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Schede piante >> ARCTOSTAPHYLOS UVA URSI (Uva ursina)

Data ultima revisione 08-06-2009

FAMIGLIA: Ericaceae.

HABITAT: E’ originario delle zone montagnose dell'emisfero nord, dove preferisce posizioni parzialmente soleggiate con terreno acido.

PARTE USATA: La droga è costituita dalle foglie.

PREPARAZIONI  FARMACEUTICHE  CONSIGLIATE: La forma preferibile è l'estratto secco nebulizzato e titolato in arbutina anidra min. 10% (Farm. Italiana X), la cui posologia giornaliera  è di 7-10 mg./kg, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. Siccome gli studi su questa droga sono stati condotti con estratti diversi con titoli diversi, il valore posologico suddetto rappresenta un valore medio indicativo.

COMPOSIZIONE  CHIMICA: i principi attivi principali sono degli eterosidi fenolici, rappresentati soprattutto dall'arbutina e dalla metil-arbutina. Per idrolisi l'arbutina libera un difenolo, che si ossida immediatamente a idrochinone. Inoltre contiene forti quantità (15-20%) di tannini gallici derivanti dal pentagalloilglucosio. Sono anche presenti dei flavonoidi, in particolare glucosidi della quercetina e della miricetina,  dei triterpeni, soprattutto acido ursolico, uvaolo e derivati dell'amirina, un iridoide chiamato monotropeoside e un idrossiacetofenone detto piceoside. Abbondanti sono anche i tannini, in particolare polifenoli del genere dei gallotannini. Si ritrovano anche acidi fenolici.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE:

Azione antisettica urinaria: questa droga viene usata come antisettico delle vie urinarie, dal momento che l'idrochinone, dotato di spiccata azione antibatterica in vitro, subisce nel fegato una glucurono e una sulfoconiugazione e poi viene eliminato per via renale. L'azione antisettica urinaria dell'idrochinone richiede, per manifestarsi appieno, un pH alcalino delle urine e una concentrazione di principio attivo di almeno 60 microgrammi/ml. Il miglior alcalinizzante urinario da usare assieme a questa droga sembra essere l'idrogenocarbonato di sodio.
È stato dimostrato che la capacità di molti germi gram - di aderire alla superficie delle cellule da infettare è fondamentale per il loro potere patogeno, e questa caratteristica dipende strettamente dall'idrofobicità della superficie batterica. Infatti numerosi ceppi di Escherichia coli presenti nelle urine si sono dimostrati capaci di aderire alle cellule vescicali.
Il pretrattamento di questi ceppi batterici con estratto idroalcoolico di uva ursina aumentava notevolmente l'idrofobicità della loro superficie, ostacolando in tal modo la loro adesione alle cellule da infettare e quindi la loro infettività.

Azione antiflogistica: In un gruppo di ratti è stato studiato l'effetto antiflogistico dell'arbutina provocando  una dermatite da contatto tramte picril cloruro e globuli rossi di pecora iniettati localmente. L'arbutina era somministrata per os alle dosi di 10 e di 50 mg/kg subito dopo e 16 ore dopo l'applicazione degli irritanti, ma non determinava apprezzabili effetti anti-infiamatori, mentre la somministrazione di questa sostanza 24 ore dopo determinava un evidente azione antiflogistica. Aggiungendo all'arbutina il prednisolone o il desametazone l'azione antiflogistica era superiore a quella evidenziata dagli steroidi da soli, i quali provocavano un calo del peso del timo e della milza che invece non era causato dall'arbutina.
L'aggiunta all'arbutina dell'indometacina causava un effetto antiflogistico superiore a quello dell'indometacina da sola, e tale effetto sinergico tra le due sostanze era evidente anche in caso di edema indotto da carragenina o di artrite indotta da adiuvanti. Non sono ancora noti i meccanismi per spiegare tale effetto anti-infiammatorio dell'arbutina.
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto dell’idrochinone sul rilascio delle citochine, sulla fagocitosi, sulla produzione di NO, sulla generazione di ROS, sull’adesione cellula-cellule/cellula-fibronectina e sulla proliferazione dei linfociti. Si è visto che l’idrochinone sopprimeva la produzione di citochine flogogene (TNF alfa, IL1beta e IL6), di NO, la generazione di ROS, l’incorporazione fagocitica del destrano, l’iperproduzione di molecole costimolatorie, l’adesione cellula-cellule delle cellule U937 indotta da CD18 e CD29 e la proliferazione dei linfociti splenici e del midollo osseo. Lo studio indica che l’idrochinone può inibire la risposta infiammatoria mediata dai monociti, dai macrofagi e dai linfociti in vitro (9).

Indicazioni principali: infezioni non complicate della vescica.
Azione prevalente: azione antisettica urinaria.
Altre azioni: anti-infiammatoria.

EFFETTI  INDESIDERATI: nessuno conosciuto a tutt’oggi.
INTERAZIONI CON FARMACI: nessuna conosciuta a tutt’oggi.
CONTROINDICAZIONI: è controindicato in gravidanza, specialmente nel primo trimestre, poiché può indurre contrazioni uterine e favorire il distacco della placenta e durante l’allattamento. Non va usato nel bambino al di sotto dei 9 anni di età.
TOSSICOLOGIA: La DL 50 per os è superiore a 2 g/kg nel ratto.
Uno studio ha valutato se l’idrochinone potesse essere rilasciato durante la fermentazione intestinale e passare nel torrente ematico. L’arbutina si è dimostrata stabile nello stomaco a ph 3,0 e viene convertita a idrochinone da parte della flora batterica intestinale, in particolare dai seguenti ceppi batterici: Eubacterium ramulus, Enterococcus casseliflavus, Bacteroides distasonis e Bifidobacterium adolescentis. L’azione maggiore è posseduta dall’Eubacterium ramulus. L’arbutina non induce mutazioni in cellule V79 di cavia coltivate in vitro, mentre l’idrochinone può avere in questo contesto azione mutagena. In presenza di Eubacterium ramulus l’arbutina diveniva mutagena perché veniva trasformata in idrochinone. Lo studio indica che l’idrochinone ha azione mutagena, il che potrebbe esporre a rischi a livello della mucosa del colon (7).

Una metanalisi (Settembre 2006) ha valutato la potenziale tossicità dell’idrochinone usato come schiarente cutaneo. Sono stati reperiti numerosi studi in vitro e nell’animale, che indicano come questa sostanza abbia azione mutagena a livello epidermico, in particolare per un uso cronico. La metanalisi conclude affermando che l’uso cronico dell’idrochinone come agente schiarente cutaneo dovrebbe essere proibito (8).


BIBLIOGRAFIA:

1)Bruneton J. Pharmacognosie phytochimie des plantes medicinales. Ed. Lavoisier, Paris, 1993.
2)Turi M. et al. Influence of aqueos extracts of medicinal plants on surface hydrophobicity of Escherichia coli strains of different origin. APMIS 105, 956-962, 1997.
3)Matsuda H. et al. Pharmacological study on Arctostaphylos uva ursi (L.) Spreng. Combined effects of arbutin and prednisolone or dexamethazone on immuno-inflammation. Yakugaku Zasshi 110, 68-76, 1990.
4)Matsuda H. et al. Pharmacological studies on leaf of Arctostaphylos uva ursi (L.) Spreng. Combined effects of arbutin and indomethacin on immuno-inflammation. Yakugaku Zasshi 111, 253-258, 1991.
5)Jahodar L. et al. Investigation of iridoid substances in Arctostaphylos uva-ursi. Pharmazie 33, 536-537, 1978.
6)Matsuda H. et al. Pharmacological studies on leaf of Arctostaphylos uva ursi (L.) Spreng. Effect of water extract from Arctostaphylos uva ursi (L.) Spreng (bearberry leaf) on the antiallergic and antiinflammatory activity of dexamethasone ointment. Yakugaku Zasshi 112, 673-677, 1992.
7)Blaut M. et al. Mutagenicity of arbutin in mammalian cells after activation by human intestinal bacteria. Food Chem Toxicol. 2006 Jul 8; [Epub ahead of print].
8)Kooyers T.J. et al. Toxicology and health risks of hydroquinone in skin lightening formulations. J Eur Acad Dermatol Venereol. 20(7):777-80, 2006.
9)Cho J.Y. et al. Suppressive effect of hydroquinone, a benzene metabolite, on in vitro inflammatory responses mediated by macrophages, monocytes, and lymphocytes. Mediators Inflamm. 2008;2008:298010. Epub 2009 Jan 14