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Schede piante >> RHEUM PALMATUM (Rabarbaro)
Data ultima revisione 08-02-2007
FAMIGLIA: Polygonaceae.
HABITAT: Cina, Mongolia, Tibet. Attualmente coltivato anche in alcuni paesi europei.
PARTE USATA: il rizoma e la radice.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in derivati idrossiantracenici espressi come reina min.5% (Farmacopea Italiana X). il cui dosaggio giornaliero va da 2 a 4 mg./kg, preferibilmente in un’unica somministrazione serale.
COMPOSIZIONE CHIMICA: galloylglucosi, acylglucosi, fenilbutanoni, derivati flavanici. Caratteristica di questa droga è l’abbondanza di fenoli quali naftaleni, stilbeni, cromoni e cromanoni e soprattutto idrossiantraceni, il cui tenore varia dal 2 al 5%. Tra questi ultimi maggioritari (dal 60 all’80%) sono gli eterosidi degli antrachinoni (soprattutto emodolo, aloemodolo e crisofanolo). La droga è altresì ricca in tannini.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:
Azione lassativa: è nota per la sua azione lassativa.di tipo stimolante la peristalsi intestinale.Gli eterosidi antrachinonici e i diantroni sono poco assorbiti e idrolizzati a livello dell’intestino tenue, anche se la loro relativa lipofilia ne permette un riassorbimento parziale, che può spiegarne gli effetti sistemici indesiderati.
A livello del colon sono idrolizzati dalle beta glucosidasi e dalle reduttasi della flora batterica intestinale, e si formano così gli antrachinoni liberi responsabili dell’azione terapeutica. Ciò spiega il periodo di latenza che intercorre tra l’assunzione della droga e il manifestarsi dell’azione lassativa, che può essere anche di 12 ore.
Gli eterosidi antracenici possono pertanto essere considerati come dei profarmaci, nei quali la componente glucidica serve per il loro trasporto e per ridurne l’assorbimento.
L’azione di queste sostanze è massima a livello del colon sinistro e del sigma. Qui essi inibiscono l’attività ATP asica Na-K dipendente degli enterociti provocando una riduzione del riassorbimento dell’acqua, del sodio e del cloro e un aumento della secrezione del potassio da parte della mucosa del grosso intestino, anche se questo meccanismo non sembra essere molto importante per l’azione lassativa. Paiono inoltre capaci di ridurre la sintesi delle prostaglandine, in particolare quelle della classe E, che sono implicate nel trasporto dell’acqua e degli elettroliti.
Forse potrebbero interferire col trasporto del calcio dall’esterno all’interno delle cellule della mucosa del colon, che influenza notevolmente la contrattilità della muscolatura liscia di questo organo.
Molto importante per l’azione lassativa è l’inibizione dei canali del cloro, che viene ulteriormente esaltata in presenza di glucosio, con importanti modificazioni dei potenziali di membrana degli enterociti.
Le sostanze antrachinoniche parrebbero anche in grado di sensibilizzare le fibrocellule muscolari liscie dell’intestino crasso all’azione procinetica della serotonina e dell’istamina, mentre sono capaci di aumentare l’effetto dell’acetilcolina sull’intestino a dosi medio-basse e di ridurlo a dosaggi elevati. Tale azione potrebbe essere legata agli ioni calcio.
È anche in gioco uno stimolo diretto dei plessi mioenterico e sottomucoso, con conseguente aumento della peristalsi.
INDICAZIONI PRINCIPALI: stipsi nell’adulto.
EFFETTI COLLATERALI: può provocare diarrea con dolori addominali, e ciò può a sua volta causare ipopotassiemia. l’abuso di questa e di altre droghe ricche di antrachinoni può causare assuefazione con conseguente minore efficacia farmacologica.
Può provocare dermatite acuta in soggetti ipersensibili, reversibile con la sospensione del trattamento, quando usato per via topica.
CONTROINDICAZIONI: è controindicata in gravidanza, nel bambino al disotto dei 12 anni di età, nell’allattamento, nella diverticolosi intestinale, nel mega-dolico colon, in pazienti con occlusione o subocclusione intestinale in pazienti affetti da emorroidi e/o da fistole perianali e nelle pazienti portatrici di patologie infiammatorie a carico degli organi del piccolo bacino. Queste droghe non dovrebbero essere somministrate continuativamente per un periodo superiore a otto-dieci giorni.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: può avere interazioni medicamentose con gli antiaritmici di tipo chinidinico, coi digitalici, coi diuretici che provocano perdita di potassio, con la vincamina e il fenoxedil. Può provocare diarrea con dolori addominali, e ciò può a sua volta causare ipopotassiemia.
La sua azione immunomodulante viene inibita dal pretrattamento del paziente con steroidi, per cui essi vanno sospesi almeno 7-10 giorni prima della somministrazione della droga.
DATI TOSSICOLOGICI: è descritto che gli antrachinoni facilitano l’insorgenza della melanosi del colon, che si manifesta dopo 4-12 mesi dall’inizio del trattamento e scompare dopo 4-12 mesi dalla sospensione dello stesso. Come altre droghe contenenti antrachinoni, può dare vasodilatazione a livello dei vasi sanguigni uterini e si ritrova nel latte materno.
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