società italiana di medicina naturale simn.org
  chi siamo obiettivi strategie dove siamo per contattarci esperto risponde  
cos'è la fitoterapia
a cosa serve
glossario
news
link
area medici
area farmacisti
corsi
 

Schede piante >> EQUISETUM ARVENSE (Equiseto)

FAMIGLIA: Equisetaceae.

HABITAT: tutto l’emisfero boreale, nei luoghi umidi con terreno preferibilmente argilloso-siliceo.

PARTE USATA: i cauli sterili.

FORME FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in silice min. 1% (Farmacopea Francese X), la cui posologia giornaliera va da 10 a 16 mg/kg,. suddivisi in due somministrazioni possibilmente lontano dai pasti. Si è notato che la silice ha un’efficacia maggiore in presenza di un acidificante, ad es. succo di limone, nell’ambiente gastrico.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è assai ricco in silicio, principalmente presente sotto forma di opalina. Esso rappresenta circa il 10% della massa della droga secca. Nella pianta vi sono due tipi diversi di silice: quella organo-colloidale o solubile, che forma i colloidi citoplasmatici e risulta legata alle proteine, ai lipidi e agli amidi e quella insolubile o minerale, che si deposita nelle concrezioni epidermiche e all’interno delle membrane cellulari. La silice insolubile è molto resistente agli agenti chimici e, nell’uomo, non svolge alcun ruolo fisiologico percheacute; non viene assorbita. Contiene inoltre fitosteroli, acidi fenolici e acido ascorbico. Ritroviamo anche tannini, pectine e alcaloidi. Abbondanti sono i flavonoidi. Questa droga è anche ricca di minerali.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

Azione rimineralizzante: è soprattutto noto per la sua azione rimineralizzante. La ricerca biologica ha dimostrato che il silicio avrebbe un ruolo guida nel facilitare il deposito del calcio nei siti attivi di calcificazione delle ossa, soprattutto nei primi stadi della loro formazione. Infatti tale elemento interviene insieme a calcio, fosforo, fluoro, magnesio e boro nel processo di calcificazione delle ossa, ma la caduta del suo tasso ematico è più precoce e più spiccata di quella degli altri minerali citati.
Osservazioni effettuate al microscopio elettronico hanno evidenziato che il silicio è localizzato soprattutto negli osteoblasti, e quindi può avere un ruolo importante nella loro attività. Si è anche visto che animali alimentati con una dieta particolarmente povera di silicio mostravano una minor formazione di callo osseo dopo una frattura e inoltre il loro osso non era istologicamente normale, mostrando per di più una densità inferiore agli animali di controllo.
Gli animali con carenza di silicio avevano un contenuto di acqua nelle ossa significativamente più basso rispetto ai controlli, e ciò potrebbe essere dovuto ad una diminuzione del contenuto di mucopolisaccaridi a livello delle cartilagini articolari. Il silicio potrebbe agire da legame tra le macromolecole di polisaccaridi strutturali quali l’acido ialuronico, il condroitinsolfato, l’eparansolfato ecc., contribuendo in tal modo alla corretta organizzazione di queste sostanze e favorendo quindi la solidità e l’elasticità del connettivo.
Queste macromolecole costituiscono anche il legame tra le cellule e la matrice circostante, permettendo alle cellule stesse di monitorare la composizione della matrice e di modificare la propria attività metabolica in rapporto ad essa. Il silicio potrebbe essere indispensabile per l’instaurarsi di questi legami, influendo quindi sulla composizione e sul trofismo della cartilagine articolare.
Inoltre sembra che i flavonoidi contenuti in questa droga, in sinergia con l’acido silicico, determinino un aumento del numero degli osteoblasti ed una loro più marcata attività, mentre sarebbero capaci di ridurre sia il numero sia l’attività degli osteoclasti. Ciò potrebbe essere legato, almeno in parte, all’azione dei flavonoidi contro i radicali liberi e i fenomeni flogistici. Tali azioni sono state dimostrate in vitro su colture di tessuto osseo e in vivo in animali da esperimento e anche nell’uomo.

BIODISPONIBILITA': uno studio di biodisponibilità effettuato nell’uomo ha dimostrato che viene assorbito circa il 36% dell’acido silicico in soluzione ingerito, e che esso viene eliminato completamente dopo circa 48 ore dall’assunzione.
L’eliminazione del silicio è prevalentemente renale ed è correlata a quella del calcio e del magnesio, probabilmente sotto forma di ortosilicato.
Negli animali ai quali veniva somministrato acido silicico si evidenziava un aumento del collagene nelle cartilagini articolari e un incremento delle concentrazioni plasmatiche di calcio e di magnesio.

INDICAZIONI PRINCIPALI: demineralizzazione ossea, in particolare nella donna in menopausa, deficit di silicio di qualsiasi origine.

EFFETTI COLLATERALI: può provocare iperpotassiemia, ma solo a dosi molto elevate e per cure prolungate, particolarmente in pazienti con insufficienza renale o in terapia con sali di potassio o con diuretici risparmiatori di potassio. Può contenere molti nitrati, specialmente se il terreno in cui cresce ne è ricco. Ratti in condizioni di ipersilicemia da iperingestione di silicio evidenziavano una significativa diminuzione degli enzimi antiossidanti nel tessuto epatico e in quello renale, anche se questo risultato non è stato fino ad oggi confermato da altri studi.

CONTROINDICAZIONI: nessuna conosciuta.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: nessuna conosciuta.

TOSSICOLOGIA: non ci sono dati sul suo uso in gravidanza e durante l’allattamento.

BIBLIOGRAFIA:

1)Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Carlisle E.M. Silicon in the osteoblast, the bone forming cell. Fed. Proc. 34, 927, 1975.
3)Raisz L.G. Local and systemic factors in the pathogenesis of osteoporosis. N. Engl. J. Med. 13, 818-828, 1988.
4)Sannia A. Trattamento fitoterapico dell’osteoporosi postmenopausale primaria e valutazione della sua efficacia. Acta Phytotherapeutica 1, 8-11, 1995.
5)Adler A.J. et al. Silicon metabolism. Renal handling in chronic renal failure patients. Nephron 44, 36-39, 1986.
6)Calomme M.R. et al. Supplementation of calves with stabilized orthosilicic acid. Effect on the Si, Ca, Mg and P concentrations in serum and the collagen concentration in skin and cartilage. Biol. Trace Elem. Res. 56, 153-165, 1997.
7)Popplewell J.F. et al. Kinetics of uptake and elimination of silicic acid by a human subject: a novel application of 32Si and accelerator mass spectrometry. J. Inorg. Biochem. 69, 177-180, 1998.
8)Carlisle E.M. Silicon as a trace nutrient. Sci. Total Environ. 73, 96-106, 1988.
9)Najda J. et al. The antioxidant enzymes activity in the conditions of systemic hypersilicemia. Biol. Trace Elem. Res. 42, 63-70, 1994.
10)Leoni V. et al. Aspetti nutrizionali della presenza della silice nelle acque minerali e potabili. Rivista Scienza Alimentazione 4, 407-417, 1999.
11)Fabiani L. et al. Bone fractures indices in two italian regions with different fluoride concentration levels in drinking water. J. Trace Elem. Biol. Med. 13, 238-243, 1999.