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Schede piante >> POLICOSANOLI
Data ultima revisione 31-01-2007
COMPOSIZIONE CHIMICA: i policosanoli sono una miscela di alcooli alifaatici primari isolati dal Saccharum officinarum (Canna da zucchero), il cui componente principale è rappresentato dall’octacosanolo. Altri componenti rilevanti sono il triacontanolo, il dotriacontanolo e il tetracontanolo.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: estratto secco titolato in otacosanolo min. 8% (Lypolisar Octa 60), la cui posologia giornaliera è di 0,2-0,4 mg/kg/die, suddivisi in due somministrazioni a stomaco vuoto. La posologia media di Lypolisar Octa 60 è di 10-20 mg/die, suddivisi in due somministrazioni mattino e sera preferibilmente a stomaco vuoto.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:
Azione ipocolesterolemizzante: Alcuni studi indicano, attraverso la misurazione dell’incorporazione del 14C acetato, che i policosanoli possano inibire la sintesi epatica del colesterolo nel ratto. I policosanoli non modificano l’attività dell’HMG-CoA reduttasi, il che indica l’assenza di un’inibizione competitiva o non competitiva sull’enzima. Peraltro le cellule coltivate nel medium povero di colesterolo producevano meno colesterolo quando incubate coi policosanoli. Il fatto che i policosanoli ostacolano l’up-regulation dell’enzima causata dal medium ipolipidico potrebbe indicare che essi inibiscano la neosintesi dell’enzima e/o la sua degradazione.
Uno studio in vitro ha studiato l’effetto dei policosanoli sull’enzima HMG-CoA reduttasi. Si è visto che essi provocano una riduzione dell’espressione cellulare dell’enzima di circa il 50% a dosi giornaliere comprese tra i 10 e i 20 mg/die e non una inibizione della sua attività.
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto dei policosanoli sull’ipercolesterolemia indotta da una dieta ricca di caseina. Gli animali consumavano la dieta suddetta e prendevano per os 30 g/kg/die di policosanoli o un placebo per 30 giorni. La valutazione era fatta monitorando i livelli plasmatici di colesterolo totale e colesterolo LDL pre terapia e al termine della stessa. Alla fine della sperimentazione l’aumento del colesterolo totale e del colesterolo LDL era molto minore nei ratti trattati coi policosanoli rispetto a quelli che ricevevano il placebo. L’incorporazione dell’H2O marcata negli steroli a livello epatico era nettamente diminuita dai policosanoli, suggerendo un loro effetti inibitorio sulla sintesi epatica del colesterolo. Si notava anche un aumento del legame del colesterolo LDL agli epatociti, suggerendo che i policosanoli aumentino i recettori epatici per le LDL. Il calo del colesterolo LDL indotto dai policosanoli sarebbe quindi dovuto sia ad un’inibizione della sintesi epatica del colesterolo sia ad un aumento dei recettori epatici per le LDL.
Uno studio nel ratto con deficit eterozigote dei recettori per le LDL ha valutato l’azione ipolipemizzante di policosanoli con catene di diversa lunghezza sull’epressione dei geni coinvolti nel metabolismo delle lipoproteine e sulla produzione della apoA1. Gli animali ricevevano una dieta standard arricchita o meno con 30 mg di vari policosanoli o con una miscela di questi. Si è visto che nessuno dei policosanoli testati o la loro miscela causavano modificazioni significative del colesterolo, delle lipoproteine e dei geni coinvolti nel metabolismo delle lipoproteine. In cellule epatiche HepG2 e intestinali CaCo2 i vari tipi di policosanolo non modificavano la produzione di apoA1, ma nelle cellule HepG2 la miscela dei vari policosanoli provocava una certa riduzione dell’espressione della HMGCoA reduttasi. Lo studio indica che i vari tipi di policosanoli testati hanno scarsi effetti sul metabolismo lipidico (43).
Studi clinici:
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli sul colesterolo di pazienti con diabete mellito tipo 2. Sono stati arruolati 29 pazienti con glicemia ben controllata dalla terapia ipoglicemizzante e con ipercolesterolemia, che dovevano seguire una dieta ipolipidica, integrata dai policosanoli alla dose di 5 mg due volte al giorno o da un placebo per 12 mesi. La valutazione era fatta misurando i livelli plasmatici di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL, trigliceridi e glicemia pre terapia e al termine della stessa. Si è visto che i policosanoli riducevano il colesterolo totale del 17,5% e il colesterolo LDL del 21,8% e aumentavano il colesterolo HDL dell’11,3%. Non sono state osservate modificazioni significative dei trigliceridi e della glicemia. Non sono stati riscontrati effetti collaterali degni di nota (1).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli su pazienti affetti da iperlipoproteinemia tipo 2. Sono stati arruolati 69 pazienti di entrambi i sessi, che ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o un placebo 24 mesi. La valutazione era fatta misurando i livelli plasmatici di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi pre e post terapia. Si è visto che, nei pazienti del gruppo verum, il calo del colesterolo totale e di quello LDL era rispettivamente del 18% e del 25%, con un aumento del colesterolo HDL dell’11,2%. Non sono state osservate rilevanti modificazioni nei livelli plasmatici dei trigliceridi. Non vi è stata la comparsa di alcun effetto collaterale (2).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli in pazienti con ipercolesterolemia tipo 2. Sono stati arruolati 437 pazienti ipercolesterolemici a dieta ipolipidica, che assumevano per os 5 mg di policosanoli per 3 mesi e poi 10 mg. per altri 3 mesi o un placebo. La valutazione era fatta misurando il colesterolo totale, il colesterolo LDL, il colesterolo HDL e i trigliceridi pre terapia, dopo 3 mesi e dopo 6 mesi. Si è visto che i policosanoli a entrambe le dosi abbassavano il colesterolo totale rispettivamente del 15% e del 18% e quello LDL del 18,2% e del 25,6% e aumentavano il colesterolo HDL rispettivamente del 15,5% e del 28,4%. I trigliceridi rimanevano praticamente immodificati con la dose di 5 mg, mentre dopo 3 mesi di terapia con 10 mg di policosanoli i trigliceridi calavano del 5,2%. Nel gruppo placebo si sono verificati 7 eventi vascolari ischemici, di cui 1 fatale, mentre nei pazienti del gruppo verum non è stato registrato nessun attacco ischemico. Gli effetti collaterali nel gruppo verum sono stati pressochè assenti (3).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli su donne in postmenopausa affette da ipercolesterolemia tipo 2. Sono state arruolate 244 donne, che ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o un placebo per 3 mesi. Alla fine del terzo mese la dose di policosanoli era portata a 20 mg/die per altri 3 mesi. Si è visto che i policosanoli abbassavano in modo notevole e dose dipendente il colesterolo LDL (-17,7% e -25,2% rispettivamente), il colesterolo totale (-12,6% e -16,7% rispettivamente) e la ratio LDL/HDL (-17% e –29,3% rispettivamente) e aumentavano il colesterolo HDL (+16,5 e +29,3% rispettivamente). Nel gruppo placebo vi sono stati 1 caso di infarto miocardico, 2 di crisi ipertensiva e 1 di intervento chirurgico urgente), mentre nel gruppo policosanoli non sono stati registrati effetti avversi rilevanti. La tollerabilità dei policosanoli è stata ottima (4).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli su pazienti anziani con ipercolesterolemia tipo 2 e con un elevato rischio aterosclerotico. Sono stati arruolati 179 pazienti, che ricevevano per os un placebo o i policosanoli alle dosi di 5 mg/die per 3 mesi e di 10 mg/die per altri 3 mesi. Si è visto che essi riducevano il colesterolo LDL in modo dose dipendente del 16,9% e del 24,4% rispettivamente, il colesterolo totale del 12,8% e del 16,8% rispettivamente e la ratio LDL/HDL del 19% e del 28% rispettivamente. Essi inoltre aumentavano il colesterolo HDL del 14,6% e del 29,1% rispettivamente. Inoltre i policosanoli, ma non il placebo, aumentavano in modo statisticamente significativo (p<0,01) la capacità cardiovascolare. In nessuno dei due gruppi sono stati registrati rilevanti effetti collaterali (5).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto sul colesterolo di una dose di 20 o di 40 mg/die di policosanoli. Sono stati arruolati 90 pazienti di entrambi i sessi affetti da ipercolesterolemia tipo 2, che ricevevano per os 20 o 40 mg/die di policosanoli per 6 mesi, valutando i comuni parametri lipemici pre terapia e al termine della stessa. Si è visto che 20 o 40 mg/die di policosanoli abbassavano il colesterolo LDL del 27,4 % e del 28,1%, il colesterolo totale del 15,6% e del 17,3% e la ratio LDL/HDL del 37,2% e del 36,5% rispettivamente. L’aumento del colesterolo HDL era del 17% per entrambi i dosaggi. Il calo dei trigliceridi era del 12,7% con 20 mg/die e del 15,6% con 40 mg/die di policosanoli. Appare evidente che l’effetto di 20 mg/die di policosanoli è pressochè identico a quello di 40 mg/die di queste sostanze sui parametri lipemici, per cui l’effetto terapeutico ottimale si ottiene già con la dose più bassa. Con nessuna delle due dosi si sono manifestati rilevanti effetti collaterali (6).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli in pazienti con ipercolesterolemia tipo 2 e ipertensione arteriosa, ma senza storia clinica di cardiopatia ischemica e/o di cerebropatia vascolare su base ischemica. Sono stati arruolati 589 pazienti di entrambi i sessi, che ricevevano per os i policosanoli alle dosi di 5 mg/die per 6 mesi e di 10 mg/die per altri 6 mesi o un placebo. La valutazione era fatta controllando i parametri lipemici pre terapia, dopo 6 mesi e dopo 12 mesi. Si è visto che al termine della sperimentazione i policosanoli riducevano il colesterolo LDL del 20,5%, il colesterolo totale del 15,4%, i trigliceridi dell’11,9% e la ratio LDL/HDL del 22,2% e aumentavano il ccolesterolo HDL del 12,7%. L’incidenza di fatti vascolari ischemici è stata di 2 pazienti nel gruppo policosanoli e di 6 pazienti nel gruppo placebo. Di questi 6 pazienti 3 erano stati colpiti da infarto miocardico. I 2 pazienti del gruppo policosanoli erano stati colti da angina pectoris. Gli effetti collaterali registrati nel gruppo policosanoli interessavano il 9% dei pazienti ed erano rappresentati da moderati disturbi intestinali, mentre nel gruppo placebo il 17% dei soggetti aveva effetti collaterali di vario tipo. Lo studio ha anche dimostrato che i policosanoli riducevano significativamente la pressione arteriosa sistolica da 178 mm/Hg pre terapia a 160 mm/Hg al suo termine (7).
E’ stata fatta una metanalisi (Febbraio 2002) per valutare la letteratura clinica dei policosanoli. Si può dire che a dosi comprese tra 10 e 20 mg/die essi riducono il colesterolo totale tra il 17 e il 21%, il colesterolo LDL tra il 21 e il 29% e aumentano il colesterolo HDL tra l’8 e il 15%. Una dose giornaliera di 10 mg. di policosanoli ha all’incirca la stessa efficacia di riduzione del colesterolo LDL di una pari dose di simvastatina o di pravastatina. I trigliceridi sono meno influenzati dai policosanoli. Questi ultimi sembrano essere molto ben tollerati, come dimostrano almeno 2 studi a lungo termine con dosaggi pieni di queste sostanze. Studi su animali indicano che i policosanoli incrementano il catabolismo del colesterolo LDL, probabilmente aumentando il numero di recettori per il colesterolo LDL a livello epatico. Essi inoltre inibiscono notevolmente la sintesi dell’enzima HmgCoA reduttasi, ma assai poco la sua attività una volta sintetizzato. Inoltre i policosanoli riducono la proliferazione delle cellule muscolari lisce della parete vasale, l’aggregazione piastrinica e la perossidazione delle LDL. Mancano ancora dati clinici inerenti il loro effetto sulla mortalità cardiovascolare di popolazioni trattate con queste sostanze (8).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto dei policosanoli e la loro tollerabilità nel trattamento ipolipemizzante prolungato di soggetti con diabete tipo II. Sono stati arruolati 239 pazienti ipercolesterolemici con diabete tipo II, che iniziavano una dieta ipolipemizzante per 5 settimane, al termine delle quali dovevano assumere per os 5 mg/die di policosanoli o un placebo per 2 anni. La valutazione era fatta misurando l’assetto lipidico completo ogni 12 mesi. Si è visto che dopo 1 anno i policosanoli riducevano il colesterolo LDL del 21,1%, il colesterolo totale del 17,5% e i trigliceridi del 16%, e aumentavano il colesterolo HDL del 10,7%. Al termine dello studio (2 anni) i policosanoli riducevano il colesterolo LDL del 29,5%, quello totale del 21,9% e i trigliceridi del 16,9%, e aumentavano il colesterolo HDL del 12,4%. Dei 239 pazienti iniziali 63 (43 placebo e 20 policosanoli) uscivano dallo studio. Di questi 35 (28 placebo e 7 policosanoli) per reazioni allergiche cutanee e 28 (26 placebo e 2 policosanoli) per eventi cardiovascolari acuti. I policosanoli non modificavano la glicemia, ma riducevano lievemente la pressione arteriosa sia sistolica sia diastolica, anche se non in modo statisticamente significativo. Lo studio afferma che i policosanoli sono efficaci e ben tollerati per combattere l’ipercolesterolemia nel paziente diabetico tipo II (32).
Una metanalisi ha voluto paragonare gli effetti sul colesterolo LDL degli steroli e stanoli vegetali a quelli dei policosanoli cubani (PPG). Sono stati selezionati 52 studi controllati di accettabile livello di scientificità, che hanno coinvolto in tutto 4596 pazienti ipercolesterolemici. I risultati dei 23 studi relativi agli steroli/stanoli pubblicati (893 pazienti totali) indicano un calo del colesterolo LDL dell’11% alla dose media di 3,4 g/die, mentre i risultati dei 29 studi relativi ai policosanoli pubblicati (1528 pazienti totali) indicano un calo del colesterolo LDL del 23,7% alla dose media di 12 mg/die. Questi studi indicano quindi che i policosanoli riducono il colesterolo LDL in modo migliore rispetto agli steroli/stanoli, e che sono anche più efficaci di questi ultimi nel ridurre il colesterolo totale e i trigliceridi e nell’aumentare il colesterolo HDL. I policosanoli erano anche nettamente superiori agli steroli/stanoli nel ridurre la ratio LDL:HDL. La percentuale di pazienti usciti dagli studi per insorgenza di effetti avversi rilevanti era dello 0,84% per gli steroli/stanoli e dello 0,86% per i policosanoli. In conclusione la metanalisi conferma che entrambe le sostanze testate sono efficaci e ben tollerate nel combattere l’ipercolesterolemia e sancisce che i policosanoli cubani (PPG) sono superiori agli steroli/stanoli come efficacia e analoghi ad essi come tollerabilità (34).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto sull’assetto lipidico di pazienti con ipercolesterolemia tipo II della combinazioni policosanolo + olio di pesce. Sono stati arruolati 90 pazienti, che venivano messi a dieta ipolipidica per 5 settimane e poi ricevevano per os olio di pesce 2 g/die da solo (gruppo 1) oppure olio di pesce 2g/die + policosanolo 5 mg/die (gruppo 2) oppure olio di pesce 2g/die + policosanolo 10 mg/die (gruppo 3) per 2 mesi. Si misuravano i livelli plasmatici di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi pre e post terapia. Si è visto che nei pazienti del gruppo 2 il calo del colesterolo LDL era del 21% e in quelli del gruppo 3 del 24,4% (per entrambi p<0,0001), mentre in quelli del gruppo 1 non era statisticamente significativo. Per quanto riguarda i trigliceridi essi calavano del 14,4% nel gruppo 1 (p<0,05), del 13,6% nel gruppo 2 (p<0,05) e del 14,7% nel gruppo 3 (p<0,01). Il colesterolo totale scendeva del 12,7% nel gruppo 2 (p<0,01) e del 15,3% nel gruppo 3 (p<0,001) ma non si modificava nel gruppo 1. Il colesterolo HDL aumentava del 14,4% nel gruppo 2 (p<0,001) e del 15,5% nel gruppo 3 (p<0,001) ma non si modificava nel gruppo 1. Quattro pazienti, due del gruppo 1 e due del gruppo 3 sono usciti dallo studio a causa di eventi avversi quali nausea, cefalea e dolore toracico precordiale. Lo studio indica che la combinazione policosanolo + olio di pesce mantiene gli effetti ipocolesterolemizzanti del policosanolo e aggiunge gli effetti ipotrigliceridemizzanti dell’olio di pesce con una tollerabilità molto buona (36).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto del policosanolo Octa 60 sull’assetto lipidico di pazienti con ipercolesterolemia familiare di tipo eterozigote. Sono stati arruolati 19 pazienti, che ricevevano per os 20 mg/die di Octa 60 o un placebo per 1 anno, con disegno di tipo crossover. Si misurava l’assetti lipidico completo pre e post terapia. Al termine dello studio non si notavano differenze statisticamente significative nei livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi nei due gruppi esaminati. Non sono stati osservati effetti avversi degni di nota. Lo studio indica che 20 mg/die di Octa 60 non modificano in modo significativo l’assetto lipidico in pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare di tipo eterozigote (38).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del policosanolo da canna da zucchero in soggetti adulti con ipercolesterolemia moderata. Sono stati arruolati 40 pazienti moderatamente ipercolesterolemici, che ricevevano per os 20 mg/die di policosanolo o un placebo per 2 mesi. Si valutavano i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL, trigliceridi e proteina C reattiva pre e post trattamento. Non sono state notate differenze statisticamente significative nei livelli di colesterolo LDL, colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi e proteina C reattiva tra il gruppo verum e quello placebo al termine dello studio. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota. Lo studio indica che il policosanolo non ha modificato l’assetto lipidico in modo significativo rispetto al placebo nei soggetti studiati (39).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del PPG cubano sull’assetto lipidico in 21 volontari sani moderatamente ipercolesterolemici, che ne assumevano 10 mg/die incorporati in una margarina come snack pomeridiano per 28 giorni versus placebo. Si effettuavano prelievi di sangue dopo 1, 2, 28 e 29 giorni per misurare i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi. Si è visto che al termine dello studio nessuno dei parametri esaminati differiva in modo significativo tra i gruppi verum e placebo, per cui lo studio mette in dubbio l’efficacia del PPG nel ridurre il colesterolo (40).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’azione ipocolesterolemizzante del policosanolo da canna da zucchero. Sono stati arruolati 68 pazienti ipercolesterolemici, che ricevevano per os 20 mg/die di policosanolo o un placebo per 2 mesi, misurando l’assetto lipidico pre e post terapia. Tutti i soggetti seguivano una dieta normocalorica. Al termine dello studio i valori di colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi non differivano in modo statisticamente significativo tra i due gruppi. Lo studio indica che 20 mg/die di policosanolo da canna da zucchero non abbassano il colesterolo in modo significativo rispetto al placebo (44).
Studi clinici versus statine:
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli in pazienti con livelli di colesterolo LDL superiore a 160 mg/dl. Sono stati arruolati 105 pazienti, che ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o 20 mg/die di lovastatina o 10 mg/die di simvastatina o un placebo per 6 mesi. La valutazione era fatta misurando il colesterolo totale, il colesterolo LDL, il colesterolo HDL e i trigliceridi pre e post terapia. Al termine dello studio il colesterolo LDL si riduceva del 24% nel gruppo policosanoli, del 22% nel gruppo lovastatina e del 15% nel gruppo simvastatina. Il colesterolo HDL aumentava del 6,8% nel gruppo policosanoli e in modo quasi inapparente negli altri gruppi. In nessun gruppo sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (9).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli e della lovastatina sulla colesterolemia in 53 pazienti con ipercolesterolemia e diabete mellito tipo 2. Essi dovevano seguire una dieta ipolipidica per 6 settimane, dopodichè ricevevano per os 10 mg di policosanoli o 20 mg. di lovastatina per 3 mesi. La valutazione era fatta misurando il colesterolo totale, il colesterolo LDL, la ratio LDL/HDL e il colesterolo HDL pre terapia e al termine della stessa. I policosanoli riducevano il colesterolo totale del 14,2%, quello LDL del 20,4% e la ratio LDL/HDL del 23,7% e aumentavano il colesterolo HDL del 7,5%. La Lovastatina riduceva il colesterolo totale del 14%, quello LDL del 16,8% e la ratio LDL/HDL del 14,9 e incrementava il colesterolo HDL del 2%. I pazienti del gruppo lovastatina mostravano un certo aumento delle transaminasi e della creatin fosfochinasi, che non si notava nei soggetti del gruppo policosanoli. In entrambi i gruppi non sono stati notati effetti collaterali degni di nota. Questo studio indica che i policosanoli sono più efficaci della lovastatina nella terapia dell’ipercolesterolemia tipo 2 in pazienti diabetici (10).
Uno studio clinico in doppio cieco ha valutato l’effetto dei policosanoli e della pravastatina in pazienti con ipercolesterolemia tipo 2 e con elevato rischio coronarico per quanto riguarda la colesterolemia, l’endotelemia e l’aggregazione piastrinica. Sono stati arruolati 50 pazienti di entrambi i sessi, che ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o di pravastatina per 2 mesi, con valutazione di colesterolo totale, colesterolo LDL, ratio LDL/HDL,colesterolo HDL, aggregazione piastrinica spontanea, aggregazione piastrinica indotta da acido arachidonico e da collageno e endotelemia pre terapia e al termine della stessa. Si è visto che i policosanoli riducevano il colesterolo totale del 13,9%, il colesterolo LDL del 19,3%, la ratio LDL/HDL del 28,3% e aumentavano il colesterolo HDL del 18,4%. Essi inoltre riducevano l’aggregazione piastrinica indotta dal collageno del 16,6% e dall’acido arachidonico del 69,5% e l’endotelemia in modo decisamente significativo (p<0,0001). La pravastatina abbassava il colesterolo totale dell’11,8%, quello LDL del 15,6% e la ratio LDL/HDL del 18,9% e aumentava di poco (+2,3%) il colesterolo HDL. Inoltre essa inibiva solo l’aggregazione piastrinica indotta dall’acido arachidonico e non quella provocata dal collageno. Anche il suo effetto sull’endotelemia, pur se significativo (p<0,001) era inferiore a quello causato dai policosanoli. Nei soggetti del gruppo pravastatina si osservava un aumento dei livelli delle transaminasi, ma sempre entro i limiti della norma. Due pazienti del gruppo pravastatina sono usciti dallo studio, uno per l’insorgenza di infarto miocardico e l’altro per il verificarsi di ittero. Nessun paziente del gruppo policosanoli è uscito dallo studio.Questo lavoro ha dimostrato che i policosanoli sono più efficaci della pravastatina nel ridurre il colesterolo, l’aggregazione piastrinica e l’endotelemia in pazienti con ipercolesterolemia tipo 2 (11).
Uno studio clinico ha paragonato l’efficacia e la tollerabilità dei policosanoli versus quelle dell’atorvastatina in pazienti con ipercolesterolemia tipo II. Sono stati arruolati 75 pazienti di età compresa tra i 60 e gli 80 anni, che erano messi a una dieta ipocolesterolemizzante per 4 settimane. Al termine di questo periodo essi ricevevano per os 10 mg. di policosanoli o di atorvastatina per 2 mesi. La valutazione era fatta controllando colesterolo totale, colesterolo LDL-C, colesterolo HDL, ratio LDL-C/HDL e ratio colesterolo totale/HDL e trigliceridi pre e post terapia. Al termine della sperimentazione si è visto che i policosanoli abbassavano l’LDL-C del 23,1% e l’atorvastatina del 29,8%, il colesterolo totale del 16,4% e l’atorvastatina del 22,6%, la ratio LDL-C/HDL del 25,5% e l’atorvastatina 26,2%, la ratio colesterolo totale/HDL del 19,3% e l’atorvastatina del 19,8%, i trigliceridi del 15,4% e l’atorvastatina del 15,5%. I policosanoli, ma non l’atorvastatina, aumentavano i livelli del colesterolo HDL del 5,3%. Entrambi i trattamenti sono stati ben tollerati, ma al termine del trattamento l’atorvastatina aumentava in modo significativo (p<0,05) i livelli plasmatici della creatin-fosfochinasi (CPK) e della creatinina senza modificare quelli delle transaminasi, mentre i policosanoli riducevano i livelli della CPK e delle transaminasi. Tre pazienti del gruppo atorvastatina hanno interrotto lo studio per insorgenza di crampi muscolari, epigastralgie e dolori addominali, mentre nessun paziente del gruppo policosanoli è uscito dallo studio. I risultati di questo studio dimostrano che i policosanoli sono significativamente meno efficaci dell’atorvastatina in pazinti con ipercolesterolemia di tipo II, ma sono capaci di aumentare il colesterolo HDL e hanno una tollerabilità molto migliore di quella del farmaco suddetto (12).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del PPG cubano da solo e come aggiunta all’atorvastatina. Sono stati arruolati 99 pazienti ipercolesterolemici, con livelli di colesterolo LDL compresi tra 140 e 189 mg/dl, che dovevano assumere per os 20 mg/die di PPG o 20 mg/die di atorvastatina o la combinazione di queste due sostanze o un placebo per 3 mesi. Si misuravano i seguenti parametri: colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi pre e post terapia. Al termine dello studio si è visto che l’atorvastatina riduceva il colesterolo LDL del 35% e il colesterolo totale del 27%, mentre l’effetto del policosanolo su questi parametri non differiva significativamente da quello mostrato dal placebo. L’aggiunta del PPG all’atorvastatina non ne aumentava l’azione ipocolesterolemizzante. Il PPG non ha causato alcun effetto collaterale. Lo studio indica che il PPG non è efficace nel ridurre il colesterolo (41).
Azione antiaggregante piastrinica: Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli sull’aggregazione piastrinica paragonato a quello dell’acido acetilsalicilico. Sono stati arruolati 43 volontari sani, cui venivano somministrati i policosanoli alla dose di 20 mg/die o l’acido acetilsalicilico alla dose di 100 mg/die o la combinazione dei due o un placebo per 7 giorni. La valutazione era fatta misurando l’aggregazione piastrinica spontanea, quella indotta da alcune sostanze e il tempo di coagulazione. I policosanoli da soli riducevano l’aggregazione piastrinica indotta dal collageno (-40,4%), dall’epinefrina (-32,6%), e dall’ADP (-37,3%). Risultati simili si notavano per l’acido acetilsalicilico, ma quest’ultimo nonn modificava l’aggregazione indotta da ADP. La terapia combinata otteneva le migliori percentuali di inibizione (collageno –71,3%, epinefrina –57,5% e ADP –37,3%). Il tempo di coagulazione non si modificava apprezzabilmente. Questo studio dimostra che la combinazione tra i policosanoli e l’acido acetilsalicico è più efficace di quest’ultimo da solo nel ridurre l’aggregazione piastrinica (13).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli sull’aggregazione piastrinica in pazienti con ipercolesterolemia tipo 2. Essi ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o un placebo per 30 giorni. La valutazione era fatta valutando l’aggregazione indotta dall’acido arachidonico, dal collageno e dall’ADP. Si è visto che i policosanoli inibivano significativamente l’aggregazione piastrinica indotta da tutte queste sostanze. Un solo paziente ha abbandonato lo studio per l’insorgenza di artralgia (14).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli sull’aggregazione piastrinica in soggetti sani e in pazienti con ipercolesterolemia tipo 2. Sono stati arruolati 20 volontari sani e 20 pazienti con ipercolesterolemia tipo 2, che ricevevano per os i policosanoli alle dosi di 20 o di 40 mg/die o un placebo per 30 giorni, valutando l’aggregazione piastrinica indotta da acido arachidonico, collageno e ADP pre terapia e al termine della stessa. Nei soggetti sani i policosanoli inibivano l’aggregazione piastrinica indotta dall’acido arachidonico del 28%, quella causata dal collageno del 21% e quella provocata dall’ADP del 30%. Risultati simili si osservavano nei pazienti ipercolesterolemici. Si osservavano anche cospicue riduzioni del colesterolo totale (-12,3%) e del colesterolo LDL (-16%) e un aumento significativo del colesterolo HDL (+5%). In tutti i parametri esaminati l’effetto di 20 mg/die di policosanoli era simile a quello di 40 mg/die di queste sostanze (15).
Azione cardioprotettiva: a un gruppo di ratti veniva provocata necrosi miocardica tramite iniezione sottocutanea di isoprenalina. Quando gli animali erano pretrattati con policosanoli a dosi comprese tra 5 e 25 mg/kg/die si notava una significativa riduzione delle dimensioni dell’area infartuata e dell’infiltrazione in essa dei polimorfonucleati e dei mastociti. Questo effetto protettivo era nettamente maggiore per i policosanoli che per l’acido acetilsalicilico.
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto dei policosanoli sulla proliferazione della tunica muscolare dell’arteria carotide. Il vaso suddetto veniva ristretto artificialmente tramite un collare siliconico per 15 giorni, il che provocava un netto incremento della formazione di neointima e della proliferazione delle cellule muscolari della parete vasale. Gli animali erano divisi in tre gruppi che ricevevano, dall’inizio del piazzamento del collare, i policosanoli alle dosi di 5 o di 25 mg/kg/die o un placebo per tutta la durata dell’esperimento. A quindicesimo giorno i ratti venivano sacrificati e l’arteria carotide accuratamente esaminata tramite microscopia ottica, microscopia elettronica e studi immunoistochimici. Si è notato che in entrambi i gruppi trattati coi policosanoli la formazione di neointima e la proliferazione delle cellule muscolari parietali erano significativamente ridotte rispetto agli animali del gruppo placebo (16).
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto dei policosanoli e della lovastatina sulle lesioni indotte sperimentalmente tramite collare siliconico arterioso nell’arteria carotide del ratto. Gli animali erano operati per posizionare il collare arterioso e, a distanza di 15 giorni dall’intervento, ricevevano per os 5 o 25 mg/kg/die di policosanoli o 20 mg/kg/die di lovastatina per 15 giorni. Al termine di tale periodo essi venivano sacrificati e l’arteria danneggiata esaminata al microscopio elettronico. Si è visto che i policosanoli riducevano la formazione di neointima in modo superiore rispetto alla lovastatina. Anche la proliferazione delle cellule muscolari della parete, studiata con metodo immunoistochimico, era ridotta dai policosanoli in modo significativo e maggiore rispetto alla lovastatina. Lo studio ha dimostrato che i policosanoli sono più efficaci della lovastatina nel ridurre il rimaneggiamento vasale conseguente al posizionamento del collare siliconico arterioso nel ratto (17).
Uno studio nel macaco ha indagato se il policosanolo fosse capace di ostacolare i meccanismi che stanno alla base delle lesioni aterosclerotiche come la presenza dei macrofagi e la localizzazione delle ApoA-1 e ApoB nella parete dell’aorta. Gli animali ricevevano una dieta iperproteica e ricevevano il policosanolo alle dosi di 2,5 o di 25 mg/kg/die o un placebo per 54 settimane. Al termine della sperimentazione si è visto che il policosanolo riduceva la presenza dei macrofagi e la localizzazione dell’ApoB e aumentava la localizzazione dell’ApoA-1 nelle lesioni aterosclerotiche. Lo studio indica che il policosanolo può influire positivamente sulla composizione e sulla stabilità delle placche aterosclerotiche, il che concorre a spiegare la sua azione protettiva a livello cardiovascolare (37).
Uno studio nel ratto ha valutato se il policosanolo potesse prevenire il danno endoteliale e l’aumento dello spessore della parete arteriosa in vasi arteriosi danneggiati con una forcina. Si utilizzava l’arteria centrale dell’orecchio danneggiandola con la forcina per 8 volte, dpodiche si somministrava agli animali il policosanolo per os alle dosi di 5 o di 25 mg/kg o l’acido acetilsalicilico alla dose di 8 mg/kg per 1 mese. Si esaminavano poi i vasi danneggiati col microscopio ottico e con quello elettronico per valutare gli effetti delle sostanze somministrate. Nei ratti di controllo l’endotelio appariva seriamente danneggiato, con adesione delle piastrine alle zone lesionate e proliferazione delle cellule muscolari lisce della parete. Il policosanolo a entrambe le dosi riduceva significativamente l’adesione delle piastrine all’endotelio e la proliferazione delle cellule muscolari lisce parietali. Lo studio indica che il policosanolo può ridurre il danno endoteliale e l’ipertrofia parietale dei vasi arteriosi nel ratto (42).
Studi clinici:
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli sull’evoluzione clinica e sull’ECG da sforzo dell’ischemia miocardica. Sono stati arruolati 45 pazienti, che ricevevano i seguenti trattamenti: 15 solo policosanoli alla dose di 5 mg due volte al giorno, 15 la stessa dose di policosanoli abbinata a 125 mg di acido acetilsalicilico e 15 un placebo per 20 mesi. La valutazione era fatta pre e post terapia monitorando l’ECG basale, quello sotto sforzo e i livelli plasmatici di colesterolo, colesterolo LDL e colesterolo HDL. Si è notato che i pazienti dei due gruppi verum avevano un miglioramento della capacità funzionale del cuore, un decremento dell’angina a riposo e sotto sforzo e una tendenza alla normalizzazione del tratto ST dell’elettrocardiogramma. Quest’ultimo reperto era particolarmente evidente nei pazienti trattati con i policosanoli e l’acido acetilsalicilico. In particolare nei pazienti dei due gruppi verum vi era un significativo aumento del consumo di ossigeno e della capacità funzionale aerobica del cuore, accompagnati da un netto calo del colesterolo totale e del colesterolo LDL e da un aumento del colesterolo HDL. Questo studio dimostra che i policosanoli sono capaci di provocare un miglioramento dell’ischemia miocardica basale e sotto sforzo, e che questo fatto si verifica soprattutto nei pazienti trattati con aspirina e policosanoli assieme (18).
E’ stato fatto uno studio clinico per valutare l’effetto dei policosanoli in pazienti affetti da claudicatio intermittens. Sono stati arruolati 62 pazienti, che ricevevano per os 20 mg/die di policosanoli o un placebo per 6 mesi. La valutazione era fatta misurando la distanza percorsa prima dell’insorgenza della claudicatio. Si è notato che i pazienti del gruppo verum passavano da un valore pre terapia di 133 m a uno post terapia di 205 m. mentre nel gruppo placebo i valori pre e post trattamento non differivano significativamente tra loro. I pazienti del gruppo verum avevano anche un’evidente riduzione della sintomatologia. 3 soggetti del gruppo verum e 7 soggetti del gruppo placebo hanno avuto effetti collaterali di vario tipo. Nessuno di questi è stato così grave da causare l’uscita dalla sperimentazione nel gruppo verum, mentre nel gruppo placebo 5 dei 7 pazienti con effetti collaterali hanno abbandonato lo studio (19).
Uno studio clinico ha valutato l’effetto dei policosanoli in pazienti affetti da claudicatio intermittens. Sono stati arruolati 65 pazienti con claudicatio, che ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o un placebo per un periodo di 2 anni. La valutazione dei risultati era fatta misurando la distanza di marcia ai tempi 0, 6 mesi, 12 mesi, 18 mesi e 24 mesi. Dopo 6 mesi i policosanoli allungavano la distanza di marcia da 125,9 m. a 201,1 m. Tali risultati miglioravano progressivamente nel tempo, tanto che dopo 24 mesi la distanza di marcia era pari a 333,5 m. nel gruppo policosanoli e a 137,5 m. nel gruppo placebo. Questi risultati si accompagnavano ad un cospicuo miglioramento della sintomatologia clinica dei pazienti. Nel gruppo placebo 8 pazienti sono stati colpiti da fatti cardiovascolari, che non hanno interessato alcun soggetto appartenente al gruppo policosanoli. 3 pazienti di entrambi i gruppi hanno accusato lievi effetti collaterali, ma non sono usciti dalla sperimentazione. Questo studio conferma sia l’efficacia sia la tollerabilità dei policosanoli in pazienti affetti da claudicatio intermittens (20).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dei policosanoli versus lovastatina in pazienti con claudicatio intermittens di media gravità. Sono stati arruolati 28 pazienti, che alla velocità media di 3,2 km/h e alla temperatura ambientale di 25°C percorrevano in media 160,39 m. prima di doversi fermare per insorgenza di claudicatio. Essi ricevevano per os 10 mg/die di policosanoli o 20 mg/die di lovastatina per 5 mesi. Al termine della sperimentazione si misurava nuovamente, nelle stesse condizioni, la distanza percorsa. Si è visto che nei pazienti del gruppo policosanoli la distanza percorsa era significativamente aumentata da 160,39 m. a 211,31 m (p<0,01), mentre nel gruppo lovastatina i risultati non differivano da quelli ottenuti pre terapia. Inoltre i policosanoli riducevano in modo significativo (p<0,001) il colesterolo totale del 17,5% e quello LDL del 31% e aumentavano il colesterolo HDL del 3,1%, mentre la lovastatina riduceva il colesterolo totale del 18%, quello LDL del 22,6 e aumentava il colesterolo HDL del 3,0%. I policosanoli, ma non la lovastatina, riducevano in modo significativo (p<0,05) i livelli di fibrinogeno. 1 paziente del gruppo lovastatina è deceduto durante lo studio per infarto miocardico, e 5 pazienti dello stesso gruppo hanno avuto eventi avversi di vario tipo. Nessun paziente del gruppo policosanoli ha riportato effetti collaterali degni di nota (21).
Uno studio clinico ha indagato l’effetto dei policosanoli e della ticlopidina in pazienti affetti da claudicatio intermittens. Sono stati arruolati 28 pazienti, che assumevano 20 mg/die di policosanoli o 250 mg/die di ticlopidina per 20 settimane. Si misurava la distanza di marcia fino all’insorgenza del dolore facendo camminare i pazienti su un tappeto rotante alla velocità di 3 km/h pre e post terapia. Al termine dello studio i policosanoli aumentavano la distanza di marcia da 162,1 m. a 273,2 m (p<0,01) e laticlopidina da 166,2 m. a 266,3 m. Le differenze tra i due gruppi non erano statisticamente significative. I policosanoli abbassavano in modo significativo il colesterolo LDL (p<0,01), quello totale (p<0,01) e la ratio HDL/LDL (p<0,01) e aumentavano il colesterolo HDL (p<0,01), mentre la ticlopidina non aveva effetti sull’assetto lipidico. I policosanoli causavano un modesto ma significativo (p<0,05) decremento dei livelli di fibrinogeno, che non si notava nei soggetti del gruppo ticlopidina. 6 pazienti del gruppo ticlopidina abbandonavano lo studio, 3 per dolori addominali con diarrea, 2 per disturbi gastrici e 1 per la comparsa di angina instabile. 1 solo paziente del gruppo policosanoli è uscito dallo studio per la comparsa di un rash cutaneo. Lo studio conclude dicendo che i policosanoli sono sovrapponibili alla ticlopidina per quanto riguarda l’effetto sul prolungamento della distanza di marcia e superiori a questa perchè riducono in modo significativo l’assetto lipidico e il fibrinogeno in pazienti con claudicatio intermittens (33).
Uno studio nell’uomo ha valutato l’effetto dei policosanoli sull’ossidazione delle LDL. Sono stati arruolati 69 volontari sani, che ricevevano 5 o 10 mg/die di policosanoli o un placebo per 8 settimane, al termine delle quali veniva fatto un prelievo di sangue per isolare le LDL. Esse erano sottoposte alla perossidazione tramite ioni rame o, in modo più fisiologico, all’ossidazione mediata dai macrofagi, con valutazione dei livelli di dieni coniugati. Si è visto che i policosanoli inibivano in modo significativo la generazione dei dieni coniugati e l’ossidazione mediata dai macrofagi, come evidenziato dal calo dei livelli di acido tiobarbiturico. I policosanoli riducevano anche in modo evidente i livelli di malondialdeide. Questi risultati indicano che i policosanoli inibiscono in modo significativo l’ossidazione delle LDL nell’uomo (22).
Indicazioni: dislipidemie, prevenzione della malattia aterosclerotica.
Azione prevalente: ipocolesterolemizzante, antiaterosclerotica.
Altre azioni: antiaggregante piastrinica, cardio-vasoprotettiva.
EFFETTI COLLATERALI: nessuno conosciuto.
CONTROINDICAZIONI: nessuna conosciuta.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: Uno studio nell’uomo ha valutato l’eventuale interazione tra i policosanoli e il warfarin. Si è visto che essi non modificano il tempo di sanguinamento in soggetti trattati col warfarin, anche se l’utilizzo contemporaneo delle due sostanze provoca un lieve ma non significativo allungamento del tempo di sanguinamento. I policosanoli non modificano la riduzione del peso del trombo indotta dal warfarin.
DATI TOSSICOLOGICI: uno studio nel ratto ha valutato la tossicologia dei policosanoli. Essi erano somministrati per os a dosi comprese tra 5 e 500 mg/kg/die per 12 mesi. Non sono stati osservati effetti tossici di alcun tipo.
Uno studio nel ratto ha valutato gli effetti dei policosanoli a dosi di 5, 50 e 500 mg/kg/die sul concepimento e sulla gestazione successiva. Non sono stati notati effetti negativi sul numero di concepimenti e sul decorso delle gravidanze conseguenti. I nati da queste gravidanze erano sovrapponibili a quelli nati dai ratti trattati col placebo.
E’ stato fatto uno studio nel ratto per valutare la carcinogenicità dei policosanoli. Gli animali ricevevano per os 50 mg/kg/die o 500 mg/kg/die di policosanoli per os per 24 mesi, al termine dei quali essi venivano sacrificati e i loro organi esaminati. Non sono state notate alterazioni di sorta, e gli organi degli animali trattati erano sovrapponibili a quelli del gruppo placebo. Così pure l’incidenza di neoplasie.
Uno studio di post marketing surveillance ha indagato la tollerabilità dei policosanoli in pazienti anziani. Sono stati inclusi nello studio tutti i pazienti di età superiore ai 60 anni trattati con policosanolo, per un totale di 2252 pazienti (1306 donne e 946 uomini). Di questi 1485 erano ipercolesterolemici (65,9%), 1322 erano ipertesi (58,7%) e 323 erano diabetici (14,3%). 647 pazienti erano coronaropatici (28,7%), 244 avevano un’insufficienza cerebrovascolare senile (10,8%) e 173 soffrivano di arteriopatia obliterante degli arti inferiori (7,7%). Il dosaggio di policosanolo somministrato in questi studi variava da 5 a 20 mg/die, con la maggioranza degli studi fatti col dosaggio di 10 mg in monosomministrazione serale. La durata del trattamento oscillava tra i 6 e i 36 mesi. Solo 31 pazienti sul totale (1,4%) hanno avuto eventi avversi rilevanti e 18 sono deceduti durante gli studi. Di questi ultimi 4 sono morti per infarto miocardico, 1 per arresto cardiaco, 2 per aritmia ventricolare, 1 per embolia polmonare, 5 per neoplasie, 1 per peritonite, 1 per edema polmonare e 1 per disidratazione. 21 pazienti hanno volontariamente interrotto il trattamento prematuramente (0,9%) per eventi avversi rilevanti. Lo studio dimostra l’ottima tollerabilità di policosanolo anche nel paziente anziano (35).
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