società italiana di medicina naturale simn.org
  chi siamo obiettivi strategie dove siamo per contattarci esperto risponde  
cos'è la fitoterapia
a cosa serve
glossario
news
link
area medici
area farmacisti
corsi
 

Schede piante >> RUSCUS ACULEATUS (Rusco)

Data ultima revisione 16-02-2009

FAMIGLIA: Liliaceae.

HABITAT: comune in tutta Europa, nei luoghi incolti al margine dei boschi.

PARTE USATA: il rizoma.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: estratto secco nebulizzato e titolato in saponine espresse come ruscogenina min. 10% (Farmacopea Francese X), la cui dose giornaliera va da 8 a 10 mg./kg, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. COMPOSIZIONE CHIMICA: i composti principali sono dei saponosidi a genina steroidica, che possono rappresentare fino al 6% del peso della droga secca. I principali sono degli eterosidi della ruscogenina e della neoruscogenina. Si ritrovano inoltre steroli, acidi grassi, zuccheri semplici e complessi, una piccola quantità di olio essenziale, dei derivati benzofuranici e un buon numero di flavonoidi, in particolare rutina ed esperidina metilcalcone.

PROPRIETA’ TERAPEUTICHE:

Azione fleboprotettiva: questa droga viene impiegata nella terapia dell’insufficienza venosa, in particolare di quella a carico degli arti inferiori e del plesso emorroidario. Questa azione è dovuta soprattutto ai saponosidi di cui il Rusco è ricco, ma non trascurabile è il ruolo svolto dai flavonoidi.
In particolare i saponosidi paiono in grado di stimolare gli alfa recettori adrenergici postsinaptici delle cellule liscie della parete vascolare, favorendo così i fenomeni di vasocostrizione e migliorando quindi il tono venoso. Infatti in vene isolate di cane il rusco provoca vasocostrizione, da riferire a stimolazione dei recettori alfa adrenergici postsinaptici.
Uno studio in vitro ha dimostrato che l’estratto di rusco alla dose di 50 microgrammi/ml. inibisce l’attivazione delle cellule endoteliali conseguente a ipossia, con riduzione del calo del contenuto di ATP, dell’incremento dell’attivazione della fosfolipasi A2 e dell’adesione dei leucociti alle pareti vasali. Queste azioni contribuiscono a spiegare le attività positive del rusco sulla circolazione venosa.
Inoltre si è visto che questa droga esercita una spiccata attività contro le elastasi alla dose di 119 micromoli/l., mentre alla stessa dose sembra pressocheacute; inattiva sulle ialuronidasi.

Studi clinici: Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto del rusco sull’insufficienza venosa. Sono stati arruolati 50 pazienti affetti da insufficienza venolinfatica, che ricevevano per os il prodotto chiamato Phlebodril (estratto secco di rusco + esperidina trimetilcalcone + vitamina C) o un placebo per 2 settimane. Si misurava il tono venoso pletismografia sia in posizione supina sia durante il movimento pre e post terapia. Al termine dello studio si è visto che vi era un miglioramento significativo (p<0,05) dei parametri pletismografici, anche se la durata dello studio era troppo breve per poter fare affermazioni probanti (1).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto del rusco sull’insufficienza veno-linfatica. Sono stati arruolati 40 pazienti, che ricevevano per os una combinazione di estratto secco di rusco (16,5 mg) + esperidina 75 mg + vitamina C 50 mg. o un placebo per 2 mesi. Si trattava di 30 donne e 10 uomini, di età compresa tra i 28 e i 74 anni, affetti da insufficienza venosa cronica agli arti inferiori. Si valutava l’insufficienza venosa tramite pletismografia a riposo pre e post terapia. Al termine della sperimentazione di è visto che vi era un significativo (p<0,05) miglioramento dei parametri pletismografici, senza la comparsa di evidenti effetti collaterali (2).
Un altro studio clinico controllato ha arruolato 80 pazienti affetti da insufficienza venolinfatica, che ricevevano per os una combinazione di estratto secco di rusco, esperidina metilcalcone e acido ascorbico (Cyclo 3 Fort) o un placebo per un periodo di 90 giorni. La valutazione era fatta misurando la circonferenza della caviglia e compilando un’apposita scala sintomatologica pre e post terapia. Al termine della sperimentazione si è visto che i pazienti del gruppo verum mostravano una significativa riduzione del diametro della caviglia e dell’intensità della sintomatologia rispetto a quelli del gruppo placebo. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (3).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un estratto standardizzato di rusco in pazienti con insufficienza venosa cronica. Sono stati arruolati 166 pazienti di sesso femminile con insufficienza venosa cronica di grado 1 e 2 secondo Widmer e di grado 3 e 4 secondo la CEAP Clinical signs, etiological classification, anatomic distribution, pathophysiology), che ricevevano per os l’estratto di rusco o un placebo per 12 settimane. La valutazione era fatta misurando il volume delle gambe, la circonferenza delle caviglie e il punteggio di un questionario sintomatologico. Al termine della sperimentazione vi era una significativa riduzione del volume delle gambe e della circonferenza delle caviglie nelle pazienti del gruppo verum rispetto a quelle del gruppo placebo. Inoltre esse avevano un evidente miglioramento della sintomatologia. Per quanto riguarda la tollerabilità vi sono stati 22  casi nel gruppo verum e 26 in quello placebo, consistenti soprattutto in disturbi gastrointestinali e in reazioni allergiche cutanee. Lo studi conclude che l’estratto in questione è più attivo del placebo nel ridurre i segni e i sintomi in pazienti affette da insufficienza venosa cronica degli arti inferiori (4).
Uno studio clinico multicentrico in aperto ha valutato l’effetto dell’associazione rusco (150 mg), esperidina metilcalcone (150 mg) e acido ascorbico (100 mg) in pazienti con insufficienza venosa cronica, che dovevano assumere 2 cps/die del preparato suddetto per 2 mesi. Sono stati arruolati 128 pazienti, 109 donne e 19 uomini, con età media di 52,5 anni. I sintomi iniziali erano presenti nel preterapia in questa incidenza: dolore 79%, senso di pesantezza alle gambe 85%, crampi alle gambe 74% e edema alle caviglie 82%. Nel post terapia le percentuali suddette si riducevano rispettivamente al 20%, 12%, 8% e 14%. L’esame capillaroscopico mostrava una riduzione della congestione dei vasi venosi dal 98% al 20% e un miglioramento del flusso sanguigno capillare dell’80%. Lo studio mostra che il prodotto in questione è utile nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica (11).

Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di un prodotto contenente estratto secco di rusco, esperidina metilcalcone e vitamina C in 1036 pazienti affetti da insufficienza venosa cronica agli arti inferiori, che dovevano assumere per os il prodotto in oggetto o un placebo per 2 mesi. Si valutavano l’intensità dei sintomi soggettivi e il diametro della caviglia pre e post terapia. Al termine dello studio si è visto che i pazienti del gruppo verum mostravano una riduzione dei sintomi soggettivi (sensazione di gambe pesanti, dolori ai polpacci, parestesie e crampi) e del diametro della caviglia significativamente maggiore rispetto ai pazienti del gruppo placebo (p<0,05). Non sono stati registrati significativi effetti avversi in nessuno dei due gruppi esaminati. Lo studio indica che il prodotto in questione può essere utile nel trattamento dell’insufficienza venosa cronica (12).

INDICAZIONI PRINCIPALI: insufficienza veno-linfatica.

AZIONE PREVALENTE: fleboprotettiva.

EFFETTI COLLATERALI: nessuno conosciuto.

CONTROINDICAZIONI: nessuna conosciuta. Per prudenza non è consigliabile in gravidanza e durante l’allattamento.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.

DATI TOSSICOLOGICI: non disponibili.

BIBLIOGRAFIA:

1)Weindorf N. et al. Controlled study of increasing venous tone in primary varicose veins by oral administration of Ruscus aculeatus and trimethylhesperidinchalcone. Z. Hautkr. 62, 28-38, 1987.
2)Cappelli R. Use of extract of Ruscus aculeatus in venous disease in the lower limbs. Drugs Exp. Clin. Res. 14, 277-283, 1988.
3)Beltramino R. et al. An open-label, randomized multicenter study comparing the efficacy and safety of Cyclo 3 Fort versus hydroxyethyl rutoside in chronic venous lymphatic insufficiency. Angiology 51, 535-544, 2000.
4)Vanscheidt W. et al. Efficacy and safety of a Butcher's broom preparation (Ruscus aculeatus L. extract) compared to placebo in patients suffering from chronic venous insufficiency. Arzneimittelforschung 52, 243-250, 2002.
5)Berg D. Venous constriction by local administration of ruscus extract. Fortschr. Med. 108, 473-476, 1990.
6)Bouskela E. et al. Possible mechanisms for the inhibitory effect of ruscus extract on increased microvascular permeability induced by histamine in hamster cheek pouch. J. Cardiovasc. Pharmacol. 24, 281-285, 1994.
7)Bouskela E. et al. Possible mechanisms for the venular constriction elicited by ruscus extract on hamster cheek pouch. J. Cardiovasc. Pharmacol. 24, 165-170, 1994.
8)Facino R.M. et al. Anti-elastase and anti-hyaluronidase activities of saponins and sapogenins from Hedera helix, Aesculus hippocastanum and Ruscus aculeatus: factors contributing to their efficacy in the treatment of venous insufficiency. Arch. Pharm. (Weinheim) 328, 720-724, 1995.
9)Bouaziz N. et al. Effect of Ruscus extract and hesperidin methylchalcone on hypoxia-induced activation of endothelial cells. Int. Angiol. 18, 306-312, 1999.
10)Peneva B. et al. HPTLC densitometric determination of ruscogenins in dry extract of Ruscus aculeatus L. Pharmazie 55, 541-542, 2000.
11)Aguilar-Peralta G.R. et al. Clinical and capillaroscopic evaluation in the treatment of chronic venous insufficiency with Ruscus aculeatus, hesperidin methylchalcone and ascorbic acid in venous insufficiency treatment of ambulatory patients. Int Angiol. 26(4):378-384, 2007.

12)Guex J.J. et al. Correlations between ankle circumference, symptoms, and quality of life demonstrate the clinical relevance of minimal leg swelling reduction: results of a study in 1,036 Argentinean patients. Dermatol Surg. 34(12):1666-75, 2008.