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Schede piante >> MENTHA PIPERITA (Menta)
FAMIGLIA: Labiatae.
HABITAT: originaria dell’Oriente. Attualmente coltivata nel bacino del Mediterraneo, in Russia, negli Stati Uniti e nell’Europa centro-orientale.
PARTE USATA: le foglie.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: olio essenziale col titolo seguente: mentolo (35-45%), il mentone (15-32%), l’acetato di mentile (4-10%), il mentofurano, l’isomentone, il pulegone (2,8%), il neomentolo, il piperitone e l’1,8 cineolo (1,7%) (Farm. Francese X), il cui dosaggio giornaliero nell’adulto va da 0,1 a 0,2 gocce/kg, suddivise in due somministrazioni poco prima o subito dopo i due pasti principali.
COMPOSIZIONE CHIMICA: flavonoidi, in particolare flavoni polisostituiti frequenti nelle Lamiaceae, triterpeni, carotenoidi. l’olio essenziale rappresenta dall’1 al 3 % della massa della droga secca. I costituenti principali sono il mentolo (35-45%), il mentone (15-32%), l’acetato di mentile (4-10%), il mentofurano, l’isomentone, il pulegone (2,8%), il neomentolo, il piperitone e l’1,8 cineolo (1,7%).
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:
Azione spasmolitica e antidispeptica: è in grado di ridurre notevolmente la contrazione dello sfintere di Oddi indotta dalla morfina e presenta azione spasmolitica a livello della muscolatura liscia dell’intestino in vitro, che parrebbe essere dovuta a riduzione della penetrazione degli ioni calcio all’interno delle cellule (azione calcioantagonista). Infatti si è visto che l’olio essenziale di menta riduce notevolmente le contrazioni dell’ileo isolato del ratto indotte da stimolo elettrico o da depolarizzazione potassica a dosi di circa 10 microgrammi/ml.
Per di più l’olio essenziale di menta riduce nettamente il legame della nitrendipina al muscolo cardiaco e alle cellule neuronali. Alla luce di questi dati si potrebbe affermare che l’olio essenziale di menta abbia azione calcioantagonista, che potrebbe in buona parte spiegare la sua attività spasmolitica sulla muscolatura liscia dell’intestino.
Riduce nettamente la peristalsi intestinale spontanea e quella in risposta ad acetilcolina, istamina, serotonina e sostanza P.
Studi clinici: in uno studio clinico, sempre in doppio cieco, un gruppo di 110 pazienti affetti da sindrome del colon irritabile era diviso in due sottogruppi, uno trattato col placebo e l’altro con 3 capsule al giorno di olio essenziale di menta per 30 giorni. Il 79% dei pazienti del gruppo verum mostrava un consistente miglioramento della sintomatologia al termine della sperimentazione, mentre nel gruppo placebo solo il 43% evidenziava miglioramenti sensibili. Un solo paziente del gruppo verum ha avuto una reazione allergica, mentre non sono state notate alterazioni nella funzionalità epatica al termine dello studio in nessuno dei 2 gruppi studiati (1).
È stato fatto uno studio clinico in doppio cieco su 45 pazienti affetti da dispepsia non ulcerosa, per valutare l’efficacia dell’olio essenziale di menta nel ridurre la loro sintomatologia. Tutti ricevevano due capsule al giorno per 4 settimane, al termine delle quali i pazienti del gruppo verum evidenziavano un calo della sintomatologia significativamente maggiore rispetto a quello dei soggetti trattati col placebo (p< 0,01). Va segnalato che al termine dello studio il 63% dei pazienti del gruppo verum non riferivano più alcun sintomo, mentre ciò si verificava solo nel 22% dei soggetti del gruppo placebo (2).
Un lavoro clinico in doppio cieco ha arruolato 120 pazienti affetti da dispepsia funzionale, che ricevevano per via orale un prodotto contenente oli essenziali di menta e di carvi alla dose di di 90 mg. di menta e di 50 mg. di carvi due volte al giorno oppure cisapride alla dose di 10 mg. tre volte al giorno. La valutazione era fatta ricorrendo al Dyspeptic Discomfort Score, al Clinical Global Impressions Score e ad una scheda di autovalutazione dei sintomi compilata dai pazienti. Al termine del trattamento in entrambi i gruppi si sono osservati miglioramenti della sintomatologia statisticamente significativi e pressocheacute; sovrapponibili tra loro (3).
Un altro lavoro clinico in doppio cieco ha arruolato 96 pazienti affetti da dispepsia funzionale, che ricevevano due capsule al giorno contenenti 90 mg. di olio essenziale di menta e 50 mg. di olio essenziale di anice per un periodo di 28 giorni. La valutazione era fatta analizzando l’intensità del dolore, del gonfiore epigastrico e della sensazione di pienezza e il giudizio dei medici curanti sul miglioramento clinico dei pazienti. Al termine della sperimentazione il dolore, il gonfiore e la sensazione di pienezza si riducevano del 40% nel gruppo verum e del 22% in quello placebo, mentre il miglioramento clinico valutato dai medici curanti era del 67% nel gruppo verum e del 21% in quello placebo. Nel gruppo verum erano registrati 5 pazienti con effetti collaterali a tipo eruttazioni e 1 paziente con simili disturbi nel gruppo placebo (4).
Un recente lavoro di meta-analisi delle pubblicazioni riguardanti l’effetto della menta nella sindrome del colon irritabile ha selezionato 8 studi clinici controllati di accettabile qualità. L’analisi di questi lavori permette di affermare che questa droga sembra in grado di essere un valido aiuto per questi pazienti, anche se la metodologia seguita in alcuni lavori potrebbe essere criticabile (5).
Azione anestetica locale: l’olio essenziale paralizza le terminazioni nervose sensibili al freddo, e può quindi svolgere una certa azione anestetica locale, utile nell’igiene buccale, come antalgico nelle malattie dell’orofaringe e come antipruriginoso nelle affezioni dermatologiche.
Uno studio in vitro ha valutato l’effetto del timolo e del mentolo sulle correnti del sodio voltaggio attivate, come possibile causa del loro effetto anestetico. I risultati indicano che l’effetto anestetico del timolo e del mentolo potrebbe dipendere, almeno in parte, dal blocco dei canali del sodio voltaggio dipendenti, con efficacia maggiore e simile a quella della lidocaina per il timolo rispetto al mentolo.
Azione anti-infettiva: sembra altresì dotata di azione fungicida, in particolare contro il Fusarium moniliforme, e antibatterica, che può essere batteriostatica e battericida a seconda della concentrazione dell’olio essenziale.
I germi che sembrerebbero più sensibili sono: Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Proteus vulgaris, Staphylococcus aureus, Aerobacter aerogenes. Tests in vitro hanno dimostrato che l’olio essenziale di menta è battericida nei confronti dell’Escherichia coli alla concentrazione di 2,5 microlitri/ml, sia a 37deg; C sia a 4deg;C, e non viene influenzato dalla diluizione o dalla presenza di 0,5M. di sucrosio.
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto dell’olio essenziale di Menta piperita sui seguenti ceppi batterici: Helicobacter pylori, Salmonella enteritidis, Escherichia coli O157 H7, Staphylococcus aureus meticillino sensibile, Staphylococcus aureus meticillino resistente. Si è visto che l’olio essenziale di menta inibiva la crescita di tutti questi germi e, a concentrazioni maggiori, diveniva battericida su di essi.
Uno studio in vitro ha valutato l’azione virucida dell’olio essenziale di menta piperita contro i virus dell’Herpes simplex 1 (HSV1) e 2 (HSV2) in cellule RC37. Si è visto che l’olio essenziale di menta aveva un’intensa azione virucida già a concentrazioni pari allo 0,002%, con riduzione della formazione della placca dell’82 per l’HSV1 e del 92% per l’HSV2. Concentrazioni maggiori dell’olio essenziale in questione esibivano un’azione virucida crescente. L’effetto antivirale era massimale dopo 3 ore di incubazione dei virus con l’olio di menta. Si è anche visto che l’olio studiato era capace di svolgere un’efficace azione antivirale prima della penetrazione del virus nelle cellule ma non dopo che essa era avvenuta. L’olio di menta era anche attivo su un ceppo di HSV1 resistente all’aciclovir, inibendo la formazione della placca da esso indotta del 99%. Lo studio conclude affermando che l’olio essenziale di menta, data la sua ottima liposolubilità, potrebbe essere utile per il trattamento delle infezioni cutanee da virus HSV1 e HSV2 (6).
Indicazioni principali: dispepsia, sindrome del colon irritabile.
Azione principale: antidispeptica, spasmolitica viscerale.
Altre azioni: anti-infettiva, anestetica locale.
EFFETTI COLLATERALI: in alcuni pazienti che facevano un uso eccessivo di olio essenziale di menta si è verificata una forma di stomatite e glossite con presenza di papille circumvallate estremamente prominenti.
Nel bambino può verificarsi, anche se molto raramente, spasmo della glottide, mentre sono relativamente frequenti reazioni allergiche cutanee anche per un uso topico di questa droga.
CONTROINDICAZIONI: va usata con cautela in pazienti affetti da ulcera peptica e/o gastroduodenite in fase acuta.
Non va usata in pazienti affetti da deficit di G6PD, percheacute; questo enzima è molto importante per l’eliminazione del mentolo.
Non usare in gravidanza e durante l’allattamento.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: è stato fatto uno studio per valutare l’effetto dell’olio essenziale di menta sulla farmacocinetica della felodipina. A tale scopo 12 volontari sani assumevano per os 10 mg/die di felodipina in forma retard da sola o abbinata a 600 mg. di olio essenziale di menta. Si è visto che l’olio essenziale di menta e due suoi componenti, il mentolo e il mentile acetato, causavano un’inibizione reversibile dell’ossidazione della felodipina. Essi aumentavano l’area sotto la curva (AUC) della felodipina del 140% e la concentrazione plasmatica massima (C max) del farmaco, senza peraltro modificarne l’emivita plasmatica. Tale effetto era dovuto ad una discreta azione inibitoria sull’attività dell’isoenzima CYP3A4 del citocromo P450. Si osservava anche un aumento della biodisponibilità della felodipina per inibizione del metabolismo presistemico del farmaco da parte del CYP3A4.
DATI TOSSICOLOGICI: la somministrazione prolungata per via sistemica può provocare, nel ratto, modificazioni istopatologiche a tipo microcisti a livello encefalico, soprattutto nel cervelletto, di non chiara interpretazione, ma solo a dosi superiori a 40 mg/kg/die.
BIBLIOGRAFIA:
1)Liu J.H. et al. Enteric-coated peppermint-oil capsules in the treatment of the irritable bowel syndrome: a prospective randomized trial. J. Gastroenterol. 32, 765-768, 1997.
2)Kingham J.G. Peppermint oil and colon spasm. Lancet 346, 986, 1995.
3)Madisch A. et al. Treatment of functional dyspepsia with a fixed peppermint oil and caraway oil combination preparation as compared to cisapride. A multicenter, reference-controlled double blind equivalence study. Arzneimittel Forschung Drug Res. 49, 925-932, 1999.
4)May B. et al. Efficacy and tolerability of a fixed combination of peppermint oil and caraway oil in patients suffering from functional dyspepsia. Aliment. Pharmacol. Ther. 14, 1671-1677, 2000.
5)Pittler M.H. et al. Peppermint oil for irritable bowel syndrome: a critical review and meta-analysis. Am. J. Gastroenterol. 93, 1131-1135, 1998.
6)Schuhmacher A. Et al. Virucidal effect of peppermint oil on the enveloped viruses herpes simplex virus type 1 and type 2 in vitro. Phytomedicine. 10(6-7):504-10, 2003.
7)Tassou C.C. et al. Effects of essential oil from mint (Mentha piperita) on Salmonella enteritidis and Listeria monocytogenes in model food systems at 4 degrees and 10 degrees. J. Appl. Bacteriol. 78, 593-600, 1995.
8)Spindler P. et al. Subchronic toxicity study of peppermint oil in rats. Toxicol. Lett. 62, 215-220, 1992.
9)Hawthorne M. et al. The action of peppermint oil and menthol on calcium channel dependent processes in intestinal, neuronal and cardiac preparations. Aliment. Pharmacol. Ther. 2, 101-118, 1988.
10)Hills J.M. et al. The mechanism of action of peppermint oil on gastrointestinal smooth muscle. An analysis using patch clamp electrophysiology and isolated tissue pharmacology in rabbit and guinea pig. Gastroenterology 101, 55-65, 1991.
11)Imai H. et al. Inhibition by the essential oils of peppermint and spearmint of the growth of pathogenic bacteria. Microbios. 106 Suppl 1:31-39, 2001.
12)Mimica-Dukic N. Et al. Antimicrobial and Antioxidant Activities of Three Mentha Species Essential Oils. Planta Med. 69(5):413-419, 2003.
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