanolic solution following cutaneous application by transcutaneous electrostimulation. Arzneimittelforschung. 53(12):850-6, 2003.
12)Macedo S.B. et al. Anti-inflammatory activity of Arnica montana 6cH: preclinical study in animals. Homeopathy. 93(2):84-7, 2004.
13)Brinkhaus B. et al. Homeopathic arnica therapy in patients receiving knee surgery: Results of three randomised double-blind trials. Complement Ther Med. 14(4):237-46, 2006. 14)Robertson A. et al. Homeopathic Arnica montana for post-tonsillectomy analgesia: a randomised placebo control trial. Homeopathy. 96(1):17-21, 2007.
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