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Schede piante >> SALIX ALBA (Salice)
Data ultima revisione 08-06-2009
FAMIGLIA: Salicaceae.
HABITAT: tipico delle zone umide e paludose di tutta l’Europa continentale.
PARTE USATA: la corteccia.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE: estratto secco nebulizzato e titolato in acido salicilico min. 4% (Farmacopea Francese), la cui posologia giornaliera va da 9 a 11 mg/kg/die, suddivisa in due somministrazioni meglio se dopo i due pasti principali.
COMPOSIZIONE CHIMICA: contiene dei salicilati, che sono eterosidi di acidi fenolici, il principale dei quali è la salicina, Contiene inoltre dei flavonoidi, in particolare eterosidi dei flavonoli, e un po' di olio essenziale.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE
Azione antireumatica: questa droga è tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà antiflogistiche, antipiretiche e antidolorifiche, legate al suo contenuto in salicilati. Viene infatti usata nel trattamento sintomatico delle menifestazioni dolorose articolari e muscolari, negli stati febbrili, nelle malattie da raffreddamento in genere e come antalgico in caso di cefalea, dolori dentari e dolori mestruali.
La sua azione antalgica è dovuta al blocco della sintesi della PGE2 per interferenza con l'enzima prostaglandino sintetasi, la cui capacità antidolorifica è inferiore a quella della PGE1 ma pur sempre significativa. L'azione antipiretica è anch'essa legata al blocco della sintesi della PGE2, la quale stimola l'aumento della corporatura corporea.
Inoltre il fitocomplesso del salice ha dimostrato, in vitro, di inibire la ciclo-ossigenasi in modo piuttosto notevole.
Il fitocomplesso del Salice è in grado di sopprimere svariate reazioni antigene-anticorpo e la liberazione di istamina indotta dagli antigeni stessi, e potenzia l'azione di barriera dei mucopolisaccaridi connettivali contro la diffusione dei processi flogistici.
In particolare il fitocomplesso di questa droga inibisce selettivamente la sintesi della PGE2 ma non delle PGF, per cui la sua azione negativa sullo stomaco è notevolmente minore di quella dell'acido acetilsalicilico.
Inoltre l'azione vasoprotettiva dei flavonoli potenzia l'azione anti-infiammatoria dei derivati salicilici.
Un estratto secco di salix alba è stato esaminato per chiarire il suo meccanismo d’azione come anti-infiammatorio. Si utilizzavano il modello della tasca di aria nel ratto per l’infiammazione acuta e quello dell’artrite da adiuvanti per l’infiammazione cronica. I parametri esaminati includevano l’infiltrazione dei leucociti, i livelli delle citochine e dei prostanoidi nel sangue, gli effetti sulle COX 1 e 2 e gli effetti sulla produzione dei radicali liberi. L’azione dell’estratto di salice era paragonata a parità di dose a quelle dell’acido acetilsalicilico, un inibitore non selettivo delle COX, e al celecoxib, un inibitore selettivo della COX2. Si è visto che questo estratto era altrettanto efficace dell’acido acetilsalicilico nell’inibire gli essudati infiammatori, l’infiltrazione dei leucociti, la soppressione delle prostaglandine e l’aumento delle citochine infiammatorie ed era addirittura superiore per quanto riguardava l’azione soppressiva sui leucotrieni. L’azione soppressiva sulla COX 2 era superiore a quella dell’acido acetilsalicilico. L’estratto di salice aumentava anche i livelli di glutatione ridotto, il che limita i fenomeni di lipoperossidazione, e riduceva quelli di malondialdeide, dimostrando di svolgere un’effettiva azione antiossidante. L’azione soppressiva dell’estratto sulla COX 2 era lievemente superiore anche a quella del celecoxib. Siccome l’estratto ha un titolo in salicina del 24% (peso molecolare 286,2) mentre l’acido acetilsalicilico ha un peso molecolare di 180,3, ne consegue che su base molare di salicina versus acido acetilsalicilico l’estratto contiene circa un sesto di salicina rispetto alla quantità di acido salicilico di confronto. Ciononostante la potenza d’azione dell’estratto si è dimostrata essere almeno pari a quella del farmaco in questione. La presenza di polifenoli nell’estratto di salice verosimilmente è importante e sinergica con la salicina nello svolgere un’azione antiossidante e in parte anche antiflogistica. Lo studio indica che l’estratto di salice titolato in salicina al 24% è almeno pari come effetto antiflogistico ad un’uguale dose di acido acetilsalicilico, con una tollerabilità migliore (14).
Azione antireumatica. Studi clinici.
E’ stato fatto uno studio clinico controllato per valutare l’effetto del salice in pazienti affetti da osteoartrite. Un gruppo di 78 soggetti con questa patologia assumeva per os un estratto secco di salice titolato in salicina al 50% capace di apportare 240 mg/die di salicina o un placebo per un periodo di 2 settimane. La valutazione era fatta tramite il WOMAC osteoarthritis index, il WOMAC visual analogic scale on pain and phisical function e una scheda di valutazione compilata sia dal paziente sia dal medico sperimentatore. Al termine del trattamento il punteggio del WOMAC osteoarthritis index era migliorato del 14% rispetto al valore basale nel gruppo verum ed era peggiorato del 2% sempre rispetto al basale nel gruppo placebo. Il punteggio della scala WOMAC VAS era statisticamente migliore (p<0,0002) nel gruppo verum rispetto a quello placebo al termine del trattamento e così pure il risultato dellle schede di autovalutazione (7).
E' stato fatto uno studio clinico controllato su 120 pazienti affetti da lombalgia, con punteggio su apposita scala sintomatologica da 1 a 10 superiore a 5. Essi ricevevano per os un estratto secco di salice capace di apportare 120 o 240 mg di salicina al giorno o un placebo per un periodo di 4 settimane. La valutazione era fatta ricorrendo alla suddetta scala sintomatologica con punteggio da 1 a 10. Al termine del trattamento nel gruppo verum trattato con 240 mg di salicina il 39% dei pazienti mostrava assenza di sintomi, mentre questa percentuale scendeva al 15% nel gruppo che riceveva 120 mg di salicina e al 6% nel gruppo placebo. Un buon numero di pazienti del gruppo placebo necessitava episodicamente di tramadolo per calmare il dolore, mentre i soggetti del gruppo verum ricorrevano al farmaco molto più raramente. Un solo paziente del gruppo trattato con 240 mg di salicina ha avuto una reazione allergica cutanea, e non sono stati registrati altri effetti collaterali (6B).
Uno studio clinico controllato ha esaminato l’effetto di un estratto standardizzato di salice in pazienti affetti da osteoartrite e artrite reumatoide. Sono stati arruolati 127 pazienti con osteoartrite del ginocchio o dell’anca, con un WOMAC pain score di almeno 30 mm e 26 pazienti con artrite reumatoide in fase attiva. Essi ricevevano per os una dose di estratto di salice capace di fornire 240 mg/die di salicina o diclofenac alla dose di 100 mg/die o un placebo per 6 settimane. Il parametro principale di valutazione era la valutazione del dolore da parte del paziente su una scala visiva analogica da 100 mm (VAS) pre e post terapia. Al termine della sperimentazione i pazienti con osteoartrite del gruppo salice avevano una riduzione del WOMAC pain score del 17%, quelli del gruppo diclofenac del 47% e quelli del gruppo placebo del 10%, con differenza tra gruppo salice e gruppo placebo non significativa. Nei pazienti con artrite reumatoide il calo del punteggio VAS era del 15% nel gruppo salice e del 4% in quello placebo, con dato ai limiti della significatività statistica. Lo studio indica che l’estratto di salice non sembra essere superiore al placebo nel trattamento dell’osteoartrite e/o dell’artrite reumatoide (13).
Azione antireumatica. Metanalisi. Un lavoro di metanalisi ha valutato i lavori clinici che hanno controllato l’azione antireumatica e antidolorifica dell’estratto di salice. Sono stati pubblicati 19 lavori in doppio cieco, purtroppo eterogenei in termini di tipo di estratto testato, di pazienti trattati e di criteri di inclusione. Quasi tutti gli studi suddetti concludono che l’estratto in questione è più attivo del placebo nell’alleviare la sintomatologia clinica (5).
Una metanalisi (Gennaio 2009) ha valutato gli studi clinici oggi disponibili riguardanti l’efficacia del salice nel trattamento del dolore muscolo-scheletrico. Sono stati inclusi solo gli studi clinici controllati nei quali il salice veniva paragonato al placebo, inserendo 7 studi di buona qualità. Tre studi hanno indicato che l’estratto di salice era significativamente superiore al placebo nell’alleviare i dolori muscolo-scheletrici, uno studio indicava che l’estratto di salice era analogo in questo effetto a una dose di 25 mg/die di rofecoxib in pazienti con lombalgia. Tre studi hanno mostrato risultati conflittuali e ai limiti della significatività statistica in pazienti con osteoartrite. In tutti questi studi si utilizzava un estratto idroalcolico di salice titolato in salicina, a una dose capace di fornire almeno 240 mg/die di salicina per un tempo medio di 6 settimane. Gli effetti collaterali registrati in questi studi erano sporadici e di entità lieve o moderata. La metanalisi indica che una dose giornaliera di almeno 240 mg di salicina è ragionevolmente efficace nel dolore muscolo-scheletrico (15).
Azione antiaggregante piastrinica. Studi clinici. Uno studio clinico controllato ha voluto vedere se durante un trattamento antidolorifico con estratto di salice vi erano alterazioni dell’aggregazione piastrinica. A tale scopo 35 pazienti ricevevano per os un placebo o un estratto secco di salice capace di apportare 240 mg/die di salicina per 2 settimane. Altri 16 pazienti coronaropatici al momento non sintomatici erano trattati con 100 mg. di acido acetilsalicilico al giorno. L’aggregazione piastrinica era misurata pre e post terapia con un aggregometro. Come agenti aggreganti si usavano l’acido arachidonico, l’adenosina difosfato e il collageno. Al termine della sperimentazione l’aggregazione piastrinica indotta dall’acido arachidonico e dall’adenosina difosfato era del 78% nei soggetti del gruppo placebo, del 61% in quelli del gruppo salice e del 13% in quelli del gruppo acido acetilsalicilico. Non vi erano differenze significative tra i 3 gruppi quando come aggregante si usava il collageno. Questi dati indicano che l’estratto di salice usato in questo studio riduce l’aggregazione piastrinica significativemente più del placebo, ma nettamente di meno dell’acido acetilsalicilico nell’uomo (8).
Indicazioni principali: malattie artroreumatiche, sintomatico nelle malattie da raffreddamento delle prime vie aeree.
Azione prevalente: antiflogistica e antidolorifica.
Altre azioni: antiaggregante piastrinica.
EFFETTI COLLATERALI: non sono noti effetti collaterali rilevanti.
CONTROINDICAZIONI: Va dato con cautela in pazienti allergici ai salicilati. Per prudenza non è consigliabile in gravidanza e durante l’allattamento.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: non disponibili.
BIBLIOGRAFIA:
1)Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Handa S.S. et al. Plants with antiinflammatory activity. Fitoterapia, LXIII, 1, 3, 1992.
3)Tunon H. et al. Evaluation of anti-inflammatory activity of some Swedish medicinal plants. Inhibition of prostaglandin biosynthesis and PAF-induced exocytosis. J. Ethnopharmacol. 48, 61-76, 1995.
4)Chrubasik S. et al. Treatment of rheumatic pain with herbal medicine in Europe. Pain Digest Vol: 8, 231-236, 1998.
5)Ernst E. et al. Phyto-anti-inflammatories: A systemic review of randomized, placebo- controlled, double-blind trials. Rheumatic Disease Clinics of North America Vol: 26, 13, 2000.
6)Plaisance K.L. et al. Antipyretic therapy: Physiologic rationale, diagnostic implications, and clinical consequences. Archives of Internal Medicine Vol: 160,. 449-456, 2000.
6B)Chrubasik S. et al. Treatment of low back pain exacerbations with willow bark extract: a randomized double-blind study. Am. J. Med. 109, 9-14, 2000.
7)Schmid B. et al. Efficacy and tolerability of a standardized willow bark extract in patients with osteoarthritis: Randomized placebo-controlled, double blind clinical trial. Phytotherapy Research Vol: 15, 344-350, 2001.
8)Krivoy N. et al. Effect of salicis cortex extract on human platelet aggregation. Planta Med. 67, 209-212, 2001.
9)Akao T. et al. Evaluation of Salicin as an Antipyretic Prodrug that does not Cause Gastric Injury. Planta Med 68(8):714-8, 2002.
10)Chrubasik E. et al. Salicin and Treatment of Rheumatic Diseases. J. Rheumatol. 30(5):1125, 2003.
11)Chrubasik E. Et al. Influence of willow bark extract on cyclooxygenase activity and on tumor necrosis factor or interleukin 1 release in vitro and ex vivo. Clin Pharmacol Ther. 73(3):272-4, 2003.
12)Chrubasik S. et al. Effects of willow bark extract and therapeutic activity. Clin Pharmacol Ther. 74(1):95; author reply 96-7, 2003.
13)Biegert C. Et al. Efficacy and safety of willow bark extract in the treatment of osteoarthritis and rheumatoid arthritis: results of 2 randomized double-blind controlled trials. J Rheumatol. 31(11):2121-30, 2004.
14)Khayyal M.T. et al. Mechanisms involved in the anti-inflammatory effect of a standardized willow bark extract. Arzneimittelforschung. 2005;55(11):677-87, 2005.
15)Vlachojannis J.E. et al. A systematic review on the effectiveness of willow bark for musculoskeletal pain. Phytother Res. 2009 Jan 12. [Epub ahead of print].
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