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Schede piante >> PAULLINIA CUPANA (Guaraną)
Data ultima revisione 31-01-2007
FAMIGLIA: Sterculiaceae
HABITAT: America centro-meridionale e Africa
PARTE USATA: le foglie.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco titolato in caffeina min. 3% (Farmacopea Francese X), la cui posologia giornaliera va da 4 a 5 mg/kg, suddivisa in due somministrazioni, una alle ore 8 e l'altra alle ore 16. Si consiglia di non somministrarlo per più di 30 giorni consecutivi.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di basi puriniche, in particolare di caffeina, che rappresenta non meno del 2,5% della droga secca. Abbiamo anche presenza di piccole quantità di teofillina (circa lo 0,28%) e di tracce di teobromina, adenina, guanina, xantina e ipoxantina. Si ritrovano anche dei polifenoli e dei proantocianidoli dimeri del gruppo B. La pianta contiene anche una buona quantità di tannini, in particolare di tipo catechico. Il guaranà contiene anche una piccola quantità di olio essenziale.
PROPRIETA' TERAPEUTICHE:
Azione sul sistema nervoso centrale: la caffeina agisce prevalentemente sul sistema nervoso centrale e sull'apparato cardiovascolare. A livello cerebrale induce stimolazione dei neuroni corticali col risultato di stimolare l'attenzione e l'deazione e di diminuire la sensazione di fatica. Stimola il centro bulbare del respiro e ne accresce la sensibilità al diossido di carbonio.
La somministrazione per via intraperitoneale nel ratto di un estratto di cola alla dose di 2,5 mg/kg era quasi priva di effetti, mentre una dose di 5 mg/kg incrementava in modo significativo l'attività motoria degli animali. Inaspettatamente una dose di 10 mg/kg aveva effetti depressivi sull'attività motoria, e ciò suggerirebbe che questa droga possegga un'azione bifasica sulla motilità del ratto.
Un altro studio effettuato nel ratto evidenzia che l'estratto di guaranà ha azione simile a quella della caffeina pura, ma più graduale nel tempo, e inoltre sembra possedere la capacità di potenziare le contrazioni della muscolatura striata.
Uno studio nel ratto ha indagato l’effetto dell’estratto di guaranà paragonato a quello della caffeina sul comportamento degli animali nel forced swimming test e nell’open field test. Il guaranà dato alle dosi di 25 o di 50 mg/kg e la caffeina alle dosi di 10 o di 20 mg/kg per os riducevano significativamente la durata dell’immobilità nel forced swimming test, suggerendo così un loro effetto antidepressivo, ma non modificavano la deambulazione nell’open field test. A dosi assai più alte (guaranà 100 mg/kg e caffeina 30 mg/kg) le due sostanze aumentavano la deambulazione nell’open field test. La caffeina, ma non il guaranà, bloccava l’aumento dell’immobilità nel forced swimming test indotto da un agonista dell’adenosina come la ciclopentil adenosina, suggerendo che meccanismi diversi da quelli adenosinergici sono coinvolti nell’azione antidepressiva del guaranà (21).
La caffeina da sola alla dose di 10 mg/kg riduceva significativamente l’immobilità nel forced swimming test e aumentava la mobilità nell’open field test, con un chiaro effetto psicostimolante. Tale effetto era invece meno evidente nell’estratto e/o nella droga in esame. Lo studio indica che il guaranà ha un effetto antidepressivo sia in acuto sia in cronico nel ratto (24).
Studi clinici.
La somministrazione di questa droga ad un gruppo di 20 volontari sani per os a dosi progressivamente crescenti (32, 64, 128 e 256 mg/die in un'unica dose) ha dimostrato di aumentare il livello di vigilanza e il tempo di reazione visivo già alla dose più bassa, senza causare l'insorgenza di effetti collaterali fino alla dose di 128 mg. Alla dose più elevata può indurre nervosismo, insonnia e tremori in circa il 5% dei soggetti (2).
Un gruppo di 45 volontari apparentemente sani in età avanzata è stato suddiviso in tre sottogruppi, uno trattato col placebo, l'altro con caffeina pura e l'ultimo con estratto secco di guaranà per un periodo di 30 giorni. In nessuno dei due gruppi verum è stato registrato un miglioramento delle capacità cognitive e mnesiche rispetto al sottogruppo placebo (8).
Un gruppo di 8 volontari sani riceveva per os una dose di caffeina pari a 5 mg/kg e dopo 60 minuti doveva sottoporsi a sforzo massimale al cicloergometro, valutando il consumo di ossigeno, la ventilazione, la frequenza cardiaca, il lavoro svolto e la lattacidemia. Si è notato che tutti questi parametri non erano influenzati dalla caffeina in modo significativo (2B).
Un gruppo di 23 soggetti, in parte scarsi consumatori di caffè e in parte forti consumatori di questa bevanda, dopo astinenza dalla caffeina a partire dalla sera precedente il test, si sottoponevano, dopo aver preso per os un placebo oppure caffeina alle dosi di 12,5 o 25 o 50 o 100 mg., ad alcuni tests ( long duration simple reaction time task, rapid visual information processing task e mood questionnaire) per valutare l'effetto della caffeina sulla performance mentale, sul comportamento e sulla sete. I risultati hanno confermato un evidente effetto psicostimolante della caffeina già alla dose di 12,5 mg., più marcato in soggetti abituati a consumarne in dosi elevate, mentre l'aumento della sete è stato notato solo nelle persone scarse consumatrici di caffeina (18).
E' stato fatto uno studio in doppio cieco su 12 fumatori, a una parte dei quali veniva somministrata caffeina alla dose di 300 mg., mentre gli altri dovevano fumare 5 sigarette in un periodo di 2 ore, per valutare l'effetto di queste due sostanze sull'elettroencefalogramma, sui livelli di vigilanza e sulla cortisolemia. Al termine della sperimentazione si è osservato che la nicotina aumentava la magnitudo dei picchi elettroencefalografici e che la caffeina invece la riduceva. Inoltre la nicotina, ma non la caffeina, aumentava la cortisolemia, mentre l'aumento dei livelli di vigilanza era indotto da entrambe queste sostanze, ma era maggiore nei pazienti trattati con la nicotina (9).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto acuto dell’estratto di guaranà sul comportamento. Sono stati arruolati 26 soggetti apparentemente sani, che ricevevano per os in bolo unico 37,5 o 75 o 150 o 300 mg di un estratto secco di guaranà chiamato PC-102 o un placebo. La valutazione era ftta ricorrendo alle scale Cognitive Drug Research computerized test battery e Bond-Lader mood. Si è visto che l’estratto di guaranà migliorava la performance relativa alla memoria secondaria e aumentava la vigilanza e la reattività agli stimoli. Le due dosi minori ottenevano effetti maggiori di quelle più elevate, con effetto ottimale al dosaggio di 75 mg. Lo studio indica che il guaranà può migliorare la performance mentale e che tale effetto non è solo legato al contenuto in caffeina di questa droga (22).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un prodotto composto da Guaranà, vitamine e minerali in 129 volontari sani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Essi venivano sottoposti a una versione del Cognitive Demand Battery per 10 min., dopodiché ingerivano il prodotto in questione. 30 minuti dopo l’ingestione suddetta essi ripetevano per 6 volte il test suddescritto, per un tempo totale di 60 minuti. Si è notato che i soggetti del gruppo verum avevano un miglioramento statisticamente significativo del punteggio del test rispetto a quelli del gruppo placebo, con una evidente riduzione dell’affaticamento mentale al termine dei 60 minuti di test consecutivi. Non sono stati evidenziati effetti collaterali significativi. Lo studio indica che il prodotto in esame è superiore al placebo nel favorire la performance cognitiva in soggetti giovani e sani (25).
Azione cardiovascolare: a livello cardiovascolare possiede azione inotropa e cronotropa positive, aumenta il consumo miocardico di ossigeno, ha una moderata azione vasodilatatrice periferica e diuretica.
Studi clinici.
Un gruppo di 9 volontari sani riceveva una dose singola di caffeina di 250 mg. per os, senza aver bevuto liquidi contenenti basi puriniche per almeno 3 settimane prima dell'effettuazione dello studio. La caffeina ha causato un incremento dell'attività reninica plasmatica del 57%, della noradrenalina del 75% e dell'adrenalina dell'80%, mentre i livelli urinari di normetadrenalina e di metadrenalina erano aumentati rispettivamente del 52 e del 100%. La pressione arteriosa è aumentata in media di 14 mm/hg dopo 60 minuti, con un incremento della frequenza cardiaca e di quella del respiro di circa il 20% allo stesso tempo. I livelli plasmatici di caffeina hanno raggiunto il picco massimo dopo circa 60 minuti (3).
Azione metabolica: l’aumento dei livelli di AMP ciclico conseguente all’inibizione della fosfodiesterasi induce una maggiore attività dell'enzima trigliceride lipasi, che è stimolato dall’AMP ciclico. Ciò porta ad un aumento della lipolisi, con effetti positivi sulla riduzione dei depositi di adipe a livello sottocutaneo. A livello cerebrale e cardiovascolare le sue azioni sono simili a quelle della caffeina, anche se un pò meno marcate.
Si è notato che ratti trattati con estratto di cola non aumentavano di peso pur introducendo una quantità di calorie del 50% superiore a quella abituale, e che la loro resistenza al freddo era nettamente aumentata. Questi fenomeni erano accompagnati da un significativo aumento (92%) del grasso bruno interscapolare, della sua cellularità (59%), del contenuto in trigliceridi del tessuto adiposo bianco parametriale (52%) e dell'attività della citocromo ossidasi (167%). Anche la caffeina pura incrementava il tessuto adiposo bruno e la sua cellularità in modo simile, ma invece riduceva le dimensioni degli adipociti e il peso del tessuto adiposo bianco parametriale, determinando un calo del peso corporeo nelle stesse condizioni sperimentali.
Studi clinici.
Un gruppo di 1035 donne di età compresa tra i 65 e i 90 anni doveva bere 4 caffè al giorno per due anni, per valutare l'impatto di questo trattamento sul quadro lipidico. Venivano valutati i seguenti parametri: Colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL, trigliceridi, apolipoproteine A1 e B 100. Al termine dello studio non sono state osservate variazioni significative di nessuno dei suddetti parametri rispetto ai valori pre terapia (14B).
Farmacocinetica: un gruppo di 7 volontari sani ha assunto per via orale 72 mg di caffeina, allo scopo di valutare l'assorbimento della sostanza. Esso si è rivelato rapido, con un picco max. di 1,93 microgrammi/ml. dopo circa 30 minuti. Gli stessi soggetti hanno poi assunto sempre per os 370 mg. di teobromina, il cui assorbimento è inferiore a quello della caffeina, con picco di 6,72 microgrammi/ml. dopo circa 3 ore.
Indicazioni principali: deficit di memoria, deperimento psichico, astenia in genere, obesità e sovrappeso.
Azione principale: psicostimolante, antiastenica.
Altre azioni: dimagrante, anticellulite.
EFFETTI COLLATERALI: può provocare eccitazione, tremori, insonnia, irritabilità, tachicardia e, in alcuni casi, nausea ed episodi di vomito. Tali effetti collaterali insorgono in genere quando la droga viene somministrata a dosaggi elevati e per periodi di tempo relativamente prolungati.
CONTROINDICAZIONI: E' controindicata in pazienti affetti da insonnia, gravi sindromi ansiose e aritmie sopraventricolari a impronta tachicardica.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: Le basi puriniche di cui la droga è ricca aumentano il metabolismo e la clearance epatica della fenitoina.
Questa droga non va presa insieme a farmaci anti MAO perché in tal caso può insorgere cefalea, e in caso di trattamento prolungato con un miorilassante, l’idrocilamide, poiché quest’ultima inibisce il metabolismo epatico della caffeina.
I farmaci psicoanalettici e le bevande nervine ne potenziano l'azione.
DATI TOSSICOLOGICI: Studi epidemiologici sembrano dimostrare che un elevato consumo di caffeina incrementi, seppure in modo modesto, l'incidenza di tumori del colon, in particolare di quelli della parte prossimale di questo organo. Questo rischio aumenta in modo significativo in caso di abbinamento tra il fumo e il consumo di caffeina.
E' stato dimostrato che la caffeina viene escreta con le urine, dove viene ritrovato circa l'1% della dose assunta per via orale, con un massimo dopo circa 3 ore dall'assunzione. Pertanto la presenza nelle urine di quantità di caffeina pari o superiori a 15 microgrammi /ml. indicano che sono state assunte forti quantità di questa sostanza, il che porta alla squalifica nel caso di atleti agonisti.
E' stato fatto uno studio di coorte su 1529 donne incinte per valutare l'effetto della caffeina contenuta nelle bevande sul feto. Lo studio ha concluso che non sembrano esistere effetti negativi sul feto anche nel caso di un consumo piuttosto elevato di caffeina, quale è quello conseguente all'ingestione di 4 caffè al giorno.
Recentemente è stato dimostrato che pazienti che assumevano estratto secco di guaranà a dosi elevate per lunghi periodi di tempo mostravano mioglobinuria di discreta entità.
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto genotossico e/o citotossico del guaranà in epatociti di ratto intossicati con N-nitrosodietilamina (DEN). Le cellule erano pretrattate col guaranà o con un placebo alla concentrazione di 2,0 mg/g. per 16 giorni, al termine dei quali erano esposte al DEN alla concentrazione di 160 mug/g per indurre danni al DNA. Si è visto che il DEN causava evidenti danni al DNA degli epatociti, che si riducevano del 52% in caso di pretrattamento con guaranà (p<0,05). Lo studio indica che il guaranà ha azione protettiva contro i danni provocati dal DEN sugli epatociti di ratto in vitro (23).
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