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Schede piante >> MELILOTUS OFFICINALIS (Meliloto)
FAMIGLIA: Leguminosae.
HABITAT: diffuso in tutta l’Europa a clima temperato, nei luoghi incolti e semiassolati.
PARTE USATA: le foglie e le sommità fiorite.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE:
estratto secco nebulizzato e titolato in cumarine totali min. 20% (Farmacopea Francese X). La sua posologia giornaliera va da 0,5 a 0,7 mg./kg, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.
Differenti dosaggi di questo estratto di meliloto sono stati utilizzati per determinarne sia l’efficacia clinica sia la tollerabilità. Non è emersa una convincente differenza tra bassi e alti dosaggi per quanto riguarda l’efficacia, mentre la tollerabilità peggiora drasticamente ai dosaggi più elevati. Recentemente l’EFSA (Europea Food Safety Authorithy) si è orientata sul dosaggio indicato in precedenza.
COMPOSIZIONE CHIMICA: questa droga contiene soprattutto cumarine, flavonoidi e tannini. Tra le cumarine quella maggiormente rappresentata è il melilotoside il quale, idrolizzandosi facilmente, conduce per lattonizzazione alla cumarina. Essa è suscettibile di essere metabolizzato a dicumarolo, che è un noto composto ad azione anticoagulante.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:
Azione fleboprotettiva: l'effetto principale della cumarina è quello sul drenaggio linfatico, che dipende in buona parte dalla sua capacità di aumentare l'attività proteolitica dei macrofagi, dimostrata sia in vitro sia in vivo.
Infatti queste cellule contribuiscono in modo importante a ridurre il linfedema, poiché diminuiscono la quantità delle macroproteine implicate in questo processo patologico. Nel linfedema si verifica un cospicuo aumento di queste macroproteine soprattutto a livello dei vasi linfatici, particolarmente se è presente un processo di tipo flogistico. In quantità superiori a 1g./dl. esse aumentano la pressione osmotica all'interno dei vasi, con conseguente richiamo di liquidi.
Inoltre la cumarina riduce significativamente il catabolismo delle catecolamine, in particolare dell'adrenalina, a livello vasale, con conseguente miglioramento della capacità contrattile dei vasi e con riduzione dell'edema e del dolore. Non è stato osservato alcun aumento del flusso della linfa e del numero dei linfociti e delle proteine a livello del dotto toracico. La riduzione degli edemi può essere ottenuta somministrando questa droga sia per os sia per via topica.
Studi clinici: Uno studio clinico controllato ha valutato l'effetto di un estratto secco di meliloto sul linfedema conseguente a mastectomia o su quello degli arti inferiori in confronto col placebo. I soggetti partecipanti allo studio ricevevano per os 40 mg/die di estratto secco di meliloto o un placebo per un periodo di 6 mesi, con valutazione dell'entità dell'edema pre e post-terapia. Al termine della sperimentazione la riduzione dell'edema è stata in media del 40% (8).
Un altro studio clinico in aperto ha valutato l'effetto su 76 pazienti affetti da linfedema agli arti inferiori del meliloto. Essi ricevevano per via orale per un periodo di 6 o 8 settimane estratto di meliloto alla dose di 40 mg/die o cumarina pura alla dose di 60 mg/die. Al termine della sperimentazione è stata osservata una cospicua riduzione del linfedema, accompagnata da un significativo calo della sintomatologia soggettiva accusata da questi pazienti (9).
Un altro studio clinico in aperto ha arruolato 24 pazienti affette da linfedema agli arti superiori conseguente a mastectomia. Esse ricevevano per os 40 mg/die di estratto secco di meliloto titolato in cumarina al 2% per 6 mesi, e la valutazione era fatta misurando la circonferenza del braccio interessato dopo 3 e dopo 6 mesi e valutando la sintomatologia su un apposito questionario. Al termine della sperimentazione si è notato che nel 79% dei soggetti trattati vi era una riduzione di 5 cm del diametro del braccio statisticamente significativa (p<0,043), mentre nel 21% dei soggetti i risultati erano insoddisfacenti. Solo 2 pazienti si sono lamentate per l'insorgenza di disturbi gastrici, prontamente regrediti con la sospensione della terapia (11).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un estratto di meliloto nel trattamento dell’ecchimosi e dell’edema postoperatori in pazienti operati di rino e/o blefaroplastica. Sono stati arruolati 45 pazienti che avevano subito un intervento di cui sopra, nei quali si valutavano l’ecchimosi e l’edema nei giorni 1, 4 e 7 dopo l’intervento, che ricevevano un estratto di meliloto o un placebo per 7 giorni. Si è visto che i pazienti del gruppo verum avevano una minore estensione dell’ecchimosi e dell’edema rispetto a quelli del gruppo di controllo. La somministrazione di desametazone non portava a una significativa riduzione dell’ecchimosi e dell’edema rispetto al gruppo di controllo. I pazienti trattati col meliloto mostravano una significativa riduzione soprattutto dell’edema paranasale ma non di quello paraoculare rispetto al gruppo di controllo. Lo studio indica che un estratto di meliloto può essere utile per ridurre l’edema e l’ecchimosi postoperatori in pazienti operati di rino e/o blefaroplastica (12).
Indicazioni principali: insufficienza veno-linfatica, linfedema.
Azione prevalente: linfodrenante.
EFFETTI COLLATERALI: in alcuni casi può provocare nausea, talvolta accompagnata da diarrea, che peraltro compaiono in genere solo all'inizio del trattamento per poi scomparire successivamente.
Sono stati descritti casi di intossicazione epatica. In uno studio su 2173 pazienti vi sono stati 17 casi di epatotossicità, mentre in un altro su 1106 soggetti trattati solo 2 hanno avuto un effetto negativo di questo tipo (4). Peraltro l'epatotossicità indotta dalla cumarina è in genere reversibile con la sospensione della terapia, e non è mai stata osservata in caso di somministrazione per via topica (3).
La tossicità epatica riportata nello studio precedente si riferisce peraltro a dosi di cumarina decisamente molto elevate e non coerenti con quelle adoperate negli studi clinici oggi disponibili. In questi ultimi non è mai stata riscontrata una significativa epatotossicità.
CONTROINDICAZIONI: Non va usato in gravidanza, durante l’allattamento e nel bambino al di sotto dei 10 anni di età.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: Può potenziare l'azione farmacologica dei farmaci anticoagulanti, in particolare di quelli a componente dicumarolica.
DATI TOSSICOLOGICI: non disponibili.
BIBLIOGRAFIA:
1)Bruneton J. Pharmacognosie phytochimie des plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Casley-Smith J.R. et al. High protein oedemas and the benzopyrones. Lippincott Ed., Sidney, p.536, 1986.
3)Cox D. et al. The rarity of liver toxicity in patients treated with coumarins. Human Tox. 8, 501-506, 1989.
4)Beinssen A.P.A. Possible coumarin hepatotoxicity. Med. J. Austr. 161, 725, 1994.
5)Casley-Smith J.R. et al. Frequency of cumarin hepatotoxicity. Med. J. Austr. 162, 391, 1995.
6)Casley-Smith J.R. et al. There are many benzo-pyrones for lymphoedema. Lymphology 30, 38-39, 1997.
7)Casley-Smith J.R. et al. Treatment of limphoedema by complex physical therapy with and without oral and topycal benzopyrones. Lymphology 29, 76-82, 1996.
8)Casley-Smith J.R. et al. Treatment of lymphoedema of the arms and legs with 5,6 benzo-alpha-pyrone. New Engl. J. Med. 329, 1158-1163, 1993.
9)Casley-Smith J.R.et al. Treatment of fibrosial lymphoedema and elephantiasis with 5,6 benzo-alpha-pyrone. Br. Med. J. 307, 1037-1041, 1993.
10)Vettorello G. et al. Contribution of a combination of alpha and beta benzopyrones, flavonoids and natural terpenes in the treatment of lymphedema of lower limbs at the 2d stage of the surgical classification. Minerva Cardioangiol. 44, 447-455, 1996.
11)Pastura G. et al. Lymphedema of the upper extremity in patients operated for carcinoma of the breast: clinical experience with coumarinic extract from Melilotus officinalis. Clin. Ter. 150, 403-408, 1999.
12)Xu F. et al. The Efficacy of Melilotus Extract in the Management of Postoperative Ecchymosis and Edema After Simultaneous Rhinoplasty and Blepharoplasty. Aesthetic Plast Surg. 2008 Apr 17. [Epub ahead of print]. |