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Schede piante >> TANACETUM PARTHENIUM (Tanaceto o Partenio)

Data ultima revisione 08-06-2009

FAMIGLIA: Asteraceae.

HABITAT: originario dell’Asia minore, è comune nei luoghi incolti e soleggiati di tutta l’Europa temperata e degli Stati Uniti.

PARTE USATA: i fiori e le parti aeree della pianta.

PREPARAZIONE FARMACEUTICA CONSIGLIATA: estratto secco nebulizzato e titolato in partenolide min. 0,5% (British Herbal Pharmacopoeia 1990). La posologia giornaliera utilizzata negli studi pubblicati in letteratura è di 6-7 mg./kg/die, suddivisa in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. Siccome tali studi sono stati condotti con estratti diversi con titoli diversi, il valore posologico suddetto rappresenta un valore medio indicativo.

COMPOSIZIONE CHIMICA: i principi attivi più importanti sono dei lattoni sesquiterpenici chiamati partenolidi. l’odore forte della droga è dovuto ad un olio essenziale. Contiene anche una certa quantità di flavonoidi.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE

Azione anticefalalgica: un estratto di tanaceto ha dimostrato, su leucociti umani coltivati in vitro, di inibire in modo dose dipendente la produzione di leucotriene B4 e di trombossano B2. L'inibizione di questi eicosanoidi sembra essere irreversibile ma non tempo-dipendente, e tale attività pare essere molto importante per spiegare l'azione farmacologica della droga.
Il partenolide interferisce con la COX 2 e con la produzione di citochine proinfiammatorie come il TNF alfa e l'interleukina 1 in macrofagi umani stimolati con lipopolisaccaride.
Inoltre questa droga riduce significativamente la liberazione di serotonina da parte delle piastrine, sia quella spontanea sia quella indotta dall' ADP e dall'adrenalina. 
Uno studio in vitro ha dimostrato che il partenolide si lega direttamente e inibisce la IkappaB chinasi beta (IKKbeta), che gioca un ruolo fondamentale nel segnale mediato dalle citochine. In particolare la chinasi suddetta è responsabile della stimolazione dei geni coinvolti nei processi flogistici mediata dalle citochine, per cui questo meccanismo d’azione del partenolide sembra essere molto importante per spiegare la sua azione farmacologica. L’azione antiflogistica sia in vitro sia in vivo del partenolide dipende soprattutto dal gruppo alfa metilen lattonico.
Tali azioni sono dovute soprattutto ai partenolidi, ma anche i flavonoidi e in particolare la tanetina hanno un ruolo non trascurabile.
Uno studio in vitro ha mostrato che gli estratti idroalcoolico e acetonico di tanaceto sono i più attivi nello stimolare circa 200 geni, alcuni dei quali sono attivi nella regolazione dei processi infiammatori. Gli estratti di tanaceto ostacolavano il rilascio di TNF alfa stimolato dal LPS, ma soprattutto sopprimevano la monocyte chemoattractant protein 1 (MCP-1) (18).
Uno studio in vitro ha esaminato l’azione antiflogistica di uin estratto di tanaceto privato del partenolide. Si è visto che questo estratto inibiva l’attività degli enzimi pro infiammatori 5 alfa lipossigenasi, fosfodiesterasi 3 e fosfodiesterasi 4 e il rilascio di alcuni mediatori flogogeni quali NO, PGE2 e TNF alfa da parte dei macrofagi e di TNF alfa, IL2, IL4 e interferone gamma da parte dei monociti periferici. Inoltre questo estratto inibiva il rilascio di PGE2 indotto dal TPA in cellule cutanee. In vivo qusto estratto inibiva la dermatite causata dall’oxazolone, e risultava più potente di un estratto classico di tanaceto nell’inibire la dermatite causata dal TPA. Infine l’efficacia di questo estratto era confermata da una riduzione nell’eritema in un modello di vasodilatazione indotta dal metil nicotinato. Lo studio indica che un estratto di tanaceto privato del partenolide ha una potente azione antiflogistica (19).

Azione anticefalalgica. Studi clinici.
E' stato fatto uno studio clinico controllato su 72 pazienti affetti da crisi di cefalea ricorrente. Essi erano divisi in due gruppi, uno dei quali riceveva una capsula al dì contenente 82 mg di estratto secco di tanaceto e l'altro un placebo per 4 mesi. Al termine di questo periodo i pazienti del gruppo 1 ricevevano il trattamento di quelli del gruppo2 e viceversa per ulteriori 4 mesi. I pazienti stessi tenevano un diario riguardante la frequenza, la durata e la severità degli attacchi. I risultati evidenziavano che vi era stata riduzione del 24% nel numero e nella severità delle crisi di cefalea nei pazienti del gruppo verum rispetto ai controlli, ma la durata degli attacchi non è stata significativamente modificata. E' stata anche riportata riduzione delle crisi di vomito spesso associate agli attacchi cefalalgici. I giorni lavorativi persi a causa delle crisi di cefalea nel gruppo verum erano 68 contro i 76 del gruppo placebo. Non sono stati osservati rilevanti effetti collaterali (2).
Uno studio clinico controllato ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di un nuovo estratto di Tanaceto, ottenuto con estrazione in CO2 supercritica e chiamato MIG-99, in pazienti affetti da cefalea. Sono stati arruolati 147 pazienti, che ricevevano per os l’estratto in questione alle dosi di 4,16 o 12,5 o 38 mg/die o un placebo per 3 mesi. La valutazione era fatta misurando il numero di crisi di cefalea e anche l’intensità di ciascuna crisi, la sua durata, il numero di giorni con sintomi concomitanti alla cefalea, il numero di giorni di incapacità lavorativa e l’assunzione di eventuali altri farmaci anticefalalgici pre terapia e al termine della stessa. Si è visto che l’estratto MIG-99 tendeva a ridurre il numero di attacchi nei pazienti con esso trattati rispetto a quelli che ricevevano il placebo, ma la differenza non era statisticamente significativa. L’estratto inoltre non modificava in modo apprezzabile le caratteristiche di ciascun attacco. Il numero di effetti collaterali, tutti di entità lieve o moderata, è stato sovrapponibile nei due gruppi (13).
Uno studio clinico controllato ha indagato l’efficacia e la tollerabilità di un estratto con CO2 supercritica di tanaceto detto MIG99 sulla prevenzione della cefalea. Sono stati arruolati 170 pazienti affetti da emicrania secondo i criteri della International Headache Society, che ricevevano per 4 mesi 12,5 mg/die (6,25 mg x 2) di estratto o un placebo per via orale, misurando il numero di attacchi emicranici e la tollerabilità del rimedio. Si è notato che la frequenza degli attacchi calava da 4,76 a 1,9 al mese nel gruppo verum, con significatività rispetto al gruppo placebo (p<0,045). La regressione logistica dei ratei di risposta mostrava una odds ratio di 3,4 in favore dell’estratto (p<0,0049). Gli eventi avversi riconducibili al preparato somministrato erano l’8,4% nel gruppo verum e il 10,4% nel gruppo placebo. Lo studio indica che l’estratto MIG99 è migliore del placebo nel ridurre la frequenza delle crisi di emicrania, con un’ottima tollerabilità (16).

Azione anticefalalgica. Metanalisi. Un lavoro  di metanalisi (Marzo 2000) ha ritenuto che siano solo 4 i lavori  sull’effetto antiemicranico  del tanaceto fatti con rigorosi criteri scientifici,  e che i loro risultati, pur indicando un generico effetto antiemicranico, non sono conclusivi per poter affermare che l’estratto di questa droga è  realmente efficace nel  combattere la cefalea. Va detto che l'azione del tanaceto è di tipo essenzialmente preventivo, in particolare nelle cefalee di tipo vasomotorio, mentre appare piuttosto modesta quando la crisi cefalalgica è già in atto (10).
Una metanalisi (Febbraio 2004) ha ricercato tutti i lavori clinici controllati fatti per studiare l’azione preventiva del tanaceto sulla cefalea. Sono stati identificati 5 lavori che soddisfacevano i rigorosi criteri di inclusione richiesti, che hanno arruolato in tutto 343 pazienti. I risultati di questi studi non sono univoci, ma indicano che il tanaceto sembra utile nella profilassi della cefalea. In tutti questi studi gli effetti collaterali sono stati scarsi e di entità moderata. La metanalisi conclude che i dati attualmente disponibili non consentono di dire una parola sicura sull’effetto del tanaceto sulla cefalea.

Indicazioni principali: cefalea, specialmente a scopo preventivo.
Azione prevalente: anticefalalgica.
Altre azioni: anti-infiammatoria.

EFFETTI  COLLATERALI: Può provocare reazioni allergiche cutanee anche generalizzate e dermatiti di tipo plurinolulare, ma esse regrediscono rapidamente con la sospensione del trattamento.
Sono state descritte lesioni di tipo ulcerativo alla mucosa del cavo orale, anch'esse rapidamente reversibili con l'interruzione della terapia.
CONTROINDICAZIONI: A causa della mancanza di studi sulla teratogenicità e sulla mutagenicità relativi agli estratti di questa droga, il loro uso è sconsigliabile in gravidanza, durante l'allattamento e nel bambino al di sotto dei 10 anni di età.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: su sezioni di aorta di ratto in vitro il partenolide ha dimostrato di inibire la contrazione della muscolatura liscia vasale in modo tempo dipendente, non specifico e irreversibile. Tale inibizione pare essere tempo dipendente, concentrazione dipendente, non competitiva ed irreversibile, e si verifica anche se viene asportato l'endotelio del vaso.

DATI TOSSICOLOGICI: Uno studio nel ratto ha valutato la teratogenicità del tanaceto, somministrandolo nei primi 15 giorni di gestazione alla dose di 893 mg/kg. Al ventesimo giorno di gravidanza gli animali erano sacrificati e il feto, la placenta e le ovaie accuratamente esaminati. Si è visto che i feti esposti al tanaceto erano più piccoli e mostravano diffusi anche se moderati segni di tossicità. Lo studio indica che l’utilizzo del tanaceto non è indicato in gravidanza (17).

BIBLIOGRAFIA:

1)Bruneton J. Pharmacognosie et phytochimie plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Murphy J.J. et al. Randomized double blind placebo controlled trial of feverfew in migraine prevention. Lancet 2, 189-192, 1988.
3)Sumner H. et al. Inhibition of 5-lipoxygenase and cyclo-oxygenase in leukocytes by feverfew. Involvement of sesquiterpene lactones and other components Biochem. Pharmacol. 43, 2313-2320, 1992.
4)Hayes N.A. et al. The activity of compounds extracted from feverfew on histamine release from rat mast cells. J. Pharm. Pharmacol. 39, 466-470, 1987.
5)Brown A.M. et al. Pharmacological activity of feverfew (Tanacetum parthenium (L.) Schultz-Bip.): assessment by inhibition of human polymorphonuclear leukocyte chemiluminescence in-vitro. J. Pharm. Pharmacol., 49, 558-561, 1997.
6)Hay A.J. et al. Toxic inhibition of smooth muscle contractility by plant-derived sesquiterpenes caused by their chemically reactive alpha-methylenebutyrolactone functions. Br. J. Pharmacol. 112, 9-12, 1994.
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17)Yao M. et al. A Reproductive screening test of feverfew Is a full reproductive study warranted? Reprod Toxicol. 2006 Jun 14; [Epub ahead of print].
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19)Sur R. et al. Anti-Inflammatory Activity of Parthenolide-Depleted Feverfew (Tanacetum parthenium). Inflammopharmacology. 2008 Dec 30. [Epub ahead of print].