società italiana di medicina naturale simn.org
  chi siamo obiettivi strategie dove siamo per contattarci esperto risponde  
cos'è la fitoterapia
a cosa serve
glossario
news
link
area medici
area farmacisti
corsi
 

Schede piante >> PASSIFLORA INCARNATA (Passiflora)

Data ultima revisione 16-02-2009

FAMIGLIA: Passifloraceae.

HABITAT: America centrale e meridionale, Stati Uniti meridionali. Attualmente è coltivata in molti paesi a clima temperato-caldo.

PARTE USATA: le parti aeree della pianta.

PREPARAZIONE FARMACEUTICA CONSIGLIATA: estratto secco nebulizzato e titolato in iperoside min. 0,3% (Farmacopea Italiana X). La posologia giornaliera utilizzata negli studi pubblicati in letteratura è di 6-7 mg./kg/die, suddivisa in due o tre somministrazioni, di cui una nella tarda serata poco prima di coricarsi. Siccome tali studi sono stati condotti con estratti diversi con titoli diversi, il valore posologico suddetto rappresenta un valore medio indicativo.

COMPOSIZIONE CHIMICA: accanto ad acidi fenolici, cumarine, fitosteroli ed eterosidi cianogeni, la droga presenta lo 0,05% di maltolo, circa lo 0,03% di alcaloidi indolici (soprattutto armano, armolo, armina e i loro derivati deidrogenati). Contiene numerosi flavonoidi.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

Azione sul sistema nervoso centrale: possiede azione sedativa sul sistema nervoso centrale, soprattutto a livello della zona motoria del midollo spinale e dei centri del sonno.
Utile soprattutto nell'insonnia di tipo cerebrale, dove provoca un sonno simile a quello fisiologico e un risveglio senza obnubilamento del sensorio. Non sembra causare farmacodipendenza.
La droga è dotata di azione antinocicettiva, dimostrata però solo per alcune procedure analgesimetriche, che potrebbe essere dovuta, almeno in parte, a una diminuzione dell'attività dei motoneuroni. Infatti l'attività locomotoria è significativamente rallentata dalla droga, così come è prolungato il sonno indotto dal pentobarbitale.
L'effetto sedativo della droga è stato dimostrato nel ratto anche con tracciati elettroencefalografici, che sono molto simili a quelli degli animali trattati con le benzodiazepine.
Ricerche molto recenti indicano che l'effetto sedativo della crisina non sia dovuto ad un'interazione col recettore GABA-benzodiazepinico, poiché esso non viene ostacolato dal flumazenil, che è un antagonista delle benzodiazepine. Al contrario l'effetto ansiolitico della crisina, fortemente ridotto dal flumazenil, pare dovuto al legame di questa sostanza col recettore GABA-benzodiazepinico.
Uno studio nel ratto ha valutato gli effetti sul comportamento di un estratto idroetanolico e di un estratto metanolico di passiflora. Gli animali ricevevano una singola dose di 300 o di 600 mg/kg di estratto idroetanolico o 100 mg/kg di estratto metanolico in bolo unico, il che causava un evidente effetto ansiolitico nel test dell’elevated plus maze. Tale effetto era presente anche dopo ripetuta somministrazione di questi estratti. Il flumazenil alla dose di 10 mg/kg per via intraperitoneale, un antagonista del recettore benzodiazepinico tipo GABA(A), bloccava l’effetto di entrambi gli estratti. Questi ultimi potenziavano anche il sonno indotto dal pentobarbitone. I ratti erano anche esaminati per valutare se l’effetto ansiolitico era collegato ad uno scadimento della performance mentale, come accade col diazepam alla dose di 0,5 mg/kg. Si è visto che gli estratti di passiflora non influivano sulla performance mentale e sulla vigilanza. Lo studio indica che questi estratti di passiflora hanno una significativa azione sedativa, che peraltro non implica uno scadimento delle performance mentale e della vigilanza come accade spesso con le benzodiazepine (13).
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto anticonvulsivante di un estratto idroalcoolico di passiflora usando il modello del pentilentetrazolo nel ratto. Gli animali ricevevano per via intraperitoneale l’estratto di passiflora o il diazepam alle dosi rispettivamente di 0.4-0.05 mg/kg e 0.5-1 mg/kg o un placebo 30 minuti prima della somministrazione per via intraperitoneale del pentilentetrazolo. Si misuravano il tempo necessario per scatenare le convulsioni, la loro durata e la percentuale di mortalità ad esse conseguente. La minima dose efficace di estratto di passiflora era pari a a 0,23 mg/kg. Alla dose di 0,4 mg/kg l’estratto prolungava il tempo necessario per indurre le convulsioni e la loro durata (p<0,001), riducendo notevolmente la mortalità degli animali. Questo effetto era soppresso dal flumazenil e dal naloxone. Lo studio indica che un estratto idroalcoolico di passiflora ha azione protettiva nel ratto contro le convulsioni indotte dal pentilentetrazolo e che tale effetto è mediato da un’azione dell’estratto sui sistemi GABAergico e opioide (15).
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto della crisina estratta dalla passiflora sulla nocicezione utilizzando il test di immersione della coda. Gli animali ricevevano la crisina per via intraperitoneale alle dosi di 10 o 25 o 50 o 75 o 100 mg/kg per via intraperitoneale, ed essa causava un netto effetto iperalgesico dose e tempo dipendente. Questo risultato faceva sospettare che tale effetto fosse dovuto al coinvolgimento del recettore GABA-A. Infatti l’iperalgesia indotta dalla crisina era inibita dal flumazenil, un antagonista specifico del recettore benzodiazepinico associato coi recettori GABA-A. Anche la bicuculliina, un antagonista dei recettori GABA-A, antagonizzava l’effetto iperlagesico della crisina. La picrotossina, un bloccante del canale del cloro, era anch’essa capace di ostacolare l’effetto iperalgesico della crisina. Inoltre il diazepam alla dose di 1 mg/kg per via intraperitoneale mostrava un marcato effetto antinocicettivo, che era bloccato dal flumazenil. Lo studio indica che la crisina data per os ha un marcato effetto iperalgesico legato ai recettori GABA-A (17).

Uno studio nel ratto ha valutato le proprietà ansiolitiche di un estratto idroalcolico di passiflora utilizzando il plus maze test. I principali flavonoidi presenti nell’estratto erano omoorientina, orientina, vitexina e isovitexina. Somministrando l’estratto per os alla dose di 375 mg/kg e paragonando il suo effetto a quello del diazepam alla dose di 1,5 mg/kg si è visto che l’efficacia dell’estratto in questione era simile a quella del diazepam. L’azione ansiolitica della passiflora era antagonizzata dal flumazenil, un antagonista del recettore GABA (A) benzodiazepinico, ma non dal WAY-100 635, un antagonista del recettore serotoninico 5-HT(1°). Lo studio indica che l’azione ansiolitica della passiflora è mediata dal recettore benzodiazepinico GABA (A) in vivo (18).

Studi clinici.
Uno studio clinico effettuato su pazienti affetti da disturbi ansiosi col metodo del doppio cieco, ha dimostrato che la somministrazione per un mese di estratto secco di Passiflora migliora significativamente il punteggio ottenuto nel test di Hamilton nel 43% dei soggetti trattati, mentre ciò si verifica solo nel 25% dei pazienti che ricevevano il placebo (8).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della passiflora in pazienti affetti da disordini ansiosi. Si trattava di 36 pazienti con diagnosi certa di sindrome ansiosa, che ricevevano per os 45 gocce/die di estratto fluido di passiflora oppure 30 mg/die di oxazepam per un periodo di 4 settimane. La valutazione era fatta ricorrendo all’Anxiety Scale pre e post terapia. Si è visto che entrambi i trattamenti erano efficaci al termine della sperimentazione, anche se l’oxazepam mostrava i suoi benefici in modo più rapido. Esso causava però problemi di sonnolenza e di scarsa concentrazione sul lavoro in parecchi pazienti, problemi che erano assai meno evidenti nei soggetti trattati con la Passiflora. In nessuno dei due gruppi sono stati osservate reazioni avverse rilevanti (10).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un estratto fluido di passiflora paragonato a quello della clonidina in pazienti in terapia di disassuefazione dagli oppiacei. Sono stati arruolati 65 pazienti, che ricevevano per os clonidina da sola alla dose di 0,8 mg/die o la stessa dose di clonidina abbinata a 60 gocce di estratto fluido di passiflora per 14 giorni. La valutazione dell’efficacia della terapia era misurata ricorrendo alla Short Opiate Withdrawal Scale (SOWS). Si è visto che entrambi i protocolli terapeutici  valutati erano ugualmente efficaci nel trattare i sintomi fisici della dipendenza da oppiacei, ma l’effetto della clonidina + passiflora era nettamente superiore alla clonidina da sola nella terapia dei sintomi mentali. Lo studio suggerisce quindi che la passiflora potrebbe essere un utile complemento terapeutico nel trattamento della sindrome da dipendenza agli oppiacei (12).

Una metanalisi (Marzo 2007) ha esaminato la letteratura esistente riguardo all’azione sedativa e ansiolitica della passiflora. Sono stati inseriti gli studi clinici controllati e semicontrollati fatti in pazienti affetti da ansia generalizzata, nevrosi ansiosa, ansia cronica e anche pazienti con disturbi mentali nei quali l’ansia sia un sintomo molto rilevante (disturbi di panico, disordini ossessivo-compulsivi, fobia sociale, agorafobia e altri tipi di fobia). L’efficacia antiansiosa della passiflora veniva misurata ricorrendo alla Hamilton anxiety scale o ad altre scale validate. Sono stati censiti due studi, per un totale di 198 pazienti. E’ emerso che la passiflora è simile alle benzodiazepine come efficacia, ma è meglio tollerata soprattutto perché causa meno stordimento durante le ore diurne.  La metanalisi indica che la passiflora sembra essere ragionevolmente efficace nel combattere l’ansia, ma i pazienti studiati sono ancora troppo pochi per poter trarre una conclusione affidabile. Sarebbero quindi necessari studi clinici controllati di adeguata numerosità per meglio valutare le caratteristiche antiansiose di questa droga (14).

Azione spasmolitica: possiede inoltre attività spasmolitica sulla muscolatura liscia del tubo gastroenterico, sinergica con quella della papaverina. Dà anche una certa protezione contro il broncospasmo di natura allergica, ma ciò è dovuto solo all'effetto rilassante sulla muscolatura bronchiale e non ad un'azione di tipo anti-istaminico.

Indicazioni principali: sindrome ansiosa lieve o moderata, disturbi del sonno.

Azione prevalente: ansiolitica e sedativa.

Altre azioni: ipnoinducente.

EFFETTI  COLLATERALI: sono stati descritti pazienti colpiti da fatti vasculitici dopo assunzione di estratti di Passiflora. Il fenomeno è comunque reversibile con la sospensione della droga.

CONTROINDICAZIONI: Non ci sono dati attendibili sull’effetto di questa droga sul feto, per cui è consigliabile non utilizzarla in gravidanza e durante l’allattamento.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.

DATI TOSSICOLOGICI: non disponibili.

BIBLIOGRAFIA:

1)Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Speroni E. et al. Neuropharmacological activity of extracts from Passiflora incarnata. Planta Med. 54, 488-491, 1988.
3)Sopranzi N. et al. Biological and electroencephalographic parameters in rats in relation to Passiflora incarnata. Clinica Terapeutica 132, 329-333, 1990.
4)Bourin A.V. et al. A combination of plant extracts in the treatment of outpatients with adjustement disorders with anxious mood. Controlled study versus placebo. Fundam. Clin. Pharmacol. 11, 127-132, 1997.
5)Speroni E. et al. Role of chrisin in the sedative effects of Passiflora incarnata L. Phytother. Res. 10, suppl. 1, S 98- S 100, 1996.
6)Speroni E. et al. Sedative effects of crude extracts of Passiflora incarnata after oral administration. Phytother. Res. 10, suppl. 1, S 92-S 94, 1996.
7)Smith G.W. et al. Vasculitis associated with herbal preparation containing Passiflora extract. Br. J. Rheumatol. 32, 87-88, 1993.
8)Dhawan K. et al. Anxiolytic activity of aerial and underground parts of Passiflora incarnata. Fitoterapia 72, 922-926, 2001.
9)Dhawan K. et al. Anti-anxiety studies on extracts of Passiflora incarnata Linneaus. J. Ethnopharmacol. 78, 165-170, 2001.
10Akhondzadek S. et al. Passionflower in the treatment of generalized anxiety: a pilot double-blind randomized controlled trial with oxazepam. J. Clin. Pharm. Ther. 26, 363-377, 2001.
11)Dhawan K. et al. Comparative Anxiolytic Activity Profile of Various Preparations of Passiflora incarnata Linneaus: A Comment on Medicinal Plants' Standardization. JAltern Complement Med 8(3):283-91, 2002.
12)Akhondzadek S. et al. Passionflower in the treatment of opiates withdrawal: a double-blind randomized controlled trial. J Clin. Pharm. Ther. 26, 369-373, 2001.
13)Lolli L.F. et al. Possible involvement of GABA(A)-benzodiazepine receptor in the anxiolytic-like effect induced by Passiflora actinia extracts in mice. J Ethnopharmacol. 2006 Nov 26; [Epub ahead of print].
14) Miyasaka L. et al. Passiflora for anxiety disorder. Cochrane Database Syst Rev. 2007 Jan 24;(1):CD004518.
15) Nassiri-Asl M. et al. Anticonvulsant effects of aerial parts of Passiflora incarnata extract in mice: involvement of benzodiazepine and opioid receptors. BMC Complement Altern Med. 7:26, 2007.

18)Grundmann O. et al. Anxiolytic Activity of a Phytochemically Characterized Passiflora incarnata Extract is Mediated via the GABAergic System. Planta Med. 74(15):1769-73, 2008.