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Schede piante >> ECHINACEA ANGUSTIFOLIA o PURPUREA o PALLIDA (Echinacea)

Data ultima revisione 02-12-2009

FAMIGLIA: Asteraceae. Botanicamente le specie più attive dal punto di vista medicamentoso sono la Purpurea e l’Angustifolia. Anche la Pallida è abbastanza valida.

HABITAT: Nord America e Messico. Attualmente coltivata in molti paesi temperati del globo.

PARTE USATA: tutta la parte aerea e le radici.

PREPARAZIONE FARMACEUTICA CONSIGLIATA: estratto secco nebulizzato e titolato in echinacoside min.0,6% (Farmacopea Francese X). La posologia giornaliera utilizzata negli studi pubblicati in letteratura è di 12-13 mg/kg/die, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. Siccome tali studi sono stati condotti con estratti diversi con titoli diversi, il valore posologico suddetto rappresenta un valore medio indicativo. Dose giornaliera ottimale di echinacoside 0,2-0,3 mg/kg.

COMPOSIZIONE CHIMICA: acidi caffeico, clorogenico e dicafeilchinici, in particolare cinarina e verbascoside. Esteri osidici dell’acido caffeico, soprattutto echinacoside. Molti composti alifatici insaturi, soprattutto alchilamidi e isobutilamidi di acidi polienici. Polisaccaridi complessi. Poliine, che sono composti molto instabili. Contiene anche numerosi flavonoidi e poco olio essenziale.

PROPRIETÀ  TERAPEUTICHE: Azione immunostimolante. Studi in vitro e nell’animale: ha una buona azione immunostimolante aspecifica confermata da prove sperimentali quali aumento della fagocitosi, dei leucociti totali e dei neutrofili in particolare, della differenziazione dei granulociti immaturi in granulociti maturi, del numero e dell'attività dei macrofagi e della produzione di interferone, di interleukine e di TNF da parte dei macrofagi. L'aumento della fagocitosi indotto dalla droga è paragonabile a quello dell'intraglobulina testata per confronto, ed è quantificabile tra il 20 e il 30% rispetto al controllo.
Le interleukine maggiormente sensibili all’azione dell’Echinacea sono la interleukina 1 (IL 1), la interleukina 6 (IL 6) e la interleukina 10 (IL 10). Particolarmente importante sembra l'aumento della produzione di interleukina 10, giacchè essa svolge un ruolo primario nella stimolazione dei linfociti sia di tipo T sia di tipo B e nella regolazione degli antigeni della classe II del maggiore complesso di istocompatibilità.
La frazione proteica incrementa l'attività dei linfociti T con aumento della loro produzione di linfochine, anche se va detto che l'effetto sui linfociti T è piuttosto modesto.
Si è visto che l'incubazione di macrofagi umani con arabinogalattano acido purificato estratto da echinacea purpurea alla dose di 500 microgrammi/ml stimola queste cellule a produrre 5000 U/ml di TNF alfa, 150 U/ml di interferone beta e 1000 U/ml di interferone gamma.
L’aumento di tutti questi parametri concernenti l’immunità raggiunge il massimo dopo circa 4 ore dalla somministrazione orale della droga, e permane su livelli statisticamente significativi per circa 8 ore. L’aumento dei linfociti T, in particolare dei T4 helper e dei T8 suppressor, raggiunge il massimo livello dopo circa 8 giorni di terapia, per poi rimanere su alti livelli proseguendo la terapia.
È stato anche dimostrato che questa droga è in grado di opporsi all’azione depressiva sul sistema immunitario tipica di molti antibiotici. Sono stati condotti numerosi studi clinici per valutare l'efficacia di questa droga, in particolare nelle malattie infettive di origine sia batterica sia virale.
Uno studio in vitro ha selezionato popolazioni di spenociti sia adherent sia non adherent, che venivano incubati con un estratto alcoolico o un estratto acquoso di echinacea. Il supernatante veniva raccolto dopo 48 ore per valutare la presenza in esso delle citochine e dei mediatori proinfiammatori. Si è visto che tutte le popolazioni di splenociti producevano significative quantità di interleuchina 6 in risposta all’echinacea, quasi esclusivamente quando incubati con l’estratto acquoso della droga e quasi per nulla con quello alcoolico. L’estratto acquoso di echinacea causava anche un netto aumento della produzione di TNF alfa, interleuchina 10 e MIP-1 alfa da parte degli splenociti non aderenti, mentre gli splenociti aderenti aumentavano solo la loro produzione di TNF alfa e di MIP-1. La produzione di interleuchina 2, di interleuchina 12 e di interferone gamma non erano influenzate dagli estratti di echinacea (30).
L’attività antiossidante plasmatica periferica era aumentata dall’echinacea, il che potrebbe suggerire l’esistenza di un legame tra l’azione antiossidante e quella sulle cellule bianche. Si misuravano anche i livelli di IgG e di IgM e le popolazioni di linfociti T nel sangue periferico dei ratti irradiati. Si è notato che l’echinacea attivava i macrofagi a stimolare la produzione di interferone gamma in associazione con l’attivazione secondaria dei linfociti T, il che causava un decremento nella produzione di IgG e di IgM. Le citochine rilasciate dai macrofagi attivavano le cellule T helper a proliferare. Inoltre i macrofagi attivati in associazione con i linfociti T attivati aumentavano la produzione di interferone gamma e stimolavano quindi la proliferazione delle cellule T citotossiche e delle cellule T suppressor. In particolare questo effetto pareva migliore per le subpopolazioni CD4 e CD8 rispetto alle cellule T helper e T suppressor. Questi dati confermano che l’estratto di echinacea purpurea ha un’evidente azione stimolante sul sistema immunitario (34).
Uno studio nel ratto ha valutato se la somministrazione cronica di estratto di echinacea dalla giovinezza fino alla senescenza fosse capace di aumentare la longevità e il trofismo delle cellule immunocompetenti ed ematopoietiche, dal momento che è noto che l’attività di queste cellule è fondamentale per la sopravvivenza e la longevità. Gli animali venivano nutriti con 2 mg/die di estratto di echinacea o con un placebo per tutta la loro vita ed erano tenuti e dieta libera. Dopo 10 mesi si valutava la sopravvivenza di questi animali, che era del 79% in quelli del gruppo placebo ne del 100% in quelli del gruppo verum. Dopo 13 mesi i risultati di sopravvivenza erano del 46% nel gruppo placebo e del 74% in quello verum. Agli stessi tempi si valutavano le cellule immunocompetenti e quelle ematopoietiche. In particolare si è notato che le cellule NK erano più numerose e vitali sia nel midollo sia nella milza sia nel sangue periferico dei ratti del gruppo verum, mentre i leucociti non differivano in modo significativo tra i due gruppi. Lo studio indica che la somministrazione prolungata di echinacea per la maggior parte della vita del ratto aumenta la sopravvivenza, probabilmente per un effetto trofico sulle cellule NK (37).
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto dell’echinacea e dell’infezione con Rhinovirus sull’attivazione di una serie di fattori trascrizionali. Si usavano cellule BEAS-2B, che venivano o meno infettate con il Rhinovirus 14 ed erano o meno esposte ad un estratto idroalcoolico di echinacea. Si è visto che l’estratto in questione aumentava il contenuto nucleare di più di 30 fattori trascrizionali, come ad esempio NF-KappaB, AP-1, AP-2 e STAT da 1 a 6. Quando le cellule infettate con il Rhinovirus 14 erano esposte all’echinacea i livelli di fattori trascrizionale si riducevano drasticamente. Lo studio indica che l’echinacea ha un effetto notevole sui livelli di fattori trascrizioni e sulla conseguente produzione di citochine e chemochine, il che collabora a spiegarne l’effetto immunostimolante (41).
Uno studio nel ratto ha valutato l’azione immunostimolante di un estratto idroalcoolico di Echinacea purpurea o di Echinacea angustifolia o di Echinacea pallida. Gli animali ricevevano per 7 giorni uno dei tre estratti alla dose di 130 mg/kg/die o un placebo e poi venivano immunizzati con globuli rossi di pecora 4 giorni prima del prelievo delle cellule immunocompetenti. Si è notato che tutti e tre gli estratti causavano un aumento significativo delle cellule linfocitarie CD49+ e CD19+ nella milza e della citotossicità delle cellule NK. La risposta anticorpale ai globuli rossi di pecora era significativamente aumentata in modo simile con tutti e tre gli estratti usati, che aumentavano la risposta proliferativa degli splenociti alla concanavalina, con maggiore presenza di cellule T in fase di proliferazione. I tre estratti di echinacea aumentavano la produzione di interferone alfa, ma inibivano quella di TNF gamma e di IL1 beta. Solo gli estratti di echinacea angustifolia e pallida aumentavano significativamente la produzione di IL4 e di IL10. Lo studio indica che l’estratto secco di echinacea ha un’azione immunostimolante ad ampio spettro, in particolare per l’Echinacea angustifolia e per l’Echinacea pallida (45).
Uno studio in vitro ha valutato l’effetto di un estratto idroalcoolico di echinacea purpurea su una linea di cellule epiteliali bronchiali umane, nelle quali il rhinovirus stimola la produzione di citochine flogogene. Si è visto che l’estratto in questione inibiva totalmente la secrezione di IL6 e di IL8 indotta dal rinovirus, sia che l’estratto fosse aggiunto prima del rinovirus o dopo di esso. Lo studio indica che un estratto idroalcolico di echinacea purpurea inibisce la produzione di citochine flogogene indotta dal Rhinovirus in cellule epiteliali bronchiali umane (51).
I lipidi insaturi N-alchilamidici dell’echinacea purpurea possono attivare il recettore cannabinoide tipo 2 e giocano un ruolo come principi attivi dotati di azione antiflogistica e immunomodulante. Un estratto idroalcolico di echinacea purpurea esercitava un’azione superadditiva a livello del rilascio del Ca2+ intracellulare  come funzione dell’attivazione del recettore cannabinoide. Questo estratto stimolava l’espressione della IL10 ad azione antiflogistica e inibiva invece l’espressione del TNF alfa. Lo studio indica che le N-alchilamidi dell’echinacea purpurea agiscono in sintonia ed esercitano un effetto pleiotropico modulando il sistema endocannabinoide, influendo simultaneamente sul recettore cannabinoide, sul suo trasporto e sulla sua degradazione (52).
È noto che alcuni virus associati alle malattie delle vie aeree stimolano la secrezione di citochine pro infiammatorie. Questo studio ha valutato l’effetto di un estratto secco di echinacea purpurea (Echinaforce) sulla produzione di citochine proinfiammatorie indotta dai virus in cellule epiteliali bronchiali umane. Si è visto che i Rhinovirus 1° e 14, i virus influenzali, il virus respiratorio sinciziale, gli adenovirus 3 e 11 e il virus Herpes simplex tipo 1 inducevano la secrezione di IL6 e IL8 e che l’estratto di echinacea la inibiva. Inoltre questo estratto mostrava una certa azione virucida a livello delle membrane virali. Lo studio indica che l’echinacea può ostacolare la secrezione di citochine proinfiammatorie indotta da parecchi virus a livello dell’epitelio delle vie aeree (53).
Uno studio in vitro ha valutato se un estratto secco di echinacea purpurea (Polinacea) potesse influire sulla proliferazione e sulla produzione di interferone gamma da parte di monociti bovini. Questi ultimi venivano incubati con l’estratto alle concentrazioni di 6,3 o 20 o 60 o 180 mug/ml stimolandone la proliferazione con la concanavalina A (ConA) o il pokeweed miogeno (PWM). Si è visto che Polinacea aveva un effetto mitogenico a tutte le concentrazioni testate di tipo dose dipendente e che essa aumentava la secrezione di interferone gamma. Polinacea alla concentrazione di 180 mug/ml riduceva la proliferazione dei monociti indotta dalla concanavalina, mentre alle concentrazioni di 20 e di 60 mug/ml stimolava la proliferazione dei monociti causata dal PMW. Lo studio indica che Polinacea modula la proliferazione dei monociti (54).
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto di un estratto idroalcolico di echinacea pallida sugli Herpesvirus tipo 1 e 2. Si è visto che questo estratto aveva una significativa azione antivirale, con riduzione della formazione della placca di circa il 99% di tipo dose dipendente. Il succo pressato di echinacea pallida aveva un’azione antivirale ancora più marcata rispetto all’estratto idroalcolico. Quest’ultimo era attivo quando gli herpes virus 1 e 2 erano pretrattati con esso, mentre il succo pressato era attivo in ogni fase della replicazione virale. Lo studio indica che un estratto idroalcolico e soprattutto il succo pressato di echinacea pallida sono decisamente attivi contro i virus Herpes 1 e 2 (55).
È noto che il virus Herpes simplex tipo 1 può recidivare e colpire l’occhio. In questo studio è stata usata la frazione polisaccaridica di echinacea per prevenire questa reinfezione nel ratto. Si monitorava il livello di interferone gamma come indicatore di immunità cellulare e il gene della timidina chinasi nel ganglio trigeminale. Si è visto che la frazione polisaccaridica di echinacea stimolava le difese immunitarie aspecifiche e riduceva le recidive dell’Herpes (56).

Azione immunostimolante. Studi clinici.
Studi fatti su bambini affetti da pertosse hanno evidenziato che la droga è in grado di ridurre la durata della malattia a cinque giorni attenuandone nettamente i sintomi.
Uno studio clinico controllato ha arruolato 302 soggetti senza infezioni acute a carico dell'apparato respiratorio al momento dell'arruolamento, che ricevevano per os un estratto etanolico di echinacea purpurea, un estratto etanolico di echinacea angustifolia o un placebo per un periodo di 12 settimane. Nel gruppo trattato con echinacea purpurea l'incidenza di infezioni dell'albero respiratorio è stata del 29,3%, in quello che riceveva echinacea angustifolia del 32% e in quello placebo del 36,7%. Inoltre il tempo di guarigione dei soggetti dei gruppi verum era significativamente superiore rispetto a quello osservato nel gruppo placebo. Effetti collaterali sono comparsi in 18 pazienti del gruppo echinacea angustifolia, in 10 pazienti di quello echinaea purpurea e in 11 pazienti di quello placebo. Questo studio indica che l'effetto di un estratto secco di echinacea è superiore al placebo di circa il 20% nel contrastare l'insorgenza delle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree e nel favorirne la guarigione (13).
È stato fatto uno studio clinico controllato su 559 soggetti adulti apparentemente sani, 246 dei quali sono stati colti durante l'inverno da malattie infettivo-infiammatorie delle prime vie aeree, per valutare l'effetto su di essi dell'echinacea. Ai primi sintomi della malattia essi ricevevano per os il prodotto Echinaforce (estratto secco di echinacea purpurea derivato per il 95% dalla parte aerea e per il 5% dalle radici della pianta) oppure un estratto secco ad alto titolo di echinacea purpurea  oppure un estratto secco di echinacea purpurea derivato solo dalle radici oppure un placebo fino a che dichiaravano di sentirsi bene e comunque per non più di 7 giorni. La valutazione veniva fatta sull'intensità di una serie di sintomi pre terapia e al termine della stessa registrati dal medico. Il prodotto Echinaforce e l'estratto secco ad alto titolo si sono dimostrati significativamente più efficaci dell'estratto di radici e del placebo nel ridurre la sintomatologia dei pazienti, senza dar luogo ad effetti collaterali rilevanti (14).
È stato fatto uno studio clinico controllato su 12 pazienti affetti da deficit immunitario secondario a infezione da HIV. Tutti i pazienti non erano trattati con farmaci antiretrovirali da almeno 12 settimane. Essi ricevevano per via orale un estratto secco di Echinacea alla dose di 1000 mg./die o un placebo per 16 settimane, seguite da 4 settimane di intervallo e da ulteriori 16 settimane di trattamento. I parametri valutati pre terapia e poi ogni 30 giorni erano i seguenti: carica virale HIV 1, conta dei CD 4, campioni della lisi NK mediata delle CEM transfette da gp 120 o cellule H 9 dell'Herpes virus umano 6 (HHV 6). Al termine della sperimentazione vi è stato un certo calo della carica virale HIV 1, un netto aumento nella conta dei CD 4 (p<0,001) e soprattutto un marcato aumento della distruzione di cellule infette NK mediata (p< 0,001). Lo studio conclude che la droga in esame ha indotto un rilevante miglioramento del sistema immunitario, che può indicare un'attività di ricostruzione del sistema immunitario utilissima in pazienti affetti da infezione di tipo HIV (17).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un estratto di echinacea chiamato Echinacin sulle malattie da raffreddamento nell’adulto. Sono stati reclutati 80 soggetti con i sintomi tipici di una malattia da raffreddamento, che ricevevano per os l’estratto suddetto o un placebo per 10 giorni. La valutazione era fatta valutando la durata della malattia utilizzando lo score di Jackson modificato. Si è visto che nel gruppo echinacin la durata media della malattia era di 6 giorni, mentre in quello placebo era di 9 giorni. In nessuno dei 2 gruppi sono stati osservati rilevanti effetti collaterali (23).
Uno studio clinico controllato ha paragonato l’effetto immunostimolante di un estratto secco standardizzato di Echinacea purpurea o di Echinacea angustifolia a quello degli arabinogalattani purificati estratti dal Larix occidentalis. 48 donne apparentemente sane in età fertile ricevevano per os estratto di echinacea purpurea da solo (EP) oppure un mix di estratti di echinacea purpurea e di echinacea angustifolia (EPA) oppure il suddetto mix + gli arabinogalattani da Larix (EPALA) oppure gli arabinogalattani da soli (LA) oppure un placebo per 4 settimane. Si è notato che i livelli di properdina complementare, un indice di immunostimolo, aumentavano del 21% nel gruppo  EPA e del 18% in quello EPALA e un pò meno negli altri gruppi rispetto al placebo. Anche i risultati del questionario SF-36 derivato dal Medical Outcome study indicanti la qualità di vita del soggetto erano significativamente migliori nei due gruppi suddetti rispetto al placebo (25).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della polvere micronizzata di Echinacea purpurea e angustifolia sulle malattie infettive delle prime vie aeree. Sono stati arruolati 148 soggetti, affetti da una malattia infettiva non complicata delle prime vie aeree di recente insorgenza, che ricevevano per os 1 g. di polvere di echinacea purpurea e angustifolia o un placebo per 10 giorni. La valutazione era fatta misurando l’entità dei sintomi accusati dai pazienti. La durata media del fatto infettivo era di 6,01 giorni sia nel gruppo verum sia in quello placebo, mentre anche l’intensità dei sintomi era praticamente sovrapponibile tra i due gruppi. Lo studio conclude affermando che la polvere micronizzata di echinacea non sembra essere superiore al placebo nel trattamento di pazienti con malattie infettive delle prime vie aeree (27).
Uno studio clinico controllato ha inteso valutare se l’echinacea purpurea è efficace nel ridurre la durata e/o la severità delle infezioni ricorrenti delle prime vie aeree nel bambino e se causa effetti avversi indesiderati. Venivano arruolati bambini di età compresa tra i 2 e gli 11 anni, trattati per via orale con Echinacea purpurea in forma liquida o con un placebo. Il trattamento era iniziato ai primi sintomi di malattia e proseguito per 10 giorni, ripetendolo nuovamente in caso di altre riacutizzazioni per un periodo di 4 mesi.  Gli obiettivi primari dello studio erano la verifica della durata e della severità della malattia e gli eventuali effetti avversi provocati dal trattamento. Gli obiettivi secondari dello studio erano la massima intensità dei sintomi, la durata della fase di acuzie della malattia, il numero di giorni di febbre e una valutazione globale di efficacia da parte dei genitori dei bambini. Sono stati registrati 707 episodi di infezioni respiratorie in 407 bambini, di cui 337 trattati con Echinacea e 370 con placebo. La durata media di ciscun episodio era di 9 giorni in entrambi i gruppi. Non c’erano differenze significative nella gravità dei sintomi tra i due gruppi, e neppure nella massima intensità dei sintomi, la durata della fase di acuzie della malattia, il numero di giorni di febbre e una valutazione globale di efficacia da parte dei genitori dei bambini. Nei gruppo echinacea 79 bambini non avevano più ricadute di malattia dopo il trattamento, e questo dato non si osservava nei soggetti del gruppo placebo. Il 7,1% dei bambini del gruppo echinacea ha manifestato reazioni allegiche cutanee, che si verificavano solo nel 2,7% dei bimbi del gruppo placebo. L’Echinacea purpurea, alle dosi utilizzate in questo studio, non si è dimostrata efficace nel trattamento delle infezioni ricorrenti ndelle prime vie aeree, e ha causato una certa incidenza di reazioni allergiche cutanee (28).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto di un preparato a base di echinacea, propoli e vitamina C nella prevenzione della malattie infettive delle prime vie aeree. Sono stati arruolati 430 bambini, di età compresa tra 1 e 5 anni, che assumevano per os il prodotto in oggetto sotto forma di sciroppo o un placebo per 12 settimane. Il prodotto studiato (Chizukit) conteneva 50 mg/ml di echinacea, 50 mg/ml di propoli e 10 mg/ml di vitamina C. Al termine della sperimentazione si è notato che nel gruppo verum il numero di infezioni respiratorie era di 138 versus 308 in quello placebo, il numero di episodi per bambino era di 0,9 versus 1,8 e il numero dei giorni con febbre era di 2,1 versus 5,4. Le reazioni avverse erano rare e consistevano in reazioni allergiche cutanee. Lo studio concude che la miscela in questione era più efficace del placebo nella prevenzione delle malattie infettive delle prime vie aeree (31).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’echinacea purpurea sulla severità e sulla durata dei sintomi correlati alle malattie infettive delle prime vie aeree. I 128 pazienti arruolati ricevevano 100 mg. 3 volte al giorno di un liofilizzato di succo di echinacea purpurea estratto dalle parti aeree della pianta o un placebo per 2 settimane, iniziando alla prima comparsa dei sintomi. I sintomi (starnuti, congestione nasale, difficoltà di respirazione, cefalea, tosse, bruciori di gola, dolori muscolari) erano valutati dai pazienti per quanto riguarda la loro intensità e riportati giornalmente su un diario. Le curve di Kaplan-Meier venivano usate per stimare il tempo di risoluzione dei sintomi. Il Wilcoxon rank sum test era utilizzato per comparare il tempo di risoluzione tra i due gruppi. Alla fine della sperimentazione non sono state osservate differenze statisticamente significative tra i due gruppi per quanto riguarda il punteggio totale dei sintomi, la valutazione individuale dei sintomi e il tempo di risoluzione dei sintomi stessi. Questo studio conferma che l’echinacea è assai poco utile per il trattamento delle malattie infettive delle prime vie aeree (32).
Uno studio clinico controllato ha valutato la capacità dell’echinacea purpurea di prevenire l’infezione da Rhinovirus tipo 39. Sono stati arruolati 48 soggetti apparentemente sani, che ricevevano il succo di echinacea alla dose di 2,5 ml o un placebo 3 volte al giorno per 7 giorni prima e per 7 giorni dopo l’inoculazione del virus suddetto. Si valutava l’intensità dei sintomi nasali e la coltura virale nel secreto nasale per valutare la presenza del virus. Si è visto che la malattia si sviluppava nel 58% dei soggetti trattati con l’echinacea e nell’82% di quelli che ricevevano il placebo. Peraltro la droga in oggetto non modificava l’intensità e la durata della sintomatologia quando questa si verificava (33).
Uno studio clinico di tipo multicentrico non randomizzato ha verificato se il trattamento delle malattie respiratorie croniche ricorrenti con un estratto di echinacea purpurea (Echinacin) fosse efficace come o più di un immunomodulatore di altro tipo. Sono stati arruolati 995 pazienti con infezioni respiratorie croniche ricorrenti, che assumevano l’Echinacin o un altro immunostimolante all’inizio della stagione fredda e per tutta la sua durata. Al termine dello studio si è visto che il rischio di ricaduta della malattia era di 2,3 volte minore e la durata del periodo tra una ricaduta e l’altra era di 1,4 volte superiore nel gruppo echinacea. La spesa per Echinacin è stata in media di 228,95 euro versus 238,35 euro per gli altri immunostimolanti. Non sono stati descritti rilevanti effetti collaterali in nessuno dei due gruppi studiati (36).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’azione di tre tipi di estratto secco di echinacea angustifolia (con CO2 supercritica, con etanolo al 60% e con etanolo al 20%) sulle malattie da Rhinovirus tipo 39 delle prime vie aeree. Sono stati arruolati 437 pazienti che ricevevano l’estratto di echinacea in parte 7 giorni prima dell’infezione virale, in parte al momento dell’infezione  e in parte un placebo agli stessi momenti suindicati. Si valutava l’intensità dei sintomi tramite un’apposita scala analogica validata. Si è visto che non vi erano differenze statisticamente significative tra i punteggi del gruppo placebo e quelli dei gruppi verum, e quindi che nessuno dei tre estratti testati era attivo. Anche i prelievi di sangue effettuati pre e post trattamento non mostravano modifiche apprezzabili nella conta leucocitaria, nei livelli di interleuchina 8 e nel titolo virale. Lo studio indica che diversi estratti di echinacea angustifolia non sono attivi nel trattamento delle infezioni da Rhinovirus tipo 39 nell’uomo (38).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto del succo pressato di echinacea purpurea sulle popolazioni linfocitarie. Sono stati arruolati 40 volontari sani di età compresa tra i 20 e i 40 anni, che ricevevano per os il succo pressato di echinacea purpurea o un placebo per 14 giorni. Si misuravano le popolazioni linfocitarie pre terapia, dopo 7 giorni e post terapia. Dopo 7 giorni di trattamento vi era un moderato calo del 6% (p<0,033) del numero totale dei linfociti. Dopo 14 giorni non vi erano variazioni significative nel numero totale dei linfociti, dei linfociti B o T, dei linfociti T CD4+ e CD8+ e delle cellule NK. Usando una versione modificata del test di Wilcoxon-Mann-Whitney-U, che è ritenuta essere migliore per valutare studi con disegno di tipo cross-over, vi era una differenza statisticamente significativa (p<0,05) per il numero dei linfociti T tipo CD8+ e per le cellule NK. Lo studio indica che la somministrazione per 2 settimane di succo pressato di echinacea purpurea ha scarsi effetti sulle popolazioni linfocitarie esaminate (39).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’estratto di echinacea purpurea sull’immunità mucosale e sulla durata delle infezioni delle prime vie aeree. Sono stati arruolati 32 soggetti, che dovevano assumere per os l’estratto di echinacea purpurea o un placebo per 1 mese, al termine del quale erano sottoposti a intenso esercizio fisico capace di ridurre l’efficienza dell’immunità mucosale, con raccolta della saliva prima dell’esercizio stesso e 5 minuti dopo il suo termine. L’esercizio fisico riduceva significativamente (p<0,05) i livelli di IgA nella saliva (-43%) e la loro produzione (-53%). Nel gruppo Echinacea invece non vi erano variazioni significative delle IgA salivari al termine della sperimentazione. Il numero di infezioni respiratorie nei gruppi verum e placebo era simile, ma la durata del singolo fatto infettivo era di 8,6 giorni nel gruppo placebo e di 3,4 giorni in quello verum. Lo studio indica che l’estratto di echinacea purpurea riduce l’immunosoppressione indotta dall’esercizio fisico intenso e la durata delle infezioni delle prime vie aeree (43).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’estratto di echinacea purpurea sull’immunità mucosale e sulla durata delle infezioni delle prime vie aeree. Sono stati arruolati 32 soggetti, che dovevano assumere per os l’estratto di echinacea purpurea o un placebo per 1 mese, al termine del quale erano sottoposti a intenso esercizio fisico capace di ridurre l’efficienza dell’immunità mucosale, con raccolta della saliva prima dell’esercizio stesso e 5 minuti dopo il suo termine. L’esercizio fisico riduceva significativamente (p<0,05) i livelli di IgA nella saliva (-43%) e la loro produzione (-53%). Nel gruppo Echinacea invece non vi erano variazioni significative delle IgA salivari al termine della sperimentazione. Il numero di infezioni respiratorie nei gruppi verum e placebo era simile, ma la durata del singolo fatto infettivo era di 8,6 giorni nel gruppo placebo e di 3,4 giorni in quello verum. Lo studio indica che l’estratto di echinacea purpurea riduce l’immunosoppressione indotta dall’esercizio fisico intenso e la durata delle infezioni delle prime vie aeree (46).
Uno studio clinico controllato ha valutato la tollerabilità e secondariamente l’efficacia di un succo di echinacea in bambini di età compresa tra 2 e 5 anni. La dose somministrata era di 7,5 ml/die fino a 3 anni e di 10 ml/die fino a 5 anni, e veniva data per 10 giorni consecutivi. Gli eventuali effetti avversi erano misurati tramite un diario apposito fornito ai genitori, sul quale andava scrupolosamente annotato ogni effetto collaterale registrato. Al termine dello studio non sono stati segnalati eventi avversi degni di nota. L’efficacia non è stata misurata in modo affidabile a causa sia dell’esiguità del campione studiato sia del fatto che alcuni bambini coinvolti erano già affetti da infezioni delle prime vie aeree, anche se la sintomatologia di questi pazienti migliorava in modo evidente (47).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’incidenza delle malattie infettive delle prime vie aeree in 90 volontari sani, che assumevano per os 900 mg/die di estratto secco di Echinacea purpurea o un placebo per 2 mesi consecutivi (Novembre e Dicembre). Si valutava il numero di episodi infettivi verificatisi durante il periodo di assunzione. Al termine dello studio il numero medio di infezioni nei pazienti del gruppo verum era pari a 9 e in quelli del gruppo placebo a 14. La differenza tra i due valori risultava essere al limite della significatività statistica. Il numero di pazienti che hanno avuto effetti collaterali è stato dell’8% nel gruppo verum e del 7% in quello placebo. Lo studio indica che il trattamento per due mesi con 900 mg/die di estratto secco di echinacea purpurea è stato solo moderatamente efficace nel ridurre il numero di infezioni respiratorie (50).

Azione immunostimolante. Metanalisi.
Una metanalisi clinica ha valutato l’effetto dell’echinacea nella prevenzione e nel trattamento delle malattie infettive delle prime vie aeree. Sono comparsi finora 322 studi, ma solo 9 di questi soddisfano i requisiti qualitativi richiesti dalla letteratura internazionale. Di questi 6 hanno fornito risultati migliori del placebo e 3 risultati non migliori del placebo. Tutti e tre gli studi con esito negativo riguardavano l’uso dell’echinacea nel trattamento delle malattie infettive delle prime vie aeree. La metanalisi conclude affermando che sulla base degli studi rigorosi finora pubblicati non ci sono dati certi di efficacia per l’estratto di Echinacea (35).
Una metanalisi (Gennaio 2006) ha valutato se l’echinacea fosse migliore del placebo oppure simile ad altri trattamenti nelle prevenzione e/o nel trattamento delle malattie infettive delle prime vie aeree. Sono stati inclusi nella metanalisi solo gli studi clinici controllati che utilizzavano l’echinacea in monocomponente sia verso placebo sia verso altri trattamenti  nella prevenzione e/o nel trattamento delle malattie infettive delle prime vie aeree. Sono stati valutati 22 studi, di cui 19 versus placebo, 2 versus nessun trattamento e 1 versus un’altra droga vegetale, tutti di qualità accettabile o buona. Di questi studi 19 valutavano l’azione curativa e 3 quella preventiva dell’echinacea. Gli estratti usati in questi studi erano spesso diversi tra loro, per cui è difficile fare paragoni realmente credibili. I 3 studi che hanno indagato l’effetto preventivo hanno fornito risultati al limite della significatività statistica versus placebo. Per quanto attiene all’aspetto curativo 9 studi indicano una superiorità significativa rispetto al placebo, 1 una superiorità al limite della significatività e 6 studi non superiorità rispetto al placebo. La metanalisi indica che sulla base degli studi selezionati non è possibile indicare una reale efficacia di questa droga sia come preventivo sia come curativo. Sarebbero dunque necessari studi rigorosi di adeguata numerosità per stabilire l’effetto clinico dell’echinacea (40).
Una metanalisi (Luglio 2007) ha valutato l’azione dell’echinacea sull’incidenza e sulla durata della malattie da raffreddamento delle prime vie aeree. Sono stati inclusi 14 studi clinici controllati, i quali indicano che l’echinacea riduce l’incidenza di queste patologie del 58% (p<0,001) e la durata del singolo fatto infettivo di 1,4 giorni (p<0,01). Gli effetti avversi segnalati si sono limitati a sporadici casi di reazioni allergiche cutanee. La metanalisi conferma che gli estratti di echinacea riducono l’incidenza e la durata delle malattie infettive delle prime vie aeree (44).

Azione anti-infettiva. Studi in vitro e nell’animale: la droga possiede una conosciuta attività antibatterica, legata soprattutto all'echinacoside e alle poliine. Infatti è stata dimostrata attività batteriostatica e  fungistatica diretta, con completo arresto della crescita di Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Epidermophyton interdigitale.
In particolare è stato dimostrato che l'estratto secco di questa droga alla dose di 50 microgrammi/ml è in grado di inibire completamente la crescita, in vitro, dell'Escherichia coli e dello Staphylococcus aureus.Questo effetto raggiunge il massimo dopo circa 4 giorni di terapia e perdura per circa 7 giorni dopo la fine della stessa.
L'attività antivirale di Echinacea è stata testata su colture cellulari di topo, con un'azione che non pare di tipo virucida ma tale da ostacolare la penetrazione del virus nelle cellule, agendo con tutta probabilità sulle neuraminidasi. I virus più sensibili a questa droga parrebbero essere l'Herpes simplex tipo 1 e l'influenza tipo A2.

Azione cicatrizzante: ha una notevole azione cicatrizzante a livello cutaneo, dovuta soprattutto all'inibizione dell'enzima jaluronidasi e degli enzimi elastasici. Ciò garantisce la stabilità degli acidi jaluronici, che possiedono una notevole attività protettiva sui tessuti.

Azione antiflogistica: L'Echinacea  stimola la produzione di ACTH da parte dell'ipofisi anteriore, con conseguente aumento della produzione surrenalica di glicocorticoidi. Ciò spiega, almeno in parte, l'attività antiflogistica della droga. Essa è anche dovuta a inibizione, da parte della frazione alchilamidica, sia della cicloossigenasi (inibizione del 63% a 50 microg./l.) sia della lipoossigenasi (inibizione dell'82% a 11,5 microg./l.).

Indicazioni principali: prevenzione delle malattie infettive delle prime vie aeree, sia nell’adulto sia nel bambino.
Azione prevalente: immunostimolante aspecifico, in particolare per la prevenzione delle malattie infettive delle prime vie aeree.
Altre azioni: cicatrizzante cutanea, anti-infettiva.

EFFETTI  COLLATERALI: può dare allergia in pazienti affetti da intolleranza alle Asteraceae, con presenza di anticorpi specifici della classe delle IgE, riscontrabili al RAST. Va quindi usata con molta cautela in pazienti atopici.
È stato descritto un caso di eritema nodoso ricorrente in un paziente che aveva assunto estratto secco di Echinacea a scopo immunostimolante (23).
Un recente lavoro australiano ha documentato 26 casi di reazioni allergiche accertate e IgE mediate dovute all’assunzione di Echinacea, di cui 4 casi di anafilassi, 12 di asma allergico, e 10 di orticaria/angioedema. Di questi 26 pazienti il 78% erano donne e il 50% di essi erano classificati come soggetti allergici. I 4 soggetti che avevano avuto reazioni anafilattiche sono stati ospedalizzati, mentre gli altri sono stati trattati con successo con terapie domiciliari (24).
CONTROINDICAZIONI: In linea teorica questa droga è controindicata in pazienti che debbano seguire una terapia immunosoppressiva poiché affetti da malattie autoimmuni quali ad esempio collagenosi, sclerosi multipla e altre ancora.
Se usata per periodi superiori a 8 settimane e a dosi elevate questa droga può dare epatotossicità, per cui non dovrebbe essere usata in pazienti con insufficienza epatica manifesta.
Uno studio clinico ha valutato l’effetto dell’estratto secco idroalcoolico di echinacea purpurea sulla pressione arteriosa e sull’elettrocardiogramma (ECG). Sono stati arruolati 17 volontari sani, che dovevano assumere per os 350 mg/die di estratto o un placebo in bolo unico con un disegno crossover, con 7 giorni di intervallo tra un trattamento e l’altro. Si effettuava l’ECG e si misurava la pressione arteriosa pre terapia e dopo 1, 3, 5 e 8 ore dopo l’ingestione dell’estratto. Non vi erano differenze significative né nell’ECG né nella pressione arteriosa tra il gruppo verum e quello placebo. Un paziente del gruppo verum e uno di quello echinacea hanno avuto cefalea e un paziente del gruppo echinacea ha avuto sensazione di malessere generale, risoltasi dopo sospensione del rimedio. Lo studio indica che 350 mg di estratto idroalcoolico di echinacea non modificano la pressione arteriosa e l’ECG (48).
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: può potenziare l’effetto negativo sul fegato di farmaci epatotossici come steroidi anabolizzanti, amiodarone, metotrexate e ketoconazolo.
Questa droga riduceva la clearance orale della caffeina da 6,6 l/h. a 4,9 l/h. La clearance orale della tolbutamide era ridotta dall’echinacea dell’11% da 0,81 l/h. a 0,72 l/h. La clearance orale del destrometorfano non era modificata dalla droga in questione. I dati di questo studio indicano che l’echinacea purpurea riduce la clearance orale dei prodotti specifici per la CYP1A2, ma non quella delle sostanze specifiche per la CYP2C9 e per la CYP 2D6. Inoltre questa droga modula selettivamente l’attività catalitica della CYP3A a livello epatico e intestinale. Questi significa che l’echinacea va usata con cautela assieme a farmaci metabolizzati dalla CYP1A2 e dalla CYP3A (29).
TOSSICOLOGIA: La Dl 50 di questa droga nel ratto è di 30 g/die. Dosi per via orale in bolo unico di 30 g/kg/die di succo pressato di echinacea purpurea nel ratto non hanno determinato effetti negativi apprezzabili, così come la somministrazione di 8 g/kg/die per 4 settimane sempre nel ratto non ha dato luogo a danni evidenti.
Può essere usata in gravidanza (21), durante l’allattamento e in età pediatrica. Uno studio ha valutato la possibilità di uso dell’echinacea durante la gravidanza e l’allattamento. Sono stati trovati tre studi clinici di soddisfacente qualità, che dimostrano un non aumento di malformazioni fetali durante l’esposizione del feto all’echinacea. Per quanto riguarda la lattazione non ci sono studi credibili nell’uomo, per cui in questo caso l’utilizzo dell’echinacea va fatto con prudenza (42).

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