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Schede piante >> SERENOA REPENS o SABAL SERRULATA (Serenoa)

Data ultima revisione 08-06-2009

FAMIGLIA: Palmeae.

HABITAT: originaria degli Stati Uniti meridionali, al limitare delle foreste di pini e sulle dune semisabbiose dalla Carolina alla Florida, in posizioni soleggiate.

PARTE USATA: il frutto.

PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto lipido-sterolico contenente dall’85 al 95% di acidi grassi (Commissione E tedesca). Esso è insolubile in acqua e solubile nei solventi organici. La sua posologia giornaliera va da 2,5 a 4,5 mg/kg, in una o due somministrazioni, preferibilmente lontano dai pasti.

COMPOSIZIONE CHIMICA: è una droga ricchissima di acidi grassi a catena media, sia saturi sia insaturi, per 2/3 in forma libera e per 1/3 in forma di esteri etilici. Essi sono l’acido oleico, l’acido laurico, l’acido miristico, l’acido palmitico, l’acido n-caprilico e l’acido caprico. Essi sembrano essere i principali responsabili dell’azione inibitoria sulla 5-alfa-reduttasi. Vi sono poi dei fitosteroli di tipo delta 5 e delta 7. Ritroviamo anche dei carboidrati, del mannitolo e dei polisaccaridi complessi prevalentemente acidi ricchi di acido glicuronico. Vi sono anche dei carotenoidi, una piccola quantità di olio essenziale, dei flavonoidi, dei tannini, delle resine e degli enzimi. Piuttosto abbondanti sono anche gli alcooli a catena lunga sia saturi.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE

Azione sulla prostata: l'estratto di questa droga ha dimostrato di avere azione antiandrogenica, principalmente grazie alla sua componente fitosterolica e di acidi grassi. L'effetto antiandrogenico si esplica soprattutto per inibizione dell'enzima 5-alfa-reduttasi, che catalizza la trasformazione del testosterone a diidrotestosterone.
Inoltre i costituenti della droga si legano ai recettori per gli androgeni posti nel tessuto prostatico e nel prepuzio, riducendo così il legame del testosterone.
Questo effetto antiandrogenico avviene selettivamente nel tessuto prostatico, senza influenzare le concentrazioni di testosterone, LH ed FSH nel plasma e senza disturbare il sistema degli ormoni sessuali.
Uno studio in vitro ha valutato l'effetto dell'estratto lipidosterolico di serenoa alla dose di 10 microgrammi/ml su cellule adenomatose umane. Esso riduce in modo efficace l'attività dei 2 isoenzimi I e II della 5-alfa-reduttasi senza influenzare la secrezione di PSA da parte delle cellule epiteliali, anche dopo la stimolazione con testosterone. Le cellule a contatto con l'estratto della droga dimostrano un estensivo accumulo di lipidi nel citoplasma e un danno più o meno grave a molti organuli citoplasmatici inclusi i mitocondri. L'estratto lipido-sterolico di Serenoa riduce di circa il 40% il legame del testosterone e del diidrotestosterone ai propri recettori, il che indica che questa droga potrebbe essere utile anche in quei soggetti nei quali sia opportuna un'attività antiandrogenica, ad esempio nell'irsutismo.
In un lavoro in vitro è stata esaminata la produzione ormonale di cellule epiteliali e di fibroblasti prelevati da tessuti umani prostatici in ipertrofia benigna o in degenerazione carcinomatosa. Si è visto che in entrambe le linee cellulari vi era una massiccia produzione di androstenedione (80% del totale) ma una bassa sintesi di diidrotestosterone (dal 5 al 10% del totale). La finasteride era in grado di inibire, nelle cellule suddette, la produzione di diidrotestosterone ma influenzava poco quella di androstenedione, mentre l'estratto di Serenoa agiva inibendo la produzione di entrambi questi ormoni. Si è anche visto che  l'estratto di serenoa è in grado di inibire, in vitro, gli effetti della prolattina sulla conduttanza del potassio, sulla protein chinasi C e sulle concentrazioni intracellulari di Ca+ in cellule ovariche di hamster. Ciò potrebbe significare che questa droga sarebbe capace di inibire la proliferazione del tessuto prostatico indotta dalla prolattina.
Un gruppo di ratti veniva reso iperprolattinemico tramite la somministrazione di sulpiride per 30 giorni, e questo aumentava il volume e il peso della ghiandola prostatica, con ipertrofia soprattutto nel lobo laterale. La somministrazione di finasteride era incapace di opporsi agli effetti della prolattina sulla prostata, mentre l'estratto lipido sterolico di serenoa limitava significativamente l'effetto trofico dell'ormone suddetto sul tessuto prostatico.
Inoltre l'estratto di serenoa riduce in modo statisticamente significativo i livelli dell'Epidermal growth factor (EGF) nel tessuto prostatico di pazienti portatori di iperplasia prostatica benigna. Ciò indica che l'estratto di serenoa può inibire la crescita delle cellule prostatiche epiteliali indotta da fattori di crescita.
Uno studio ha valutato l’effetto del Permixon sui markers di apoptosi cellulare come le Bax, le Bcl 2 e la caspasi 3 nel tessuto prostatico con adenomatosi benigna. Sono stati arruolati pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, che ricevevano per os 320 mg/die di Permixon o un placebo per 3 mesi rima dell’asportazione della ghiandola prostatica e del suo successivo esame immunoistochimico. Si è visto che la ratio Bax versus Bcl 2, che è considerato un indice apoptotico, era significativamente incrementato dal Permixon. Il livello di 116 KDa poli adenosina difosfato-ribosio polimerasi, un enzima coinvolto nelle vie dell’apoptosi, era ridotto nella prostata di questi pazienti, il che suggerisce un aumento dell’attività della caspasi 3. Lo studio indica che il Permixon  aumenta la ratio BAX versus Bcl 2 e i livelli di caspasi 3  nel tessuto prostatico (39).
Uno studio nel ratto ha esaminato gli effetti dell’estratto lipido sterolico di serenoa sui recettori del sistema nervoso autonomo nel tratto urogenitale del ratto. Si valutavano le affinità di legame per i recettori alfa 1 adrenergici, muscarinici e purinergici nella prostata e nella vescica del ratto. Gli animali ricevevano l’estratto per os a dosi progressivamente crescenti a partire da 0,6 mg/kg/die e fino a 60 mg/kg/die per 1 mese. Si è visto che l’estratto di serenoa inibiva il legame del prazosin e della metilscopolamina ma non del sale tetrasodico dell’alfa/beta metilene adenosina trifosfato nella prostata e nella vescica. La capacità di legame dell’estratto di serenoa per il recettore muscarinico era 4 volte maggiore di quella per il recettore alfa  adrenergico e l’estratto riduceva il numero massimo di siti leganti (Bmax) per ciascun radiolegante nella prostata e nella vescica in vitro. La somministrazione ripetuta per os dell’estratto di serenoa portava a significative variazioni del Bmax per il legame del prazosin alla prostata e della scopolamina metil cloride alla vescica. Lo studio indica che l’estratto di serenoa si lega ai recettori per il sistema nervoso autonomo della prostata e della vescica sia in vitro sia in vivo (43).
Uno studio in vitro ha valutato l’effetto del Permixon su cellule tumorali prostatiche androgeno indipendenti PC3. Si è visto che a concentrazioni di 12,5 e di 25 microg/ml tale estratto esercitava un’azione bifasica, inibendo la proliferazione cellulare e stimolando l’apoptosi. Dopo 1 ora di incubazione esso causava una marcata riduzione del potenziale mitocondriale, riduceva il contenuto di colesterolo e modificava la composizione dei fosfolipidi, con una riduzione nel livello di phosphatidylinositol-4,5-bisphosphate (PIP2) e della fosforilazione della Akt. Dopo 24 ore tutti questi effetti non erano più presenti, ma vi era un aumento della ratio acidi grassi saturi/acidi grassi insaturi, soprattutto a causa di una significativa riduzione degli omega 6. La riduzione del contenuto di colesterolo potrebbe essere responsabile per l’alterazione delle membrane e per la ridistribuzione dei complessi di segnale, permettendo un calo dei livelli di PIP2, una riduzione della fosforilazione della Akt e l’induzione di apoptosi. Il calo del contenuto di omega 6 pare responsabile per il prolungato e consistente aumento dell’apoptosi  e dell’inibizione della proliferazione cellulare. Lo studio indica che il Permixon modifica profondamente l’organizzazione e la fluidità delle membrane delle cellule PC3 e che questo effetto è molto importante per la sua azione antitumorale su di esse (47).

Azione sulla prostata. Studi clinici. 
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della serenoa nell’ipertrofia prostatica. Sono stati arruolati 50 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna manifesta, con un punteggio minimo all’International prostate symptom (IPSS) di 10, che ricevevano per os 320 mg/die di estratto di serenoa o un placebo per 6 mesi. La valutazione era fatta misurando il flusso urinario massimo, il residuo vescicale postminzionale e il PSA pre e post terapia. Al termine della sperimentazione i pazienti del gruppo serenoa avevano un calo del punteggio IPSS da 19,5 a 12,5 (p<0,001). Un miglioramento nei sintomi tipici pari o superiore al 50% era presente nel 30% dei pazienti del gruppo serenoa dopo 3 mesi e nel 46% di essi dopo 6 mesi, mentre non si notavano modificazioni statisticamente significative nel flusso urinario massimo, nel residuo vescicale postminzionale e nel PSA. Non sono stati registrati rilevanti effetti collaterali (22).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’estratto di serenoa sull’ipertrofia prostatica benigna. Sono stati arruolati 44 pazienti, di età compresa tra i 44 e gli 80 anni, affetti da ipertrofia prostatica sintomatica, che ricevevano per os 320 mg/die di estratto di serenoa o un placebo per 3 mesi. Si misuravano i sintomi accusati dai pazienti e la loro intensità, il flusso urinario massimo, il residuo vescicale postminzionale, il PSA, gli ormoni sessuali, le dimensioni della prostata tramite ecografia transrettale e si eseguiva anche una biopsia della ghiandola pre e post terapia. Al termine della sperimentazione si è visto che i pazienti del gruppo serenoa avevano un modesto miglioramento dei sintomi, che era ai limiti della significatività statistica, senza variazioni apprezzabili del PSA e delle dimensioni della prostata. All’esame istologico si notava una marcata contrazione dell’epitelio prostatico, specialmente nella zona di transizione, con un calo dal 17,8% al 10,7% (p<0,01). Si osservava anche un aumento delle ghiandole atrofiche dal 25,2% al 40,9% (p<0,01). Il flusso urinario massimo e il residuo vescicale postminzionale miglioravano anch’essi, ma restavano ai limiti della significatività statistica. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota (21).
Uno studio clinico controllato ha arruolato 110 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna in fase 1 e 2, trattati con 320 mg/die per os di estratto lipidico di serenoa o con un placebo per 30 giorni. Venivano valutati i sintomi soggettivi quali disuria, nicturia, getto urinario e residuo vescicale post-minzionale pre e post terapia. Nel gruppo verum vi erano, al termine della sperimentazione, miglioramenti della nicturia del 45%, del residuo postminzionale del 42% e del getto urinario del 50%, mentre nel gruppo placebo i miglioramenti erano quasi insignificanti. Non vi sono stati effetti collaterali degni di nota (11).
Un altro studio clinico controllato ha valutato un gruppo di pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, che ricevevano 320 mg/die per os di estratto lipidico di serenoa o un placebo per 2 mesi. Venivano valutati i sintomi soggettivi presenti prima e dopo la terapia. Al termine della stessa i soggetti del gruppo verum avevano un miglioramento sintomatologico globale del 42%, mentre tale miglioramento era solo del 15% nel gruppo placebo. Un solo paziente ha dovuto interrompere il trattamento per comparsa di disturbi gastrici.
Un altro studio clinico controllato ha studiato 160 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna in fase 1 e 2, che ricevevano 320 mg./die per os di estratto lipidico di serenoa. I sintomi valutati erano la disuria, la pollachiuria diurna e notturna e il residuo vescicale postminzionale determinato ecograficamente. Nel gruppo verum al termine della terapia il miglioramento della disuria è stato del 50%, quello della pollachiuria del 30% e quello del residuo postminzionale del 14%, mentre nel gruppo placebo non vi sono stati apprezzabili miglioramenti Anche in questo caso la tollerabilità del trattamento è stata ottima (24).
Uno studio clinico in doppio cieco ha valutato 1334 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna in stadio 2, che ricevevano 320 mg./die per os di estratto lipidico di serenoa o un placebo per 3 mesi. La valutazione comprendeva sintomi come la disuria, la pollachiuria diurna e notturna e il residuo vescicale postminzionale. Al termine del trattamento il residuo vescicale era diminuito del 50%, la pollachiuria del 37% e la disuria del 75%, mentre nel gruppo placebo non vi erano miglioramenti apprezzabili. La tollerabilità del rimedio utilizzato è stata indicata come ottima (18).
Uno studio clinico controllato ha arruolato 100 pazienti ambulatoriali affetti da iperplasia prostatica benigna, che venivano suddivisi in due gruppi, che ricevevano per os il primo 160 mg di estratto secco e il secondo 320 mg dello stesso estratto per un periodo di 3 mesi. La valutazione era fatta misurando l'International Prostate Symptom score (IPSS), il volume residuo di urina, il flusso urinario massimo e quello medio pre e post terapia. Si è notato che i due regimi riducevano l'IPSS e il volume residuo di urina e aumentavano il flusso urinario in modo statisticamente significativo e pressochè sovrapponibile (18B).
Uno studio clinico controllato ha arruolato 85 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, con un punteggio all’International Prostate Symptom score (IPSS) pari o superiore a 8. Essi ricevevano per os un placebo o un estratto lipido sterolico di serenoa per 6 mesi, valutando pre e post terapia il punteggio dell’IPSS, un questionario relativo all’attività sessuale e l’intensità del flusso urinario. Al termine della sperimentazione il valore medio dell’IPSS scendeva nel gruppo verum da 16,7 a 12,3 e in quello placebo da 15,8 a 13,6, con una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi (p<0,038). Non vi erano tra i due gruppi differenze evidenti nell’attività sessuale, mentre il flusso urinario aumentava nel gruppo verum di 1,4 mL/s e in quello placebo di 1,0 mL/s. Non sono stati osservati effetti collaterali degni di nota (25).
Uno studio clinico ha valutato l’effetto della serenoa in pazienti con ipertrofia prostatica benigna. Sono stati arruolati 155 pazienti, che ricevevano per os 160 mg due volte al giorno (320 mg/die) di estratto lipido sterolico di serenoa per 2 anni, valutando dopo 6, 12, 18 e 24 mesi il punteggio dell’International prostate symptom score (IPSS), la qualità di vita e la funzionalità sessuale dei partecipanti. Gli eventuali eventi avversi erano registrati ogni 3 mesi. Ad ogni step di valutazione e al termine della sperimentazione vi era un miglioramento statisticamente significativo dell’IPSS, della qualità di vita, del flusso urinario massimo e del volume della prostata. L’attività sessuale dei pazienti restava immodificata. Non sono state registrate alterazioni sensibili del PSA e degli ormoni sessuali maschili. 10 pazienti hanno avuto effetti avversi, consistenti in moderati disturbi gastrointestinali. I dati di questo studio dimostrano l’efficacia e la tollerabilità dell’estratto lipido sterolico di serenoa a lungo termine (29).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto dell’estratto lipido-sterolico di serenoa sull’ipertrofia prostatica. Sono stati arruolati 100 uomini, di età inferiore agli 80 anni, con un flusso urinario massimo compreso tra 5 e 15 ml/s, che assumevano per os 320 mg/die di estratto lipido sterolico di serenoa o un placebo per 3 mesi. La valutazione era fatta misurando l’International Prostate Symptom Score (IPSS), il flusso urinario massimo e l’indice internazionale di Rosen per la funzione erettile pre e post terapia. Al termine del trattamento non vi erano differenze statisticamente significative tra i due gruppi in nessuno dei parametri esaminati. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota (30).
In totale sono stati pubblicati 16 studi clinici randomizzati in doppio cieco sull'estratto di Serenoa, che hanno coinvolto 2939 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, che hanno dimostrato come questa droga sia significativamente superiore al placebo e simile alla finasteride come efficacia clinica. Molto buoni anche i risultati sugli effetti collaterali, la cui incidenza è risultata essere inferiore all'1% dei casi trattati (16).
Uno studio clinico controllato ha arruolato 225 pazienti di età superiore ai 49 anni affetti da ipertrofia prostatica benigna moderata, che dovevano assumere 320 mg/die di estratto lipido sterolico di serenoa o un placebo per 1 anno. La valutazione era fatta ricorrendo all’American Urological Association Symptom Index (AUASI) e alla misurazione del flusso urinario massimo. Si valutavano anche il volume della prostata, il residuo vescicole postminzionale, la qualità della vita, i comuni esami ematochimici e gli eventuali eventi avversi. Al termine dello studio non vi erano differenze statisticamente significative nei punteggi dello AUASI tra i gruppi verum e placebo, nel flusso urinario massimo, nel volume della prostata, nel residuo vescicole postminzionale, nella qualità della vita e nei comuni esami ematochimici. L’incidenza di eventi avversi era simile in entrambi i gruppi. Lo studio indica che un estratto lipido-sterolico di serenoa non ha migliorato i sintomi e i dati obiettivi in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna (40).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto di 320 mg/die di estratto lipido sterolico di serenoa in pazienti con ipertrofia prostatica benigna in 95 uomini cinesi di età compresa tra 49 e 75 anni. Essi dovevano assumere per os l’estratto di serenoa o un placebo per 3 mesi, misurando pre e post terapia i principali parametri di funzionalità prostatica. Al termine dello studio il flusso urinario massimo era significativamente maggiore nei pazienti del gruppo verum (14.07 +/- 2.56 vs 11.74 +/- 1.23 ml per secondo, p<0,001), mentre la resistenza alla fuoriuscita dell’urina era significativamente inferiore nel gruppo verum (2.35 +/- 0.83 vs 3.02 +/- 1.18, p<0.002). Nel gruppo verum il 39,1% dei pazienti mostrava un miglioramento pari o superiore a 3 del punteggio dell’ International Prostate Symptom Score, mentre ciò si verificava solo in 1 paziente del gruppo placebo. Il volume della prostata era simile in entrambi i gruppi e la tollerabilità dell’estratto è stata ottima. Lo studio indica che l’estratto lipido sterolico di serenoa è superiore al placebo nell’alleviare i disturbi legati all’ipertrofia prostatica benigna in uomini cinesi (44).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della combinazione di estratto di serenoa ed estratto di ortica (ProstaMEV) o della combinazione quercetina e curcumina (FlogMEV) + prulifloxacina in pazienti affetti da prostatite cronica batterica. Sono stati reclutati 143 pazienti, che ricevevano per os la prulifloxacina da sola alla dose di 600 mg/die per 2 settimane oppure la stessa terapia ma addizionata con il ProstaMEV o con il FlogMEV. Si misuravano l’efficacia clinica tramite il questionario sintomatologico International Prostatic Symptom Score (IPSS) e gli opportuni esami batteriologici e l’indice di qualità della vita (QoL). 1 mese dopo la fine del trattamento l’89,6% dei pazienti che avevano ricevuto la prulifloxacina + il ProstaMEV o il FlogMEV non avevano sintomi di malattia, mentre allo stesso tempo solo il 27% dei pazienti trattati solo con la prulifloxacina non avevano più sintomi (p<0,001).Sei mesi dopo la fine del trattamento nessuno dei pazienti che avevano ricevuto la prulifloxacina + il ProstaMEV o il FlogMEV aveva una recidiva di malattia, che si verificava invece in due pazienti trattati solo con l’antibiotico. Anche l’indice QoL era significativamente migliore nei pazienti che avevano ricevuto la prulifloxacina + il ProstaMEV o il FlogMEV (p<0,001). Lo studio indica che l’associazione tra la prulifloxacina e uno dei due prodotti testati è superiore alla prulifloxacina da sola nel trattamento di pazienti affetti da prostatite cronica batterica (48).

Studi clinici versus farmaci antiprostatici.
E’ stato fatto uno studio clinico controllato per valutare l’effetto dell’estratto di serenoa o della finasteride sui livelli androgenici nel tessuto prostatico umano e sul suo aspetto istologico. I soggetti partecipanti allo studio asssumevano per os in parte un placebo, in parte la finasteride  e in parte l’estratto di serenoa per un periodo di 6 mesi, con l’effettuazione di una biopsia prostatica pre terapia e al termine della stessa. Si è visto che nel gruppo finasteride i livelli di diidrotestosterone (DHT) pre terapia erano di 5,01 ng/ml., che si riducevano a 1,05 ng/ml. al termine della sperimentazione(p<0,01) mentre quelli di testosterone erano di 1,51 ng/ml pre terapia e di 3,63 al termine della stessa.  Nel gruppo serenoa i livelli di DHT erano di 6,49 ng/ml pre terapia e 4,4 ng/ml al termine di essa (p< 0,005). Nel gruppo placebo i livelli degli androgeni non subivano modificazioni apprezzabili (25B).
Uno studio clinico controllato ha arruolato  543 pazienti affetti da ipertrofia prostatica  benigna in fase precoce, che ricevevano per os un prodotto composto da estratti di Serenoa repens e di Urtica dioica oppure la finasteride per un periodo di 6 mesi. La valutazione  era fatta  misurando il  flusso urinario massimo, il punteggio dell’International prostate symptom score (IPSS) e una valutazione  ecografica delle dimensioni della ghiandola, sia pre terapia sia al termine della stessa. Al termine della sperimentazione il flusso urinario massimo era aumentato in entrambi i gruppi, con un lieve ma non significativo vantaggio per il gruppo finasteride, mentre si rilevavano miglioramenti pressochè analoghi nei due gruppi nell’IPSS e nelle dimensioni della ghiandola valutate ecograficamente.  I pazienti del gruppo finasteride avevano però un’incidenza di effetti collaterali circa doppia di quelli del gruppo Serenoa/Urtica (23B).
E’ stato fatto uno studio clinico controllato per valutare l’effetto alfa bloccante dell’estratto lipido-sterolico di serenoa. Sono stati arruolati 811 uomini con ipertrofia benigna della prostata sintomatica, che ricevevano per os il tamsulosin alla dose di 0,4 mg/die o il Permixon alla dose di 320 mg/die per 1 anno. La valutazione era fatta misurando il flusso urinario massimo, il volume della prostata e il PSA pre terapia e al termine della stessa. Si è notato che il volume della prostata calava e il flusso urinario aumentava in entrambi i gruppi in modo simile, mentre non vi erano modifiche apprezzabili nei livelli di PSA. La tollerabilità è stata buona in entrambi i gruppi, ma i pazienti del gruppo tamsulosin hanno accusato un maggior numero di casi di eiaculazione. Lo studio conclude affermando che il tamsulosin e il Permixon sono entrambi efficaci nel ridurre i sintomi dei pazienti affetti da ipertrofia benigna della prostata (26).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’effetto della combinazione Serenoa-Tamsulosin versus tamsulosin da solo in pazienti con ipertrofia prostatica benigna. Sono stati arruolati 352 pazienti, con un International prostate symptom score (IPSS) > o = a 13 e una velocità del flusso urinario con Qmax tra 7 e 15 ml/s. Essi ricevevano per os il tamsulosin alla dose di 0,4 mg due volte al giorno, abbinato all’estratto lipido sterolico di Serenoa alla dose di 160 mg/die o a un placebo per 52 settimane. La valutazione era fatta misurando le eventuali variazioni dell’IPSS e del Qmax. Si è visto che al termine della sperimentazione i valori dell’ IPSS e del Qmax dei due gruppi erano molto simili. Lo studio conclude affermando che l’aggiunta dell’estratto di Serenoa al tamsulosin non ne incrementa l’efficacia in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna (32).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’effetto dell’estratto lipido sterolico di serenoa repens (Permixon) paragonato a quello di un alfa bloccante, il tamsulosin, in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna sintomatica. Sono stati arruolati 685 pazienti con un IPSS > o = a 10, che ricevevano per os 320 mg/die di Permixon o 0,4 mg/die di tamsulosin per 1 anno. Si valutavano il punteggio dell’IPSS, il volume della prostata e l’attività sessuale pre e post terapia. Al termine della sperimentazione il valore medio dell’IPSS calava a 7,8 col Permixon e a 5,8 col Tamsulosin, mentre i sintomi irritativi miglioravano di più col Permixon (-2,9) che col Tamsulosin (-1,9). Questo effetto sui sintomi irritativi del Permixon diveniva significativo dopo 3 mesi di trattamento e lo restava fino al termine dello studio. Lo studio conclude affermando che il Permixon alla dose di 320 mg/die è moderatamente superiore al Tamsulosin alla dose di 0,4 mg/die nel migliorare i sintomi irritativi di pazienti con ipertrofia prostatica benigna sintomatica (36).
Uno studio clinico controllato ha paragonato l’effetto sull’attività sessuale del Permixon a quello della finasteride e del tamsulosin. Sono stati arruolati 2511 pazienti, trattati con tamsulosin (354) o con finasteride (545) o con Permixon (1612) alla dose di 320 mg/die. Si misuravano il flusso urinario massimo, il volume della prostata e ovviamente l’attività sessuale tramite un opportuno questionario validato dopo 3 e dopo 6 mesi di trattamento. Al termine dello studio non vi erano differenze tra i tre gruppi per quanto riguardava il flusso urinario massimo, il volume della prostata e l’attività sessuale. Dopo 6 mesi si notava un significativo calo dell’attività sessuale nei pazienti trattati con tamsulosin o finasteride, consistenti in particolare in disturbi dell’eiaculazione, mentre gli altri parametri misurati non differivano significativamente tra i tre gruppi. Lo studio indica che il Permixon ha la stessa efficacia clinica della finasteride e del tamsulosin ma non ostacola l’attività sessuale (38).
Uno studio clinico di tipo prospettico ha valutato l’efficacia della serenoa alla dose di 320 mg/die (20 pazienti) paragonata a quella del tamsulosin alla dose di 0,4 mg/die (20 pazienti) o alla combinazione delle due sostanze (20 pazienti) in pazienti affetti da iperplasia prostatica benigna. Si valutavano il flusso urinario massimo e il punteggio dell’IPSS pre terapia e dopo 3 mesi della stessa. Al termine del trattamento si è visto che in tutti e tre i gruppi vi era un significativo aumento del flusso urinario massimo (p<0,05) e un significativo calo del punteggio dell’IPSS (p<005), senza differenze statisticamente significative tra un gruppo e l’altro. Non sono stati osservati eventi avversi rilevanti in nessuno dei tre gruppi esaminati. Lo studio indica che la serenoa e il tamsulosin sono simili come efficacia e tollerabilità in pazienti affetti da iperplasia prostatica e che la combinazione serenoa + tamsulosin non offre vantaggi significativi rispetto alla monosostanza (42).

Azione sulla prostata. Metanalisi. Un lavoro di metanalisi ha analizzato gli 11 lavori clinici controllati fatti con una metodologia del tutto soddifacente pubblicati nella letteratura internazionale sull'estratto di serenoa, che hanno coinvolto un totale di 2859 pazienti. E' emerso che questo estratto è significativamente più efficace del placebo nel ripristinare il flusso urinario (p<0,001) e nel ridurre la nicturia (p<0,001), con un'incidenza di effetti collaterali estremamente bassa (20).
Una metanalisi clinica (Marzo 2002) ha valutato 21 lavori clinici controllati fatti con una metodologia adeguata, che hanno coinvolto in tutto 3139 pazienti. La durata degli studi andava da un minimo di 1 mese ad un massimo di 1 anno. Sulla base di questi studi si può dire che l’estratto lipido sterolico di serenoa è più efficace del placebo nel ridurre i sintomi tipici dell’ipertrofia prostatica benigna e nel migliorare il flusso urinario massimo e il residuo postminzionale. Le differenze medie pesate (WMD) per il punteggio dei sintomi urinari erano -1.41 punti (range della scala 0-19), (95%CI = -2.52, -0.30, n = 1 studio) e il risk ratio (RR) per il miglioramento valutato dai pazienti era 1.76 (95%CI = 1.21, 2.54, n = 6 studi). Il WMD per la nicturia era -0.76 volte per sera (95%CI = -1.22, -0.32; n = 10 studi). Il WMD per il picco urinario Massimo era 1.86 ml/sec (95%CI = 0.60, 3.12, n = 9 studi). Comparata con la finasteride, la Serenoa repens causava simili miglioramenti in nei punteggi per i sintomi urinari (WMD = 0.37 IPSS punti (scale range 0-35), 95%CI = -0.45, 1.19, n = 2 studi) e per il picco urinario massimo (WMD = -0.74 ml/sec, 95%CI = -1.66, 0.18, n = 2 studi). Gli abbandoni degli studi a causa dell’insorgenza di effetti avversi erano del 7% per la serenoa e del 9% per la finasteride. Gli stesori della metanalisi concludono affermando che l’efficacia clinica dell’estratto lipido sterolico di serenoa è simile a quella della finasteride, con una tollerabilità leggermente migliore rispetto ad essa (31).
Una metanalisi (Aprile 2004) ha analizzato la letteratura clinica esistente sull’azione della Serenoa in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Sono stati analizzati 14 studi clinici controllati e 3 studi clinici in aperto, che hanno coinvolto 4280 pazienti. I lavori erano di numerosità (22-1100 pazienti)  e di durata (21-720 giorni) variabile. Gli end points primari erano il flusso urinario massimo e la nicturia. Si è notato che la serenoa causava una riduzione nell’International prostate symptom score (IPSS) di 4,78, con un aumento del flusso urinario massimo di 2,22 mL/s versus 1,20 ottenibile col placebo. Il placebo causava una riduzione delle minzioni notturne di 0,63, mentre la serenoa portava ad un valore 1,01 (p<0,001). La metanalisi conclude affermando che la serenoa è significativamente migliore del placebo nel ridurre la nicturia  e nell’aumentare il flusso urinario massimo, senza causare rilevanti effetti collaterali (37).
Una metanalisi (Giugno 2008) ha esaminato i dati pubblicati nella letteratura scientifica internazionale riguardo all’effetto della serenoa repens in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Sono stati inseriti solo gli studi clinici controllati e le metanalisi ritenute più valide dal punto di vista scientifico. In particolare sono stati esaminati 3 studi clinici controllati e 2 metanalisi. Si è notato che l’estratto lipido sterolico di serenoa forniva un significativo miglioramento del flusso urinario massimo e dei sintomi connessi a questa patologia. Il risultato di uno di questi tre studi clinici era peraltro dubitabile e ai limiti della significatività statistica. La metanalisi indica che l’estratto lipidi sterolico di serenoa pare essere ragionevolmente efficace e ben tollerato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (45).

Azione antiflogistica: è stato dimostrato che l'estratto della droga possiede un'azione antiflogistica sull'edema indotto nella zampa di ratto dal destrano o sulle cuta di cavia dai raggi ultravioletti, quando somministrato prima dell'agente flogogeno.
Tale effetto è soprattutto dovuto ai polisaccaridi presenti nel fitocomplesso della droga, che si sono dimostrati capaci di ridurre del 50% l'edema cardiaco nel ratto conseguente alla somministrazione sistemica di sostanze ad azione flogogena.
Un certo ruolo in tale azione potrebbe essere svolto anche dai fitosteroli, che hanno uno scheletro steranico simile a quello dei corticosteroidi, e che sarebbero capaci di inibire la fosfolipasi A2 e di conseguenza la trasformazione dell'acido arachidonico in prostaglandine ad azione flogogena e in leucotrieni.
Recenti ricerche indicano che l'estratto lipidico della droga inibisce anche la 5-lipo-ossigenasi e in parte anche le ciclo-ossigenasi, con significativa riduzione della liberazione di prostaglandine PGI2 e PGE2.

Azione miorilassante: è noto che nella vescica, nella prostata e nella capsula prostatica vi sono numerosi recettori alfa-adrenergici, che controllano il tono della muscolatura liscia del tratto urogenitale. La loro stimolazione provoca un aumento di questo tono e causa pertanto un aumento della resistenza dell'uretra, mentre il loro blocco induce il fenomeno inverso.
L'estratto lipidico della serenoa è in grado, nel ratto, di ridurre la stimolazione dei recettori alfa adrenergici posti nella capsula prostatica e nella prostata e quindi di opporsi alle contrazioni della suddetta muscolatura indotte dalla noradrenalina o dall'elettrostimolazione. Tale effetto miorilassante si verifica anche sulle contrazioni della muscolatura liscia dell'ileo e della vescica della cavia indotte dal cloruro di potassio.
Insieme all'azione antiflogistica esso può spiegare l'effetto piuttosto rapido sulla sintomatologia del paziente prostatico che l'estratto della droga ha dimostrato, mentre l'azione antiandrogenica richiede tempi decisamente più lunghi per manifestarsi.

Azione miorilassante. Studi clinici.
E’ stato fatto uno studio clinico controllato per valutare l’effetto dell’estratto di serenoa sugli alfa 1 recettori adrenergici prostatici. Esso ha coinvolto 12 soggetti apparentemente sani, che ricevevano per os 320 mg. di estratto lipido sterolico di serenoa per 8 giorni, con misurazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dei livelli plasmatici di catecolamine e dell’occupazione degli alfa 1 recettori con metodo radioimmunologico. Non sono state osservate significative variazioni della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dei livelli di catecolamine, e non vi è neppure stata un’apprezzabile occupazione dei recettori esaminati. Questo dato contrasta con i risultati di precedenti ricerche in vitro, che sembravano dimostrare un effetto dell’estratto in questione sugli alfa recettori adrenergici prostatici (24B).

Azione sull’alopecia: è noto che nell’alopecia androgenica è fondamentale la conversione del testosterone a diidrotestosterone grazie all’azione dell’enzima 5 alfa reduttasi. Per questo motivo è stato fatto uno studio pilota, dove un gruppo di maschi adulti apparentemente sani, di età compresa tra i 23 e i 64 anni, riceveva per os l’estratto lipido-sterolico di Serenoa alla dose di 320 mg/die o un placebo per 3 mesi. Al termine della sperimentazione si è visto che il 60% dei soggetti del gruppo verum aveva un miglioramento statisticamente significativo, mentre i partecipanti del gruppo placebo non avevano nessun risultato. Non sono stati notati effetti collaterali degni di nota (27).

Farmacocinetica: l'estratto lipido-sterolico della Serenoa si ritrova nel plasma già dopo 30 minuti dalla somministrazione per via orale, con picco plasmatico dopo circa 60 minuti e discesa lenta e progressiva, con persistenza di valori ancora terapeuticamente significativi fino alla sesta ora.

Indicazioni principali: ipertrofia prostatica benigna.
Azione prevalente: antiprostatica.

EFFETTI  COLLATERALI: in alcuni casi può provocare epigastralgie, talvolta con senso di nausea. Rarissime sono le reazioni allergiche, essenzialmente di tipo cutaneo.
CONTROINDICAZIONI: nessuna degna di nota.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: la DL 50 nel ratto e nella cavia è superiore a 10 g./kg di peso corporeo. Dosi di 5 g./kg. di peso nel cane non hanno dato luogo a nessun effetto tossico. Dosi 16 e 40 volte superiori a quelle terapeutiche somministrate per 6 settimane non hanno dato luogo a effetti tossici né nel cane né nel ratto. Dosi 40 e 80 volte maggiori di quelle terapeutiche date per 6 mesi a cani e a ratti non hanno provocato evidenti effetti collaterali né hanno causato alterazioni significative nei parametri ematochimici. Tali dosaggi non hanno influito sulla fertilità nel ratto. Questa droga è priva di potenziale mutageno e non sembra influenzare la libido. Non sono disponibili dati di genotossicità e di carcinogenicità.
Uno studio nel ratto ha valutato l’effetto dell’estratto lipido sterolico di serenoa sulla funzionalità epatica misurando gli enzimi epatici e la formazione di malondialdeide come indice di lipoperossidazione. Gli animali ricevevano per os dosi di estratto di serenoa di 9 o di 23 mg/kg/die per 2 o per 4 settimane, al termine delle quali essi venivano sacrificati e il loro fegato prelevato per gli esami del caso. Non sono state notate alterazioni significative negli enzimi epatici e nei livelli di malondialdeide tra il pre e il post terapia. Lo studio indica che l’estratto lipido sterolico di serenoa non ha azione epatotossica nel ratto alle dosi qui utilizzate (41).

Uno studio clinico controllato chiamato Saw palmetto for Treatment of Enlarged Prostates (STEP) ha valutato sia l’efficacia sia la tollerabilità di un estratto lipido-sterolico di serenoa alla dose di 320 mg/die per 1 anno in 225 pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Si è visto che l’incidenza di eventi avversi nel gruppo verum era simile a quella riscontrata nel gruppo placebo, e così pure per quanto riguardava l’attività sessuale e i risultati dei comuni esami ematochimici. Si notava solo un aumento statisticamente significativo nei pazienti del gruppo verum di bilirubina (p<0,001), potassio (p<0,03) e anche un incremento dell’incidenza della glicosuria (p<0,05). Lo studio indica che l’estratto di serenoa repens è ben tollerato in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna (46).

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