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Schede piante >> CENTELLA ASIATICA (Centella)

Data ultima revisione 16-02-2009

FAMIGLIA: Apiaceae.

HABITAT: è originaria dell’Oriente, essendo diffusa in un areale che va dal Madagascar all’Indonesia.

PARTE USATA: le foglie.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in derivati triterpenici totali (acido asiatico e acido madecassico 60% e asiaticoside 40%) min. 5% (Farmacopea Italiana X), la cui posologia giornaliera va da 2 a 3 mg/kg., suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è una droga ricca di saponosidi, che in questo caso sono degli esteri, e cioè gli esteri in 28 di un trisaccaride e di acidi derivati dall’ursano. Essi sono l’acido asiatico e l’acido madecassico. Contiene inoltre eterosidi di flavonoli, steroli, poliine e una piccola quantità di olio essenziale.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

Azione fleboprotettiva: è particolarmente indicata per la terapia dell'insufficienza venosa cronica idiopatica o secondaria e delle complicanze delle varici quali varicoflebiti, ulcere varicose e alterazioni del trofismo cutaneo.
E' molto utile anche nel trattamento degli stati prevaricosi con senso di peso agli arti inferiori, edema ortostatico, flebodinia, crampi notturni, prurito agli arti inferiori e presenza negli stessi di capillari e venule.
La centella stimola la produzione di collageno da parte di fibroblasti umani, e ciò può migliorare l’impalcatura connettivale della parete vasale. Infatti la frazione triterpenica della centella induce, in colture di fibroblasti umani coltivati in vitro, un aumento della fibronectina, che è una proteina di struttura importante per la tenuta della parete dei vasi venosi, in particolare dell’intima, e del collageno. La droga non sembra invece incrementare la proliferazione dei fibroblasti, la sintesi proteica totale e la sintesi dei proteoglicani in queste cellule.
E' noto che pazienti affetti da sindrome post flebitica hanno elevati livelli di cellule endoteliali circolanti rispetto a soggetti sani, che vengono riportati alla norma dopo un trattamento di tre settimane con estratto secco contenente frazione triterpenica purificata.
Inoltre questa droga accelera la cicatrizzazione delle piaghe cutanee di qualsiasi origine e delle ustioni di primo e secondo grado,  ed è indicata per il trattamento della cellulite sia per via topica sia per via generale.
L’asiaticoside favorisce la proliferazione dei fibroblasti e la sintesi di nuova matrice extracellulare in caso di ferite a dosi pari o superiori a 30 microg/ml. Si è visto che tale azione è legata al coinvolgimento di 54 geni che partecipano alla progressione del ciclo cellulare, alla sintesi di matrice extracellulare e alla proliferazione cellulare, con aumento dell’mRNA specifico e delle proteine coinvolte nella neosintesi della matrice extracellulare stessa nei fibroblasti.
L’invecchiamento cutaneo è primariamente correlato ad un calo del collageno tipo I, la cui sintesi invece è favorita dall’asiaticoside, un componente della centella. Si è visto che esso induce la fosforilazione dello Smad2 e dello Smad3 e la loro traslocazione. Inoltre il SB431542, un inibitore del recettore della chinasi TGF beta I, che è un attivatore del sistema Smad, non inibisce la fosforilazione delle Smad 2 e 3 causata dall’asiaticoside. I risultati di questo studio indicano che l’asiaticoside induce la sintesi di collageno tipo I con un meccanismo indipendente dalla chinasi TGF beta (18).
Uno studio nel ratto ha indagato l’effetto dell’estratto idroalcoolico di centella sulle ferite di animali normali o trattati con desametazone. Si è visto che l’estratto di centella favoriva la cicatrizzazione delle ferite nei ratti normali in modo significativo (p<0,01), con un rateo di riepitelizzazione nettamente superiore rispetto al placebo. Anche la formazione del tessuto di granulazione e il suo contenuto di idrossiprolina aumentavano significativamente (p<0,01). L’estratto di centella era anche capace di ridurre il deficit cicatriziale indotto dal desametazone (p<0,01). Lo studio indica che l’estratto idroalcoolico di centella favorisce la cicatrizzazione delle ferite e ostacola l’azione anticicatriziale dei corticosteroidi nel ratto (20).

Studi clinici.
Uno studio clinico controllato ha valutato l'effetto della centella in 87 pazienti affetti da insufficienza venosa cronica degli arti inferiori. I pazienti del gruppo verum ricevevano 30 o 60 mg./die per os di estratto secco titolato di centella per 2 mesi. La valutazione era fatta misurando il flusso sanguigno cutaneo perimalleolare a riposo e i gradienti transcutanei di PO2 e di PCO2 prima della terapia e al suo termine. Si è visto che i pazienti trattati con la centella avevano aumento significativo del flusso sanguigno cutaneo capillare e del gradiente transcutaneo di PO2 e calo significativo del gradiente transcutaneo della PCO2. Non è stato osservato alcun effetto collaterale (4).
Un altro studio clinico controllato ha coinvolto 94 pazienti affetti da insufficienza venosa cronica agli arti inferiori suddivisi in tre gruppi, uno dei quali riceveva un estratto secco di centella alla dose di 120 mg/die, un altro lo stesso estratto alla dose di 60 mg/die  e un altro ancora il placebo, con durata dello studio di due mesi. Al termine di tale periodo i pazienti trattati con la droga mostravano riduzione dei sintomi soggettivi presenti prima della terapia, dell'edema perimalleolare e della distensibilità venosa misurata mediante pletismografo a mercurio. Quest'ultima era peggiorata rispetto al tempo 0 nei pazienti trattati col placebo. I soggetti che ricevevano 120 mg/die di centella erano anche quelli che evidenziavano i miglioramenti più spiccati dei suddetti parametri (7).
Un altro studio clinico controllato ha valutato l’effetto della frazione triterpenica purificata di Centella sulla microcircolazione e sull’edema in pazienti affetti da microangiopatia. Sono stati arruolati 40 pazienti, che assumevano per os 120 mg/die di frazione triterpenica di Centella o un placebo per 6 settimane. La valutazione era fatta misurando il riempimento capillare venoso, la risposta venoarteriolare, i gradienti transcutanei della PO2 e della PCO2 e il diametro delle caviglie. Al termine della sperimentazione nei pazienti del gruppo verum vi era un calo del 29% nel riempimento capillare venoso, un miglioramento della risposta venoarteriolare del 52%, un aumento della PO2 del 7,2%, un calo della PCO2 del 9,6% e una riduzione della circonferenza delle caviglie del 13%. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (14).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della frazione triterpenica di Centella sulla filtrazione capillare, sulla circonferenza della caviglia e sull’edema della caviglia in 52 pazienti affetti da ipertensione venosa, con pressione venosa superiore a 42 mm/Hg. I pazienti erano divisi in tre gruppi, trattati rispettivamente con 90 mg. di estratto di Centella, con 180 mg. dello stesso estratto o con un placebo per 1 mese. La misurazione dei parametri suindicati veniva fatta tramite pletismografia e con un metodo chiamato ankle edema tester. Veniva inoltre valutata l’intensità della sintomatologia accusata dai pazienti tramite una scala apposita. Al termine della sperimentazione i pazienti dei due gruppi verum, e in particolare quelli del gruppo che aveva ricevuto 180 mg. di frazione triterpenica di Centella, avevano un significativo miglioramento di tutti i parametri esaminati rispetto a quelli del gruppo placebo. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (15)
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della frazione triterpenica totale di Centella sulla microangiopatia e sulla neuropatia diabetiche. Sono stati arruolati pazienti diabetici con microangiopatia, nefropatia ed edemi severi, pazienti con gli stessi problemi ma meno accentuati e pazienti di controllo. L’entità della microangiopatia era definita tramite laser doppler, misurazione della filtrazione capillare e dell’edema alle caviglie. I partecipanti allo studio ricevevano per os 120 mg/die di frazione triterpenica di Centella o un placebo per 12 mesi. Al termine della sperimentazione nel gruppo di pazienti con sintomatologia più grave vi era un calo significativo (p<0,05) della microangiopatia, della filtrazione capillare e dell’edema, che si osservava anche, pur se di entità minore, in quelli  del gruppo con problemi più lievi. Non ci sono state variazioni apprezzabili nei soggetti del gruppo di controllo. Lo studio conclude che il decremento della filtrazione capillare e dell’edema è associato con un evidente miglioramento sintomatologico e rallenta la progressione della neuropatia diabetica, per cui la terapia con la frazione triterpenica di Centella è utile soprattutto negli stadi iniziali della microangiopatia diabetica per evitare la progressione della malattia allo stadio clinico. Non sono stati osservati effetti collaterali apprezzabili (16).
E' stato dimostrato che formulazioni topiche contenenti estratto acquoso di centella applicate tre volte al giorno su ferite cutanee nel ratto hanno aumentato la proliferazione cellulare e la sintesi del collageno nella zona lesionata. Importante per l'accelerata cicatrizzazione delle ferite è anche l'azione neo-angiogenetica che il fitocomplesso della droga esercita a livello delle ferite. Tali ferite si chiudevano più velocemente rispetto ai controlli, e la formulazione dimostratasi più attiva è stato il gel.
L'estratto di centella inoltre causa una sensibile diminuzione (- 69%) della lipoperossidazione, come attestato dalla netta diminuzione dei livelli di acido tiobarbiturico. Questi risultati indicano che l'azione antiossidante della centella possa essere importante per spiegare la sua azione procicatriziale e protettiva della parete dei vasi venosi.

Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un prodotto composto dallo 0,1% di madecassoside estratto dalla centella e dal 5% di vitamina C sull’invecchiamento cutaneo. Sono state arruolate 20 donne di mezza età apparentemente sane, che dovevano applicare il prodotto in questione due volte al giorno per 6 mesi, valutando pre e post terapia l’aspetto dellaq cute e la sua istologia. Al termine dello studio le donne del gruppo verum mostravano un significativo miglioramento dell’elasticità, della robustezza e dell’idratazione della cute, con un’evidente riduzione dell’entità delle rughe. Dal punto di vista istologico si notava un aumento del connettivo elastico nelle papille del derma. Questo miglioramento era presente nel 66% delle partecipanti. Lo studio indica che una crema dermica a base di vitamina C e di madecassoside favorisce il mantenimento dell’elasticità e del trofismo cutaneo (23).

Indicazioni principali: insufficienza venosa periferica, emorroidi, cellulite.

Azione prevalente: fleboprotettiva.

Altre azioni: anticellulite.

EFFETTI  COLLATERALI: L'applicazione diretta dell'estratto di centella sulle cute lesionata di cavia può dare talvolta deboli reazioni allergiche. Reazioni allergiche cutanea all'estratto di centella si verificano nell'uomo in circa l'1% dei soggetti dopo somministrazione per via orale, ma sono anch'esse piuttosto moderate.
A dosi elevate può causare cefalea.

INTERAZIONI CON FARMACI: Può potenziare l'effetto farmacologico degli ormoni tiroidei.

CONTROINDICAZIONI: è controindicata in gravidanza e durante l'allattamento. Può stimolare la funzionalità della tiroide, per cui va data con prudenza a pazienti affetti da ipertiroidismo.

TOSSICOLOGIA: impossibile raggiungere la DL 50 per os nel ratto.
E’ noto che il ciproterone acetato, un progestinico di sintesi, è un agente genotossico e un iniziatore tumorale. In questo studio in vitro è stato esaminato l’effetto antigenotossico della centella versus l’azione genotossica del ciproterone acetato in linfociti umani. Si è visto che la centella esibiva un chiaro effetto antigenotossico alle dosi di 1,075x10, 2,125x10 e 3,15x10 g/ml di mezzo di coltura, con un effetto dose dipendente (21).



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23)Haftek M. et al. Clinical, biometric and structural evaluation of the long-term effects of a topical treatment with ascorbic acid and madecassoside in photoaged human skin. Exp Dermatol. 17(11):946-52, 2008.