società italiana di medicina naturale simn.org
  chi siamo obiettivi strategie dove siamo per contattarci esperto risponde  
cos'è la fitoterapia
a cosa serve
glossario
news
link
area medici
area farmacisti
corsi
 

Schede piante >> PYGEUM AFRICANUM (sinonimo PRUNUS AFRICANA) (Pigeo)

Data ultima revisione 31-01-2007

FAMIGLIA: Rosaceae.

HABITAT: albero di taglia medio-grande tipico delle foreste africane, soprattutto nelle zone con abbondanti precipitazioni.

PARTE USATA: la corteccia.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: estratto lipido-sterolico, la cui posologia giornaliera va da 1 a 1,4 mg./kg, da assumere in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti..

COMPOSIZIONE CHIMICA: ha un’abbondante frazione lipidica con acidi grassi C12-C24, dei fitosteroli, degli acidi triterpenici pentaciclici e degli alcanoli lineari, che sembrano esistere soprattutto sotto forma di esteri dell'acido ferulico. Sono state identificate anche due acetogenine lineari, il nonacosano e l'entriacontano. Sono stati identificati anche il glucopiranosil estere dell'acido benzoico, il beta-D-glucopiranoside dell'alcool difenil metilico, il lignano isolariciresinolo-9-idrossi-7,8-dimetil etere e delle proantocianidine dimere e trimere.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

Azione sulla prostata: questa droga viene usata comunemente in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, dove mostra azione antiflogistica e di inibizione dell’iper-reattività vescicale. Recentemente è stato dimostrato che nell’ipertrofia prostatica benigna vi è un’infiltrazione di cellule infiammatorie nella prostata alcune delle quali, soprattutto i macrofagi, producono mediatori chemiotattici come i leucotrieni attraverso la cascata dell’acido arachidonico. A tale proposito si è visto che l’incubazione in vitro di cellule polimorfonucleate umane stimolate con calcio ionoforo A23187 con l’estratto lipido-sterolico del pygeum a concentrazioni di 3 microgrammi/l. provoca spiccata inibizione della loro formazione di mediatori flogogeni. Questo effetto è dovuto ad inibizione della 5 lipo-ossigenasi.
Il pygeum africanum è un inibitore della proliferazione dei fibroblasti prostatici di ratto in vitro indotta da attivatori della protein chinasi C, che è un importante fattore per la moltiplicazione di queste cellule. Ciò potrebbe significare che una parte dell’azione antiprostatica di questa droga sia dovuta all’inibizione di fattori di crescita responsabili dell’ipersviluppo della ghiandola prostatica anche nell’uomo.
Inoltre sembra anche che questa droga aumenti l’elasticità della parete vescicale, stimoli la secrezione prostatica e riduca, seppure moderatamente, i livelli plasmatici di LH e di testosterone ma senza evidenziare alcun effetto di tipo estrogenico o androgenico.
E' noto che in pazienti affetti da iperplasia prostatica i livelli di prostaglandine E 2 ed E 2alfa nel siero e nel fluido prostatico sono nettamente maggiori rispetto a quelli dei soggetti sani. Il trattamento di questi pazienti con 30 mg/die di beta-sitosterolo per os per 3 mesi riduceva il livello di queste prostaglandine a valori prossimi a quelli fisiologici.
E' stato fatto uno studio col microscopio elettronico per valutare gli effetti dell'estratto secco di Pygeum  alla dose di 2 mg/kg/die dato al ratto per os per 50 giorni sull'istologia dell'epitelio prostatico e della ghiandola bulbouretrale. Esso ha confermato il ripristino dei processi secretori della prostata e della ghiandola bulbouretrale, con netta inibizione dello sviluppo della popolazione fibroblastica in questi tessuti.
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto dell’estratto di pigeum sul flusso urinario, sulla frequenza della minzione e sul volume della prostata in animali stimolati col diidrotestosterone (DHT), che come noto stimola fortemente la proliferazione delle cellule prostatiche. I ratti ricevevano per 6 settimane l’estratto di pigeo e, all’inizio della sperimentazione , il DHT per via sottocutanea. Negli animali di controllo il DHT provocava un aumento della frequenza delle minzioni e una diminuzione del volume di ciascuna minzione, con un evidente aumento del volume e del peso della prostata. Questi elementi non si verificavano negli animali del gruppo pigeum. Lo studio dimostra che l’estratto di pigeum ostacola notevolmente l’effetto proliferante sulla prostata del DHT.
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto dell’estratto di pigeum sulla proliferazione di fibroblasti e di miofibroblasti prostatici umani tratti da pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Si è notato che la proliferazione di queste cellule indotta dal siero fetale di pecora, dal fibroblast growth factor e dall’epidermal growth factor era inibita in modo dose dipendente (da 5 a 100 microg/ml) dall’estratto di pigeum. Non si osservava alcuna citotossicità sulle cellule studiate dopo 24 ore di coltura. Lo studio indica che l’estratto di pigeum inibisce la proliferazione dei fibroblasti prostatici umani in vitro (15).

Studi clinici:
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto del Tadenan in pazienti affetti da ipertrofia prostatica o da prostatite. Sono stati arruolati 18 pazienti, che ricevevano per os 200 mg/die di Tadenan o un placebo per 2 mesi. Si misuravano i disturbi tipici dell’ipertrofia prostatica e gli eventuali disturbi dell’attività sessuale e si controllava la struttura e le dimensioni della prostata tramite ecografia per via transrettale pre e post terapia. Si controllavano anche i livelli plasmatici di LH, FSH, prolattina, 17 beta estradiolo e testosterone. Si è visto che i pazienti del gruppo verum mostravano un significativo miglioramento della sintomatologia, con una certa riduzione delle dimensioni della ghiandola alla valutazione ecografica. Non vi erano disturbi di alcun tipo dell’attività sessuale e non sono stati registrati effetti avversi degni di nota (6).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto di un preparato contenente 300 mg di estratto di ortica e 25 mg. di estratto di pygeum sui sintomi tipici dell’ipertrofia prostatica. Sono stati arruolati 134 pazienti, che ricevevano per os 2 capsule al giorno del preparato suddetto o un placebo per 2 mesi. Si misuravano il flusso urinario massimo, il residuo postminzionale e la nicturia pre e post terapia. Si è visto che i pazienti del gruppo verum mostravano un significativo miglioramento dei sintomi suddetti, in particolare riguardo alla nicturia (p<0,01). 5 pazienti, 2 nel gruppo placebo e 3 nel gruppo verum, hanno avuto lievi disturbi gastrointestinali, ma nessun paziente è uscito dallo studio a causa di questi disturbi (4).
Un altro studio clinico multicentrico in aperto versus placebo è stato condotto su 85 soggetti di età compresa tra i 50 e i 75 anni, con un International Prostate Symptom Score (IPSS) superiore o uguale a 12 e con un flusso urinario massimo pari o inferiore a 15 ml/min. Essi ricevevano per 2 mesi 100 mg/die per os di un estratto lipido-sterolico di pygeum africanum, dopodichè erano condotte le valutazioni di efficacia, e poi venivano lasciati passare altri 30 giorni prima di effettuare nuovamente le suddette valutazioni finali per valutare la persistenza dell'eventuale beneficio del trattamento. I parametri di efficacia erano costituiti dall’IPSS, dalla frequenza delle minzioni notturne, dal flusso urinario massimo, dal residuo vescicale post-minzionale e dal volume della prostata determinato ecograficamente. Al termine della sperimentazione l’IPSS era diminuito del 40% e la frequenza di minzioni notturne del 32%, mentre il miglioramento degli altri parametri era nettamente inferiore (circa del 20%) ma sempre statisticamente significativo. Solo il volume della prostata era diminuito in modo poco apprezzabile. Tali benefici si riscontravano pressochè immodificati anche dopo 30 giorni dalla fine del trattamento, indicando una buona persistenza dell’attività clinica. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (2).
Un altro studio clinico multicentrico in doppio cieco ha coinvolto 263 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, che ricevevano 100 mg/die per os di estratto lipido-sterolico di pygeum africanum per 2 mesi. I parametri di valutazione erano i seguenti: frequenza delle minzioni notturne, flusso urinario massimo, residuo vescicale postminzionale, controllati prima e al termine della terapia. Alla fine della sperimentazione la frequenza delle minzioni notturne era diminuita del 31% (p<0,001), con consensuale aumento del flusso urinario massimo del 20%. Il residuo vescicale postminzionale era diminuito di circa il 15%. Cinque pazienti hanno accusato disturbi gastrointestinali, tre dei quali hanno interrotto la sperimentazione (3).
Un altro studio clinico in doppio cieco ha valutato l'efficacia di 2 dosi diverse di estratto di Pygeum africanum in 219 pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna. Il gruppo A riceveva 50 mg. di estratto 2 volte al giorno per 2 mesi e il gruppo B 100 mg. di estratto una sola volta al giorno per 2 mesi, dopodichè entrambi i gruppi ricevevano 100 mg/die in unica somministrazione per 10 mesi. I criteri di valutazione adottati erano i seguenti: International Prostate symptom score (IPSS), Quality of life (QOL) e flusso urinario massimo. Dopo i primi 2 mesi della sperimentazione il miglioramento dell'IPSS era del 38% nel gruppo A e del 35% nel gruppo B, quello del QOL era del 28% in entrambi i gruppi e quello del flusso urinario massimo era del 16% nel gruppo A e del 19% in quello B. Al termine della sperimentazione i miglioramenti dei suddetti parametri erano ancora migliori rispetto ai precedenti e pressochè sovrapponibili in entrambi i due gruppi. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (7).
Recentemente è stato fatto un lavoro di metanalisi ad opera del Cochrane Collaboration Group, per valutare se l’estratto di Pygeum fosse migliore del placebo e paragonabile a quello dei farmaci nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna. Esso ha valutato 18 lavori clinici randomizzati in doppio cieco concernenti gli effetti clinici dell'estratto di Pygeum, con un totale di 1562 pazienti. Non sono stati trovati lavori clinici controllati che abbiano paragonato l’effetto del Pygeum a quello dei farmaci comunemente utilizzati nell’ipertrofia prostatica benigna. La durata media delle sperimentazioni era di 64 giorni, con riduzione della nicturia del 19% e del residuo vescicale postminzionale del 24% e con aumento del flusso urinario massimo del 23% rispetto al placebo. La percentuale di pazienti usciti dagli studi era del 12% nei gruppi verum e dell'11% in quelli placebo, il che significa che gli effetti collaterali di questa droga sono quasi identici a quelli provocati dal placebo. Gli effetti collaterali nel gruppo Pygeum sono stati molto lievi e paragonabili a quelli riscontrati nel gruppo placebo. Si può dire in sintesi che i lavori clinici sul pygeum hanno una durata breve e sono spesso stati condotti con metodiche diverse, con estratti diversi e con metodiche valutative talvolta differenti tra loro, ma indicano che questa droga è significativamente più efficace del placebo nell'alleviare i sintomi di pazienti con ipertrofia prostatica benigna. Sono necessari ulteriori studi clinici fatti con un unico tipo di estratto, per tempi più lunghi e con metodiche standardizzate per poter fare affermazioni più conclusive. Sono anche necessari studi clinici controllati che paragonino l’effetto del Pygeum a quello dei farmaci utili nell’ipertrofia prostatica benigna (9).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’efficacia e la tollerabilità del trattamento con anti-infiammatori non steroidei (NSAI) sulle conseguenze post-infiammatorie a livello della ghiandola prostatica, sulla citologia seminale e sui parametri di flogosi in pazienti con prostato-vescicolite amicrobica (PV). Sono stati arruolati 35 pazienti con PV, che ricevevano in modo intermittente farmaci NSAI per 3 mesi associati a: 1)estratto lipido sterolico di pigeum alla dose di 200 mg/die per 2 settimane al mese, 2)flavossato-propifenazone alla dose di 800 mg/die e Serratiopeptidasi alla dose di 20000UI per 2 settimane al mese. Si eseguiva una ecografia prostatica per via transrettale pre e post terapia.  Si è visto che vi era una riduzione del volume e dell’ipoecogenicità della prostata nel 51,4% dei pazienti, del diametro antero-posteriore della ghiandola nel 43,5%, dello spessore delle vescicole seminali nel 25% e dell’aspetto ecograficamente anomalo della ghiandola nel 51,4% dei pazienti. Non si notavano effetti significativi sull’ecogenicità della ghiandola, sulla congestione venosa periprostatica e sul diametro delle vescicole seminali. Lo studio indica che la suddetta terapia combinata può dare buoni risultati in pazienti affetti da prostato-vescicolite amicrobica prostato-vescicolite amicrobica (16).

Azione antiflogistica: un estratto di Pygeum alla dose di 400 mg/kg/die somministrato al ratto per sondino gastrico si è dimostrato capace di ridurre significativamente l'edema indotto dalla carragenina nella zampa di questo animale. Questa azione sembra dovuta ad interferenza con la 5-lipossigenasi, con conseguente minor formazione dei mediatori flogogeni catalizzati da questo enzima, in particolare del leucotriene B4. Inoltre i triterpeni pentaciclici presenti nel fitocomplesso di questa droga inibiscono l'attività della glucosiltransferasi, che è coinvolta nel catabolismo dei proteoglicani del tessuto connettivo perivascolare durante i processi infiammatori. Anche l'inibizione delle prostaglandine E 2 ed E 2alfa nel tessuto prostatico concorre a spiegare l'azione antiflogistica del Pygeum.
Un gruppo di ratti era diviso in tre sottogruppi: gruppo di controllo, gruppo trattato con bleomicina e gruppo trattato con estratto di pygeum. Dopo 15 giorni di trattamento venivano prelevati, dal fluido di lavaggio bronco-alveolare degli animali, macrofagi e leucociti neutrofili, valutando l’espressione nelle cellule suddette del fibroblast growth factor (FGF) e del transforming growth factor beta (TGF beta). Veniva anche rilevato il numero di cellule nel fluido prelevato. Si è visto che nel gruppo trattato col pygeum vi era un numero significativamente più basso (p<0,05) di neutrofili, che avevano anche una evidente riduzione dell’espressione del TGF beta ma non dell’FGF. E’ quindi possibile che una parte dell’azione antiflogistica del pygeum dipenda dalla sua capacità di ridurre il numero dei neutrofili e l’espressione in queste cellule del TGF beta.

Indicazioni principali: ipertrofia prostatica benigna.

Azione prevalente: antiprostatica.

EFFETTI  COLLATERALI: nessuno conosciuto

CONTROINDICAZIONI: nessuna conosciuta.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.

DATI TOSSICOLOGICI: non ci sono dati attendibili in letteratura sulla tossicità di questa droga.

BIBLIOGRAFIA:

1)Paubert Braquet M. et al. Effect of Pygeum africanum extract on A23187-stimulated production of lipoxygenase metabolites from human polimorphonuclear cells. J. Lipid Mediat. Cell Signal. 9, 285-290, 1994.
2)Breza J. et al. Efficacy and acceptability of tadenan (Pygeum africanum extract) in the treatment of benign prostatic hyperplasia (BPH): a multicenter trial in central Europe. Curr. Med. Res. Opin. 14, 127-139, 1998.
3)Barlet A. et al. Efficacy of Pygeum africanum extract in the medical therapy of urination disorders due to benign prostatic hyperplasia: evaluation of objective and subjective parameters. A placebo controlled double blind multicenter study. Wien Klin. Wochenschr. 102, 667-673, 1990.
4)Krzeski T. et al. Combined extracts of Urtica dioica and Pygeum africanum in the treatment of benign prostatic hyperplasia: double blind comparison of two doses. Clin. Ther. 15, 1011-1020, 1993.
5)Yablonsky F. et al. Antiproliferative effect of Pygeum africanum extract on rat prostatic fibroblasts. J. Urol. 157, 2381-2387, 1997.
6)Carani C. et al. Urological and sexual evaluation of treatment of benign prostatic disease using Pygeum africanum at high doses. Arch. Ital. Urol. Nefrol. 63, 341-345, 1991.
7)Chatelain C. et al. Comparison of once and twice daily dosage forms of Pygeum africanum extract in patients with benign prostatic hyperplasia: a randomized, double-blind study, with long-term open label extension. Urology 54, 473-478, 1999.
8)Levin R.M. et al. Protective effect of Tadenan on bladder function secondary to partial outlet obstruction. J. Urol. 155, 1466-1470, 1996.
8)Choo M.S. et al. Functional evaluation of Tadenan on micturition and experimental prostate growth induced with exogenous dihydrotestosterone. Urology 55, 292-298, 2000.
9)Ishani A. et al. Pygeum africanum for the treatment of patients with benign prostatic hyperplasia: a systematic review and quantitative meta-analysis. Am. J. Med. 109, 654-664, 2000.
10)Solano R.M. et al. Effects of pygeum africanum extract (Tadenan(R)) on vasoactive intestinal peptide receptors, G proteins, and adenylyl cyclase in rat ventral prostate. Prostate 45, 245-252, 2000.
11)Dreikorn K. et al. The role of phytotherapy in treating lower urinary tract symptoms and benign prostatic hyperplasia. World J. Urol. 19, 426-435, 2002.
12)Levin R.M. et al. Effect of oral Tadenan treatment on rabbit bladder structure and function after partial outlet obstruction. J. Urol. 167, 2253-2259, 2002.
13)Wilt T. et al. Pygeum africanum for benign prostatic hyperplasia. Cochrane Database Syst Rev (1):CD001044, 2002.
14)Yoshimura Y. et al. Effect of Pygeum africanum tadenan on micturition and prostate growth of the rat secondary to coadministered treatment and post-treatment with dihydrotestosterone. Urology 61(2):474-8, 2003.
15)Boulbes D. et al. Pygeum africanum extract inhibits proliferation of human cultured prostatic fibroblasts and myofibroblasts. BJU Int. 98(5):1106-13, 2006.
16)Vicari E. et al. Treatment with non-steroidal anti-inflammatory drugs in patients with amicrobial chronic prostato-vesiculitis: transrectal ultrasound and seminal findings. Minerva Urol Nefrol. 2005 Mar;57(1):53-59, 2005.